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Il nuovo Ponte Morandi

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Il sistema italiano del codice degli appalti è la somma penosa di tutte le ipocrisie di una sinistra padronale che elargisce assistenza ai ricchi togliendo sviluppo ai poveri. Una vergogna che toglie futuro ai nostri giovani facendo dell’Italia un Paese incapace di aprire un qualsivoglia cantiere che possa portare nelle scuole e nelle case degli italiani i cavi del futuro o fare arrivare un treno veloce dove ancora non c’è. Si continua a confondere il moralismo con la morale eludendo le regole di civiltà europee

Bisogna fare un’azione chirurgica. Altro che togliere le parti negative che non sono in grado di consentire la partenza degli appalti. Perché se non è partito mai nulla in Italia, tranne quando si è fatto l’esatto contrario come nel caso del Ponte Morandi, vuol dire che non è questo o quel pezzetto che non va ma è il sistema che è congegnato per fallire. Questo sistema si chiama codice degli appalti italiano che è la somma penosa di tutte le ipocrisie di una sinistra padronale che elargisce assistenza ai ricchi togliendo sviluppo ai poveri. Una vergogna che macchia a vita la loro coscienza perché toglie futuro ai nostri giovani facendo dell’Italia un Paese incapace di aprire un qualsivoglia cantiere che possa portare nelle scuole e nelle case degli italiani i cavi del futuro o fare arrivare un treno veloce dove ancora non c’è.

Si continua a confondere il moralismo con la morale eludendo le regole di civiltà europee e moltiplicando le stazioni di corruzione che finiscono con sostituire fino ad annullare quelle appaltanti. Questa della doppia morale e della insensibilità dei privilegiati davanti alla realtà e alle sofferenze terribili che essa custodisce, comincia a essere il primo problema sulla strada della rinascita del Paese.

Stiamo assistendo a un dibattito surreale sul tema degli appalti dove si contestano cose che non ci sono e si fa propaganda politica e sindacale di quarta serie nascondendo il vero problema. Che è quello di non perdere tempo. Indipendentemente da quando sarà approvato il Progetto Italia con l’aiuto decisivo della credibilità di Draghi tra fine luglio e agosto. Indipendentemente da quando i dieci Paesi scioglieranno definitivamente le loro riserve e l’Europa potrà finalmente andare sui mercati e raccogliere la provvista finanziaria del Next Generation Eu.

Parliamo di dibattito surreale che nasconde il vero problema perché indipendentemente da tutto quello che deve avvenire è un fatto che l’articolo 1 comma 1037 della legge di stabilità esiste e autorizza a aprire i cantieri e a spendere fin da ora quello che l’Europa si è impegnata a darci. Perché gli unici due cantieri che si è riusciti ad aprire sono quelli dell’alta velocità ferroviaria Napoli-Bari e Brescia-Verona-Vicenza e, cioè, gli unici due cantieri che usufruiscono delle regole della legge obiettivo. Su tutti gli altri si è abbattuto il codice degli appalti di Delrio che è il concentrato di tutti i moralismi che moltiplicano le corruzioni sulla progettazione, commissariano i controlli, fabbricano scartoffie e bloccano l’apertura dei cantieri.

Se si continua con questa melina di propaganda politica si arriverà al commissariamento di Ferrovie e Anas perché la qualità del governo Draghi è quella di non consentire ai partiti di fare quello che hanno fatto molti di loro con i governi Conte uno e Conte due. È successo così con i vaccini. È successo così con le Regioni. È successo così con il Recovery Plan e le scelte del Progetto Italia. Sarà così con la nuova governance.

Per questo un Pd che agita le bandiere della tassa sulla successione e dei subappalti non fa bene a se stesso e al Paese. Perché la percezione esterna è quella di fare propaganda per recuperare quella sinistra sinistra che si ritiene di avere perso per colpa di Renzi. Una riflessione più seria merita invece il tema dei licenziamenti perché la questione sociale italiana è esplosiva, ma anche qui non si può agire sotto traccia. Perché è addirittura ovvio che tutto deve avvenire alla luce del sole. Purtroppo, così facendo, il Pd viene liquidato come il partito delle tasse e si consegna alla irrilevanza.

Succede quando si sollevano temi marziani rispetto ai temi veri del governo e alle urgenze del Paese che sono imparagonabili con le loro battaglie elettorali. Il Pd di Letta ha davanti a sé un grande futuro se si sintonizza con il governo Draghi in Italia e in Europa. Ha solo da guadagnarci. Dalla riapertura dei cantieri alla questione cruciale dei migranti il Pd è l’alleato naturale del Draghi che in Italia e in Europa fa le cose e non promette mai quello che non può mantenere. Questo è lo spirito della ripartenza che un Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che parla al cuore del suo popolo e è ricambiato con la stima di tutti, non si stanca di ripetere. Cerchiamo di non “bucare” l’appuntamento con la storia.


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