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Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri

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La verità è che la stima del ministro Gualtieri per quest’anno e per l’anno a venire non tiene conto che dopo il rimbalzo del terzo trimestre non ce ne è un quarto a seguire molto buono come auspicato, ma presumibilmente terribile. È evidente che tutti i numeri che ignorano lo scenario avverso globale e nazionale, che è diventato realtà, e riguardano deficit e debito sono da considerarsi numeri di fantasia. Il meno 9% di Pil del 2020 ce lo possiamo sognare

Siamo in difficoltà perché dobbiamo dire cose spiacevoli di una persona che non riconosciamo più. Abbiamo conosciuto e apprezzato un uomo prudente che ha fatto un ottimo lavoro in Europa e ci ritroviamo oggi con un ministro dell’Economia che non vuole guardare in faccia la realtà. Siamo preoccupati perché a questo punto non si può più nemmeno invocare l’assistenza di qualcuno che capisce di numeri. Ricordate l’aforisma romano? “Fatte vedè… ma da uno bravo però”.

Siamo aggrappati al gatto morto del rimbalzo del terzo trimestre che è andato molto bene e abbiamo deciso di fermare lì il mondo. Siamo sempre fuori fase, usiamo una statistica di convenienza. Confrontiamo trimestre su trimestre dell’anno, cioè il rimbalzo sul lockdown come dire la ripresa di un’attività su un’attività chiusa. Mai o quasi mai trimestre 2020 su trimestre 2019 e, cioè, sull’economia aperta prima del lockdown. Scappiamo dalla verità perché ci fa male. Parliamo di una crescita acquisita così importante da non potere essere compromessa dal trimestre successivo, ignorando l’incendio che è in atto e che rischia di avere fiamme sempre più alte e di durare molto a lungo. La verità è che la stima del ministro Gualtieri per quest’anno e per l’anno a venire è s-tarata perché non tiene conto che dopo il rimbalzo del terzo trimestre non ce ne è un quarto a seguire molto buono come auspicato, ma presumibilmente terribile mentre invece andiamo a picco già adesso per così dire a bocce ferme.

Insomma: se nulla accadesse il meno 9% di Pil del 2020 ce lo possiamo sognare. Ovviamente se arriva il lockdown totale o se si accentuano le restrizioni del lockdown parziale che è già totale di fatto, dobbiamo metterci bene in testa che quest’anno scivoliamo da un minimo di -10,5% a un massimo di -14/15% da noi previsto in tempi non sospetti e che la crescita del 2021 non sarà del 6% ma che se tutto va bene sarà pari a zero. Se fai un quarto trimestre sostanzialmente negativo questo si trascina sul primo trimestre dell’anno prossimo, ricordiamo che il trascinamento è una nozione che uno studente del primo anno di economia ha ben chiara, e allora mi spieghi come fai solo a pensare di fare a fine 2021 una sfavillante crescita del 6% che il nostro Paese non conosce da decenni? È evidente che tutti i numeri che ignorano lo scenario avverso globale e nazionale, che è diventato realtà, e riguardano deficit e debito sono da considerarsi numeri di fantasia. Il linguaggio della verità oggi è un imperativo assoluto.

Non si va molto avanti giocando con le parole e con le tabelline. Farei tesoro piuttosto dell’ammonimento del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e delle sagge parole del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, per concentrare disegno politico, competenze tecniche e strutture operative nell’attuazione di un progetto Italia inclusivo che parta dalle infrastrutture immateriali e materiali. Questo vuol dire riaffermare la centralità ritrovata dello Stato per uscire dalla sua lunga crisi istituzionale dovuta allo strapotere delle Regioni sviluppatosi dolosamente nelle pieghe del federalismo all’italiana o della irresponsabilità che dir si voglia. Questo vuol dire occuparsi con serietà della doppia emergenza sanitaria e economica nei giorni della Grande Depressione che stanno facendo esplodere le già gravi diseguaglianze e possono condurre l’Italia intera fuori dal novero delle grandi economie industrializzate. Sono cose difficili, molto difficili. Che richiedono, pero, come premessa di tutto di guardare in faccia la realtà. Nemmeno le scuole siamo riusciti a riaprire e nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi può solo peggiorare le cose.

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