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Si vuole rompere l’incantesimo italiano. Che è quello che ripari tutto e crollano contagi e terapie intensive. Questo incantesimo non può essere rotto. Perchè non lo vogliono gli italiani. Lo vogliono tutti quelli che soffiano sul fuoco nei partiti e in tv. Questi signori hanno deciso che oggi sarà venerdì nero. Stanno con i camalli di Trieste. Stanno, cioè, con quelli che credono ancora che si possa imporre al governo la posizione ideologica di una minoranza. Non hanno neppure la lucidità di capire che se estremizzano la situazione non ci sarà bisogno dell’intervento del governo perchè a farsi sentire sarà quell’ottanta per cento di italiani che si sono vaccinati, che sono tornati a vivere, a lavorare in presenza, ad andare al cinema e in pizzeria. La Nuova Ricostruzione non si può fare senza i vaccini o i tamponi perchè senza di essi non c’è lavoro in sicurezza che è la base di tutto

SI VUOLE rompere l’incantesimo italiano. Che è quello che riapri tutto e crollano contagi e terapie intensive. Questo incantesimo non può essere rotto. Perché non lo vogliono gli italiani. Lo vogliono tutti quelli che soffiano sul fuoco, coloro per i quali tutto si misura con i sondaggi o a colpi di share. Ci sono le fibrillazioni elettorali da amministrative (Torino, soprattutto Roma) e il solito teatrino quotidiano di chi fa informazione da super talk sguazzando nel mare putrido della propaganda e dell’irrealtà.

Questi signori hanno deciso che oggi sarà venerdì nero. Stanno con i camalli  di Trieste. Stanno, cioè, con quelli che credono ancora che si possa imporre al governo l’idea di una minoranza. Non riescono nemmeno a rendersi conto che siamo davanti a una novità nello stile di governo italiano che è rappresentato da Draghi e dalla barra dritta che connota la sua azione quotidiana in casa e fuori. Sono anche un po’ “stupidi” perché radicalizzando lo scontro se anche volesse – e non è questo il caso – il governo non può trovare un accordo e userà tutto il suo potere, che è infinitamente superiore al loro, perché le regole vengano rispettate.

Non hanno neppure la lucidità di capire che se estremizzano la situazione non ci sarà  bisogno dell’intervento del governo perché a farsi sentire sarà quell’ottanta per cento di italiani che ha fatto il suo con i vaccini e non rinuncerà a farsi sentire. Avremo una nuova marcia silenziosa su larga scala e i camalli triestini più che la polizia dovranno temere la gente che verrà a linciarli. Sarà la maggioranza silenziosa a fare la sua controrivoluzione. Questo è quello che sentiamo noi. Perché la gente è tornata a vivere. È tornata a lavorare in presenza. È tornata ad andare al cinema e in pizzeria.

Il salone del libro di Torino ha riaperto e questo fatto appartiene alle emozioni che può regalarti solo un libro che vengono prima ancora della cultura e tutto ciò corrobora il segnale di fiducia che è il motore della Nuova Ricostruzione. Che rappresenta l’unica soluzione possibile alle grandi questioni economica e sociale italiane. Che non si può fare senza i vaccini o i tamponi perché senza di essi non c’è il lavoro in sicurezza che è la base di tutto.

Diciamocela fino in fondo. La gente cerca la terza dose e non ne può più di queste mascherate ideologiche triestine e dei loro imitatori più o meno occulti. Tutti, ma proprio tutti, hanno piena coscienza che a Trieste si è davanti a una posizione ideologica che si manifesta in spregio di ogni decenza in una città popolata di anziani.

I camalli non si fermano neppure davanti ai tamponi gratis perché loro stanno facendo un altro mestiere. Vogliono liberare l’Italia non si capisce da che cosa perché volere fermare il Paese che ha fatto meglio di chiunque nella campagna di vaccinazione e nella riapertura dell’economia è contro tutti i buon sensi riuniti. Vogliono convogliare  verso Trieste tutti i no vax italiani, ma ragionano più in grande perché hanno in mente di liberare l’Europa e, forse, il mondo.

Siamo di fronte alla dimostrazione plastica di dove si può arrivare quando a dettare legge sono l’arroganza, la protervia e l’ideologia messe insieme. Siamo davanti ai “nuovi controllori di volo” di Reagan. Assistiamo al solito balletto pieno di ambiguità dei Grillo, dei Salvini e, spiace dirlo, della Meloni. Andranno tutti a sbattere contro il muro del buon senso italiano.


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