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Gli Stati Uniti sono il singolare paese che, ad un tempo, ha il maggior numero di persone che professano una religione di tutto l’Occidente, e anche quello in cui più netta è la separazione tra lo Stato (federale) e le Chiese in cui è diviso il Paese. Il primo Emendamento della Costituzione del 1789 recita: “Il Congresso non potrà porre in essere leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione o per proibirne il libero culto”.

La molteplicità delle fedi è testimoniata dal fatto che ogni nuovo presidente sceglie su quale libro sacro intende giurare. La Bibbia naturalmente è stato il libro più usato ma non sono mancate altre scelte religiose e laiche. Proprio in ragione dell’autonomia delle fedi religiose dal potere politico, l’intervento dei gruppi religiosi intesi come entità private pari a qualsiasi altro gruppo di interesse, si fa sentire nelle campagne elettorali a di tutti i livelli e specialmente in quelle per il Presidente.

Quest’anno i gruppi protestanti evangelici bianchi, che sono insediati soprattutto nelle regioni del Midwest e del Sud, a loro volta suddivisi in una miriade di chiese particolari, costituiscono i maggiori sostenitori di Trump, ragione per cui il presidente li ha ripagati nominando alla Corte suprema la giovane giurista Amy Coney Barret che è schierata in maniera oltranzista contro l’aborto, i matrimoni omosessuali ed altri diritti civili di donne e minoranze.

Insieme alle chiese fondamentaliste che interpretano la Bibbia come alle origini della cristianità, il repubblicano è sostenuto da altri bianchi protestanti non evangelici, da circa la metà dei cattolici bianchi e un quarto dei latinos, da un piccolo settore dei protestanti neri, e da una porzione minoritaria degli ebrei che sono stati avvinti dal riconoscimento di Gerusalemme quale capitale dello Stato ebraico.

Sono invece chiaramente sostenitori di Biden, oltre alla parte minoritaria del mondo evangelico non bianco, dai tre quarti dei cattolici ispanici, dalla maggior parte degli agnostici ed atei che nell’ultimo censimento sono calcolati in circa 65 milioni, e dai tre quarti degli ebrei concentrati soprattutto a New York che controllano buona parte del mondo dei media e della finanza.

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