X
<
>

Le navi militari nella zona interessata dallo scontro

Tempo di lettura 3 Minuti

Pochi mesi dopo la conclusione dell’accordo post-Brexit, la situazione è improvvisamente diventata tesa tra Londra e Parigi sulla questione dell’accesso dei pescatori francesi alle acque britanniche nel Canale della Manica.

Teatro dell’escalation, che ha visto i due Paesi inviare rispettivamente due navi militari a pattugliare la zona, è l’isola di Jersey, a una ventina di chilometri dalla Normandia e dipendenza della Corona britannica: davanti al porto principale dell’isola, Saint-Hélier, si è ammassata una ‘flotta’ di una ottantina di pescherecci francesi che hanno bloccato la circolazione, per protesta contro quello che ritengono “l’illegale” nuovo sistema di licenze applicato da Jersey e che limita i loro diritti, stabiliti nell’ambito del faticoso accordo sulla pesca post-Brexit; un tema che era stato già esplosivo durante i lunghi negoziati tra Londra e Bruxelles. rappresentanze governative si incontreranno con i leader dei pescatori a bordo del peschereccio Norman Le Brocq. Il ministro capo dell’isola, incaricato delle relezioni estere, Ian Gorst, ha segnalato l’intenzione di “ascoltare le inquietudini dei pescatori quanto ai diritti di pesca.

L’accordo – entrato in vigore lo scorso 1° gennaio – prevede un periodo di transizione fino all’estate del 2026, quando i pescatori europei rinunceranno al 25% del pescato nelle acque britanniche, l’equivalente di 650 milioni di euro all’anno. L’intesa prevede poi una rinegoziazione annuale. Fino al 2026, i pescatori Ue mantengono l’accesso garantito alle aree tra le 6 e le 12 miglia nautiche al largo della costa britannica, zona nota per l’abbondanza di pesce e per la tranquillità della navigazione.

Tuttavia, devono richiedere nuove licenze. Governo e pescatori francesi, ora, sostengono che Londra si stia allontanando dall’accordo post-Brexit, inasprendo le condizioni per l’ingresso dei pescatori Ue nelle acque britanniche e a cui per la prima volta la settimana scorsa sono stati ristretti i giorni di accesso autorizzato. 

Le imbarcazioni europee, inoltre, per ottenere la licenza devono ora dimostrare alle autorità britanniche che già pescavano in quella zona nel periodo tra il 2012 e il 2016. Cosa non difficile per la grandi navi dotate dei necessari sistemi di monitoraggio, ma impossibile per pescherecci di piccole dimensioni. 

Il governo del Jersey ha assicurato di aver “concesso licenze di pesca in conformità con l’accordo commerciale” post-Brexit, ma la Commissione europea non è dello stesso avviso. L’esecutivo Ue ha detto di aver ricevuto “il 30 aprile una notifica dalle autorità del Regno Unito sulla concessione di 41 licenze ai pescherecci Ue”, ma che “sono state decise ulteriori condizioni”, ha spiegato la portavoce della Commissione europea, Vivian Loonela, che ha accusato Londra di “non rispettare” le disposizioni dell’intesa. Mentre i pescatori francesi protestavano lanciando fumogeni e cantando cori contro gli inglesi, la ministra del Mare di Parigi, Annick Girardin, ha chiesto a Londra di revocare le restrizioni e Bruxelles ha invitato “alla moderazione e alla calma”. Oggi comunque, per tentare di disinnescare la tensione, il governo e le rappresentanze governative di Jersey si incontreranno con i leader dei pescatori a bordo del peschereccio Norman Le Brocq.

Il segretario di Stato francese agli Affari europei, Clement Beaune, ha avvertito che le “manovre” britanniche al largo di Jersey, “non intimidiranno” Parigi. Ha poi assicurato che “la nostra volontà è non alimentare tensioni ma avere un’applicazione rapida e completa dell’accordo” post-Brexit. La Francia, ha fatto sapere un portavoce dell’Eliseo, monitora “da vicino” la situazione che “è al momento ritiene calma”. Secondo fonti citate da SkyNews, è l’atteggiamento dei britannici ad aver esacerbato le tensioni.

Per molti, la mossa del premier Boris Johnson, di alzare i toni inviando ieri due navi da guerra “in sostegno” a Jersey e “in via precauzionale”, è stata progettata in chiave elettorale: oggi, nel Regno Unito, sono in corso importanti consultazioni locali, le prime dall’inizio della pandemia, che misureranno la fiducia nel governo Tory. I pescatori di Jersey, citati da media britannici filo-conservatori, hanno definito la protesta dei pescatori francesi “un’invasione”, mentre il Daily Mail definisce la crisi in corso “la nostra nuova Trafalgare”, in riferimento alla celebre battaglia navale che, nel 1805, mise la parola fine sul tentativo di Napoleone di invadere l’Inghilterra.


La qualità dell'informazione è un bene assoluto, che richiede impegno, dedizione, sacrificio. Il Quotidiano del Sud è il prodotto di questo tipo di lavoro corale che ci assorbe ogni giorno con il massimo di passione e di competenza possibili.
Abbiamo un bene prezioso che difendiamo ogni giorno e che ogni giorno voi potete verificare. Questo bene prezioso si chiama libertà. Abbiamo una bandiera che non intendiamo ammainare. Questa bandiera è quella di un Mezzogiorno mai supino che reclama i diritti calpestati ma conosce e adempie ai suoi doveri.  
Contiamo su di voi per preservare questa voce libera che vuole essere la bandiera del Mezzogiorno. Che è la bandiera dell’Italia riunita.
ABBONATI AL QUOTIDIANO DEL SUD CLICCANDO QUI.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA