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La Casa Bianca a Washington residenza del presidente degli Stati Uniti d'America

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Nelle elezioni presidenziali USA che si concluderanno il 3 novembre , è in corso una straordinaria mobilitazione per il voto come mai in precedenza. La Costituzione prescrive che si voti in un giorno feriale, il martedì che segue il primo lunedì di novembre, e che, per votare, ogni americano che ha compiuto 18 anni si registri nell’elenco del suo Stato specificando se è Repubblicano, Democratico o indipendente.

La registrazione, tuttavia, non comporta che l’elettore voti per il candidato del partito per cui si è registrato, né che vada a votare per obbligo. Esprimere ogni quattro anni la propria volontà di partecipare al voto presidenziale è solo l’espressione del patto che il cittadino fa con le con le istituzioni di volere decidere chi deve essere eletto al governo e nelle assemblee rappresentative statali e federali.

Votare il martedì in un giorno feriale – stabilito quando si andava a cavallo e si lasciava la domenica dedicata a Dio – comporta una interferenza con gli impegni di lavoro. Perciò ogni Stato ha stabilito diverse modalità di voto che, oltre il giorno stabilito, possono essere esercitate in anticipo di persona o per posta. Quest’anno per il Covid, a meno di dieci giorni dal voto finale, hanno votato oltre cinquanta milioni di elettori (circa un terzo dell’elettorato) i quali vogliono evitare le code e le difficoltà dell’ultimo giorno. Anche Trump ha già votato in anticipo in Florida, lo Stato di sua residenza.

Gran parte della società civile si è mobilitata per far votare i cittadini registrati. L’ultimo numero della rivista Time è uscita con la testata in copertina mutata in Vote. La straordinarietà dell’evento elettorale è segnato anche dalle tante aziende, grandi e piccole, commerciali e industriali, nelle grandi città e nelle contee rurali, che hanno dato ai loro lavoratori tre ore, mezza giornata o addirittura un giorno intero pagato per andare a votare e fare gli scrutatori nei seggi.

Non per interferire in politica – hanno dichiarato – ma perché votare è un atto patriottico che onora la democrazia americana.

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