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Una protesta dei no vax e no green pass

Tempo di lettura 3 Minuti

Non si riesce a capire perché si deve sottostare al ricatto di una minoranza che non è nient’altro che un movimento ideologico-eversivo inventato dalla tv. Perché la televisione commerciale e, purtroppo, anche quella pubblica hanno inventato insieme questo movimento dei no vax che se togli gli estremisti di destra e di sinistra non ti resta quasi nulla. Si prende un pezzettino, si sproloquia sulla libertà, si fanno paragoni inammissibili con i lager nazisti, e si crea il caso con la più disinvolta delle irresponsabilità. In un Paese che unico in Europa ha riaperto senza richiudere la scuola e l’economia. Perché con il green pass sul lavoro ha aumentato le consapevolezze e ora vuole fare subito i vaccini ai bambini e la terza dose. Tutta l’Europa ci sta guardando. Fa ora quello che noi abbiamo fatto diversi mesi fa. Farà tra qualche mese quello che noi dobbiamo e vogliamo fare ora. È impressionante la nostra capacità autodistruttiva. Liberiamocene almeno prima che la stragrande maggioranza silenziosa dei vaccinati perda la pazienza

Tutto il mondo in Italia si è vaccinato, lo ha fatto prima degli altri e con convinzione. Ha visto i risultati concreti di questa scelta saggia. Ora non riesce più a capire perché deve sottostare al ricatto di una minoranza che non è nient’altro che un movimento ideologico-eversivo inventato dalla televisione. Perché la televisione commerciale e, purtroppo, anche quella pubblica hanno inventato insieme questo movimento dei no vax che se togli gli estremisti di destra e gli estremisti di sinistra non ti resta quasi nulla.

Facciamolo questo esercizio, leviamo Forza Nuova di qua e i Centri Sociali di là, e rendiamoci conto di che cosa rimane in un Paese che unico in Europa ha riaperto senza richiudere la scuola e l’economia. Un Paese dove per effetto della intelligenza politica della mossa solitaria del Green Pass sono ripartiti consumi e produzione a tassi da primato europeo e è tornata la fiducia.

Rendiamoci conto che questo quasi nulla pone il veto sulla rinascita dell’intero Paese. Rendiamoci conto che non si può dare il Paese in ostaggio a questo variegato gruppo che ha un carattere eversivo perché i talk show politici hanno bisogno di riempire i loro palinsesti. Perché anche la televisione pubblica sente il devastante bisogno imitativo di dare sempre voce ai lupi impresentabili che sono rabbiosi e che si fanno usare dalla estrema destra e dal sovranismo europeo dell’Est fuori da ogni regola. Siamo davanti a un’informazione malata che genera malattia. Il Paese subisce e paga il conto salatissimo di questa informazione malata.

È saltato da tempo ogni rigore scientifico, la scala di priorità delle fonti, perfino il buon senso, per cui politici senza mestiere e senza competenza dispensano il Vangelo del nulla mescolando principi di libertà con questioni che non sono degne di essere accostate a quella parola. Si prende un pezzettino di fatto, si sproloquia sulla libertà, si fanno paragoni moralmente inammissibili con i lager nazisti, ed ecco che quel pezzettino di fatto si trasforma in un caso con la più disinvolta delle irresponsabilità. Questo tipo di informazione genera malattia.

I fatti e i numeri ci dicono che tutto il mondo sta guardando a noi. Il provincialismo italiano del nulla e delle miserie ideologiche è entrato in difficoltà. Si chiede: che cosa fa la Germania? Che cosa fa la Francia? Che cosa fa l’Austria? Poi, però, non vuole sentire la risposta: guardano tutte e tre a noi, imitano noi che abbiamo sempre operato a bassa voce. Perché con il green pass sul lavoro abbiamo aumentato le consapevolezze e ora diciamo di fare subito i vaccini ai bambini e la terza dose. Tutta l’Europa ci sta guardando. Fa ora quello che noi abbiamo fatto diversi mesi fa. Farà tra qualche mese quello che noi dobbiamo e vogliamo fare ora. Perché l’Italia è diventata il punto di riferimento in quanto ha tracciato la strada per convivere con il Covid. È impressionante la nostra capacità autodistruttiva. Prendiamo la misura delle cose e confrontiamoci con gli altri. Noi a testa alta, Germania e Francia in difficoltà. Rendiamoci conto che mentre la Germania è in una fase di confusione politica noi abbiamo un governo che decide ma siamo costretti a fare i conti con questo dibattito malato. Quando ne prenderemo coscienza fino in fondo sarà sempre troppo tardi. Facciamolo almeno prima che la stragrande maggioranza silenziosa dei vaccinati perda la pazienza.


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