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Il premier Conte con Gualtieri e Catalfo

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L’emergenza assoluta che ha questo Paese è la sua economia. Siamo entrati nel circolo vizioso della decrescita infelice e appena proviamo a rialzare la testa abbiamo sempre qualche “buona notizia” per farci tornare con cervello, cuore e portafoglio nel tunnel. Siamo consapevoli che tutto è possibile con una regia della politica economica a dir poco dilettantesca, ma c’è un limite a tutto. Quando si arriva all’incoscienza di prolungare a voce lo stato di emergenza pandemica di un Paese fino alla fine dell’anno senza rendersi conto di che cosa significa in termini di aspettative economiche, di consumi e di fiducia un annuncio così anticipato per una decisione di cui non si ha certezza, vuol dire che siamo in quella situazione dilettantesca di estrema pericolosità che non può essere sottaciuta perché si continua a gettare benzina sui mille falò della polveriera sociale italiana.

Scusate, ma è vero o no – lo dico molto semplicemente – che il nostro primo problema sono i consumi? Che sono caduti tutti compreso l’alimentare, che non è successo così negli altri Paesi europei dove a partire dalla Francia si sono precipitati a fare una maxi rottamazione per ogni tipo di auto e ogni tipo di elettrodomestico? Allora noi che stiamo ancora studiando, diciamo e non diciamo, facciamo capire che la rottamazione arriverà ma non si sa quando e otteniamo il capolavoro che tutti non fanno più acquisti di nulla perché si aspetta qualcosa che non si sa quando arriverà, che cosa ci inventiamo?

Ci mettiamo a fabbricare in proprio la paura, si comincia a dare un messaggio alla gente che la pandemia non finirà mai, che c’è e non la vediamo, che è dietro l’angolo, che non finisce più. Risultato: consumiamo ancora di meno, quel poco che consumiamo lo facciamo con ancora più paura, la saracinesca che pensavamo di riaprire rimane chiusa. Siamo al masochismo puro che serve solo a tenere il Paese in ostaggio della lobby dei virologi e a allungare i tempi di una stagione politica che mostra di non avere chiara qual è oggi la priorità e vuole continuare a galleggiare nelle stanze del potere. Ci vuole tanto a capire che se togli l’emergenza e poi la rimetti crei il panico e che, se proprio devi, fallo almeno a ragion veduta. Aumenta prima tamponi e controlli.

Invece no. Siamo nelle mani di quegli stessi funzionari che impongono leggi bizantine per cui i risarcimenti dovuti all’economia arrivano tardi e male e che vogliono portarsi avanti nel lavoro di decretazione per la nuova emergenza che danno per scontata, incuranti del danno economico aggiuntivo (abnorme) che creano nel primo e nel secondo caso. Siamo nelle mani di una politica di governo e di opposizione che si permette di prolungare le “vacanze” degli statali fino alla fine dell’anno senza porsi il problema che così l’economia non riparte mai, perché la macchina dello Stato è ancora più immobile di prima, le città si spengono e non si rimette in moto nessun tipo di consumi. Questa settimana sarà quella del vertice europeo per il Recovery fund.

Assisteremo al solito effluvio di parole dove l’ideologia domina e l’Italia continua a non fare i conti con le sue colpe gravissime che vengono da lontano e tendono giorno dopo giorno a accentuarsi. Se proprio volete affondare e volete fare affondare noi con voi, risparmiateci almeno le solite baruffe e le solite ipocrisie. Francamente è troppo.

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