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Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi

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La ripresa di questo Paese è legata alla tutela della salute di tutti perché solo così riaprono le scuole e non si richiude l’economia. Possiamo tollerare che si prenda in aula gente che dichiara di non voler fare neanche il tampone quando in quell’aula ci sono dei bambini? Il sindacato si deve assumere le proprie responsabilità, deve essere soggetto attivo per mettere tutti in sicurezza e garantire il rispetto non formale dell’articolo due della Costituzione dove è scritto bello chiaro che i diritti individuali esistono se c’è la solidarietà collettiva

NO AI concorsi. No ai vaccini. No alla formazione obbligatoria per i docenti. No  a qualsiasi cosa.  La posizione dei no-vax e dei sindacati che difendono i no-vax è semplicemente No e fa sinceramente paura. Possiamo tollerare che si prenda in aula gente che dichiara di non voler fare neanche i tamponi quando in quell’aula ci sono dei bambini?

Come è potuto accadere questa situazione dei sindacati autonomi che inseguono l’irresponsabilità di questa gente e, cosa ancora più grave, dei sindacati confederali che temono di essere scavalcati e si mettono a cavalcare anche loro questa follia? Si può continuare a giocare sulla salute dei bambini? Stiamo scherzando o stiamo facendo sul serio?

La ripresa di questo Paese è legata alla tutela della salute di tutti perché solo così riaprono le scuole e non si richiude l’economia. Anzi, più una comunità dimostra di essere padrone consapevole del proprio destino, più si impegna per garantire l’apprendimento e l’equilibrio psicologico delle sue generazioni giovanili, e allora di più si consolida quel vento di fiducia che il successo della campagna di vaccinazione del governo di unità nazionale guidato da Draghi ha determinato e ancora di più questo vento pulito soffia forte nelle vele delle aspettative di ripartenza. Che sono un pezzo di economia vera, non astratta. Che sono in questo momento il motore effettivo della ripresa.

Capite, allora, qual è la vera posta in gioco? Capite, allora, perché il sindacato si deve assumere le proprie responsabilità? Perché deve essere soggetto attivo per mettere tutti in sicurezza e garantire il rispetto non formale dell’articolo due della Costituzione dove è scritto bello chiaro che i diritti individuali esistono se c’è la solidarietà collettiva. Che non c’è diritto individuale se lede il principio di solidarietà perché i diritti individuali vanno insieme con il dovere della solidarietà.

Ma come si fa a sostenere che io ho il diritto di fare l’insegnante di sostegno a un bambino disabile senza né vaccinarmi né fare il tampone? Questa  idea del diritto individuale senza la responsabilità collettiva è un mostro mediatico-ideologico prodotto da quel mondo dell’irrealtà dove domina il miope egoismo e si cancellano civiltà e futuro. Liberiamocene finché siamo in tempo e ricordiamoci di tutelare le ragioni collettive dei più fragili e della crescita economica che sono insieme l’unica medicina possibile per curare la grande febbre sociale fatta di povertà diffuse, milioni di posti di lavoro a rischio e crescenti diseguaglianze tra territori e ceti sociali. Si mettano al servizio del Paese i sindacati e si prendano cura dei più fragili.

Diano piuttosto una mano al ministro Bianchi che non ha sistemato i precari, ma ha finalmente fatto i concorsi. Diano una mano per fare la riforma della scuola tecnica professionale. Non la fa più nessuno perché una riforma sciagurata di dieci anni fa ha cancellato figure chiave come i periti e tante altre. Le piccole imprese non hanno più dalla scuola i quadri intermedi di cui hanno bisogno. Restituiamo alla scuola il valore di garantire con continuità la dignità di una figura intermedia tecnica qualificata. Si faccia la riforma delle assunzioni che tagli definitivamente con il passato miserevole delle sanatorie. Si faccia la riforma della formazione con l’obbligo della formazione annuale per i nostri docenti sfruttando le opportunità offerte dal Piano nazionale di Ripresa e di Resilienza (Pnrr) al fine ultimo di dare finalmente al Paese e ai nostri giovani una scuola completamente nuova.

Questo, non altro, significa occuparsi di capitale umano, di Mezzogiorno e di futuro. Per favore, i sindacati giochino nella squadra del futuro non in quella che ha la testa e le gambe ben piantate nel medioevo della ragione. Non salverebbero se stessi e contribuirebbero a affondare il Paese. Dalla scuola si capirà in quale squadra intenderanno giocare la partita.


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