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Donald Trump

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C’è un’incognita Trump, appena colpito con la First Lady dal Covid, un’incognita elettorale e un’incognita America. In realtà è al tramonto il modello americano che sta sprofondando insieme ai suoi miti sulla democrazia: il destino degli Usa coincide oramai con quello di una sorta di autocrate disposto a tutto per salvarsi.

Il primo sospetto è che Trump possa usare il Covid a suo vantaggio per mettere in forse le stesse elezioni e il loro risultato. Il dibattito con il rivale democratico Biden ha dimostrato ancora una volta che gli Stati Uniti sono finiti in mano a un pericoloso demagogo che fa leva sui peggiori istinti del Paese e sui suprematisti bianchi per imporre uno stato d’urgenza e di paura. Ma la cosa peggiore è che Trump ha sferrato un attacco allo stesso sistema elettorale americano: il suo obiettivo sembra quello di sabotare le elezioni. «Se perdo sarà un imbroglio», ha detto, incitando i suoi ad andare alle urne per “impedire la frode”.

Il suo scopo è delegittimare in maniera “preventiva” il voto per restare alla Casa Bianca, l’unico mezzo a sua disposizione per evitare, da semplice cittadino, una marea di guai giudiziari. Salito al potere con lo slogan “America First”, il suo vero motto, sin dal primo momento, è stato “Trump First”. E ora anche il Covid potrebbe diventare un mezzo per rendere ancora più inquinata questa campagna elettorale.

Basta dare un’occhiata agli eventi recenti per capire che il presidente degli Usa è un uomo con le spalle al muro. Il New York Times ha pubblicato un’inchiesta sulla situazione fiscale e finanziaria di Trump rivelando che il presidente degli Stai Uniti è una sorta di imbroglione che non ha pagato neppure un dollaro di tasse federali in dieci dei quindici anni precedenti la sua candidatura.

Neppure il peggiore dei capitalisti d’assalto era in grado di fare una cosa simile e soprattutto di avere l’arroganza di presentarsi a competere per la Casa Bianca. Uomini politici ben più accreditati di lui hanno lasciato le penne e la loro carriera nelle maglie del fisco Usa. Non solo: nel disperato tentativo di salvare le sue finanze ha sfruttato il potere derivante dalla sua carica. La realtà è che Trump ha accumulato centinaia di milioni di dollari di debiti che non sa come ripagare e se esce dalla Casa Bianca ha buone prospettive di entrare al gabbio.

Come può incidere tutto questo sulla campagna elettorale è ancora difficile dirlo. Quattro anni fa Trump aveva detto che avrebbe potuto sparare a qualcuno nel centro di New York senza perdere neppure une elettore. I suoi elettori non contestano la sua disonestà e la sua incompetenza, esplosa in maniera eclatante con una gestione demenziale della pandemia. Loro non leggono i giornali e probabilmente ignorano anche la tv: per i suoi seguaci Trump, sottolinea “The New Yorker”, ha mantenuto la promessa mai abbattere il “sistema” e combattere le élite.

Ma a essere in bilico non è soltanto Trump. Lo è tutto il sistema americano. Il patrimonio di Trump è stimato 2,5 miliardi di dollari: l’anno in cui ha vinto le elezioni ha pagato 750 dollari di tasse e nel suo primo anno alla Casa Bianca ha versato al fisco la stessa cifra.

Una situazione resa possibile da un decennio e oltre di scappatoie fiscali, complicati accordi finanziari, subdole trattative con partner stranieri, scatole cinesi che rimandano da una società a un’altra. La deputata democratica Ocasio-Cortez, che prima di essere eletta lavorava come cameriera in un bar, ha scritto: «Nel 2016-17 ho pagato migliaia di dollari di tasse facendo la barista, Trump 750 dollari. Ha contribuito a finanziare le nostre comunità meno delle cameriere e degli immigrati senza documenti».

Eppure l’inquilino della Casa Bianca ha una fenomenale presa sull’americano medio: per milioni di loro la notizia non sono le prove contro Trump ma la sua reazione sprezzante alle accuse che gli vengono rivolte. Ecco perché il destino di questo Paese malato, dove il sistema sociale è al collasso come hanno dimostrato anche le manifestazioni nelle strade, è quanto mai incerto. Una traiettoria preoccupante che nessuno al mondo può permettersi di ignorare.

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