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Il premier Giuseppe Conte

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Il collasso della sanità pubblica lombarda è un grido di dolore che squarcia il mondo. Bisogna prendere atto che la struttura ospedaliera pubblica non ce la fa. Poi capiremo perché, ma oggi tutti diano una mano. Solo Bertolaso può ribaltare una situazione disperata

Il Patto di Stabilità senza Crescita europeo è morto. L’economia di guerra nella quale siamo piombati fa cadere un muro al giorno. Ricordo quando Romano Prodi disse che era stupido e prevedeva che avrebbe determinato una tempesta economica. Ha fatto un giro largo perché è passata attraverso la più grande crisi sanitaria globale mai conosciuta, ma la tempesta economica è arrivata. Il Professore diceva una assoluta verità: i patti di stabilità sui bilanci che si fanno con l’aritmetica non hanno alcun senso, ma lo guardavano tutti dall’alto in basso. Ora che tocca anche loro, tedeschi e francesi hanno cambiato opinione. Arriverà anche il piano europeo interamente finanziato con i titoli sovrani europei. Mes o non Mes conosceremo i Coronabonds prima e gli Eurobonds dopo. L’entità della catastrofe metterà tutti d’accordo e chiuderà in uno sgabuzzino uomini del no senza passato e senza futuro tipo Weidmann, il Governatore della Bundesbank sempre all’opposizione di Draghi. Così come – e lo avevamo ampiamente previsto – la Banca Centrale Europea ha garantito il ponte monetario “senza nessun limite all’impegno” che può consentire alla vecchia Europa di attraversare il nuovo ’29 mondiale e prepararsi ad avere un ruolo all’altezza della sua storia nella ricostruzione mondiale.

Questi punti cardinali deve averli ben chiari il governo della Repubblica italiana. Se il Presidente Conte non vuole che appena finita l’emergenza sanitaria venga mandato a casa dall’insurrezione popolare, alimentata dal morso durissimo dell’economia che non è recessione o Crisi Globale ma la Grande Depressione superiore a quella degli anni Trenta, spenda tutto quello che può spendere, che dico, spenda quello che non ha. Al primo burocrate più o meno altolocato che viene a parlargli di deficit e titoli pubblici da collocare, faccia volare per aria tutto ciò che ha intorno e gli ricordi che la Merkel farà saltare il tabù tedesco del pareggio di bilancio. Ordini ai suoi funzionari di predisporre l’helicopter money italiano che metta soldi sui conti correnti di tutti i dipendenti privati delle aziende private che procedono a scartamento ridotto e che non sono, dunque, nelle condizioni di garantire un reddito ai loro dipendenti. Faccia altrettanto con quegli artigiani che hanno uno o due dipendenti ai quali arriverà la cassa integrazione, magari non in tempo reale, ma si sono guadagnati nel silenzio di tutti la povertà assoluta. Se nello stesso pianerottolo abitano il dipendente privato che lavora gratis, l’artigiano che non ha reddito e il funzionario regionale o il professore che ricevono il loro regolare stipendio, noi crediamo che l’ordine pubblico sarà messo a durissima prova.

Nel frattempo lo Stato non risparmi una sola energia per affrontare l’emergenza sanitaria e dialoghi finché è possibile con la Lombardia altrimenti intervenga perché il numero abnorme di vittime non consente ulteriori indugi. Si utilizzino tutte le strutture sanitarie del povero Sud cancellato dalla spesa pubblica italiana per dare un letto in terapia intensiva e l’assistenza dovuti a tutti i pazienti che la sanità più foraggiata quale è quella della Lombardia non riesce a curare. Il collasso della sanità pubblica lombarda è un grido di dolore che squarcia il mondo, è denunciato con la forza della verità all’unisono dalla intera classe medica lombarda che ne conosce bene cause e responsabilità. Bisogna prendere atto che la struttura ospedaliera lombarda non ce la fa.

Ci si può chiedere: sarà un caso che ciò avviene nella regione che più di ogni altra ha teorizzato la predominanza della sanità privata su quella pubblica? Vi rendete conto che c’è chi è arrivato a dire che i dati di Bergamo sono influenzati dal tasso di inquinamento nella montagna dell’alta bergamasca? Non sarà che non abbiamo i posti letto di terapia intensiva in Lombardia perché abbiamo finanziato i posti letto della sanità privata che privilegia cure più redditizie? Non è forse arrivato il momento di prendere atto che l’unicum globale che riguarda solo la Lombardia – non il Veneto non il Piemonte non l’Emilia-Romagna – è frutto di una organizzazione sanitaria pubblica che non va e non si riesce a riprendere neppure per i capelli? Siamo sconvolti dal fatto che il 40% dei lombardi di fronte a questa strage di vite umane non modifichi le sue abitudini di vita e facciamo un tifo appassionato perché Bertolaso riesca a ribaltare una situazione oggettivamente disperata. C’è in quest’uomo il segno fisico della migliore protezione civile europea che appartiene alla storia più nobile dello Stato italiano. Il cammino di riunificazione del Paese può cominciare da qui.

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