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Bebe Vio con Paolo Gentiloni e Ursula von der Leyen

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Alla pandemia l’Europa ha reagito con un’anima forte e unita. Manca invece una difesa comune e la Ue vuole costruirla. «Con Macron convocheremo un vertice sulla Difesa europea. È tempo che l’Europa passi alla fase successiva» ha annunciato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante il suo secondo discorso sullo Stato dell’Unione nell’aula dell’Europarlamento a Strasburgo.

La Francia inizierà il proprio turno di presidenza dell’Ue a gennaio 2022 e per quel momento, quindi, Bruxelles intende organizzare un vertice sulla difesa. «Si possono avere le forze più avanzate al mondo, ma se non si è mai pronti a utilizzarle, qual è la loro utilità? – ha detto von der Leyen – Ciò che ci ha frenato finora non è solo una carenza di capacità: è la mancanza di volontà politica. Se sviluppiamo questa volontà politica, possiamo fare molto a livello Ue».

INTELLIGENCE COORDINATE

Secondo la presidente, è necessario elaborare un «processo decisionale collettivo», con quella che definisce «conoscenza situazionale», ossia migliorando la cooperazione dell’intelligence. Ma «se gli Stati membri attivi nella stessa regione non condividono le loro informazioni a livello europeo, siamo destinati a fallire – avverte von der Leyen – La Ue potrebbe prendere in considerazione la creazione di un proprio Centro comune di conoscenza situazionale». E per affrontare gli attacchi informatici, «l’Europa dovrebbe essere il luogo in cui si sviluppano gli strumenti di cyberdifesa», sostiene.

Per raggiungere lo scopo di una difesa indipendente e made in Europe, ha aggiunto, «potremmo prendere in considerazione l’esenzione dall’Iva per l’acquisto di materiale di difesa sviluppato e prodotto in Europa».

Sempre sul tema difesa, la Ue punta a rafforzare la cooperazione all’interno della Nato. «Lavoriamo con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg su una nuova dichiarazione congiunta che sarà presentata prima della fine dell’anno – ha sottolineato – Dobbiamo investire nella nostra partnership. Ma questa è solo una parte dell’equazione. Dobbiamo fare di più da soli».

RISPOSTA AL COVID

Von der Leyen si ritiene, invece, soddisfatta per come la Ue ha reagito alla crisi del Covid-19. «Se volgo lo sguardo all’anno che è trascorso e se osservo lo stato dell’Unione attuale, vedo un’anima forte in tutto quello che facciamo – dice von der Leyen – Nella più grande crisi sanitaria mondiale degli ultimi cento anni, abbiamo scelto di agire insieme e così ogni regione d’Europa ha avuto le medesime possibilità di accesso ai vaccini salva-vita, abbiamo proceduto con NextGenerationEU e con il Green Deal».

Nella Ue, più del 70% degli adulti ha ricevuto una vaccinazione completa. «Siamo stati gli unici a condividere la metà della nostra produzione di vaccini con il resto del mondo – insiste von der Leyen – La Ue ha consegnato più di 700 milioni di dosi agli europei e più di 700 milioni di dosi al resto del mondo, in più di 130 Paesi».

All’impegno per la condivisione di 250 milioni di dosi di vaccini con i Paesi più poveri, la presidente ha annunciato che si aggiungerà una nuova donazione di altri 200 milioni di dosi fino a metà del prossimo anno.

VACCINI E GREEN PASS

Le differenze tra i tassi di vaccinazioni tra Stati preoccupano, però, la presidente: «Cerchiamo di fare il possibile per garantire che la pandemia non si trasformi in una pandemia dei non vaccinati». La Ue dispone di 1,8 miliardi di dosi supplementari per i richiami che saranno necessari. Von der Leyen esprime soddisfazione anche per il Green pass: «Abbiamo dimostrato che quando agiamo insieme agiamo rapidamente».

Nelle prossime ore, la Commissione Ue presenterà l’Autorità sanitaria paneuropea, Hera, per prepararsi a nuove pandemie. L’autorità avrà un finanziamento di 50 miliardi di euro l’anno.

CRISI AFGHANA

Passando, poi, alla crisi afghana, Von der Leyen ha ribadito il sostegno della Ue. «Dobbiamo fare di tutto per evitare il rischio di una grande carestia e di un dramma umanitario – ha detto – Aumenteremo gli aiuti umanitari per l’Afghanistan di 100 milioni di euro, parte di un nuovo pacchetto di sostegno».

LAVORATORI SFRUTTATI

Von der Leyen prende anche posizione contro lo sfruttamento dei lavoratori. «Proponiamo di bandire dal nostro mercato i prodotti ottenuti con il lavoro forzato» ha detto. Secondo i dati Ue, attualmente 25 milioni di persone sono costrette al lavoro forzato, attraverso minacce o violenza.

«L’attività imprenditoriale nel mondo, il commercio globale, tutto questo è giusto e necessario. Ma non deve andare mai a scapito della dignità e della libertà delle persone – ha ribadito – Non accetteremo mai che dei lavoratori siano costretti a fabbricare prodotti e che poi quei prodotti siano messi in vendita nei negozi europei».

Rispondendo agli eurodeputati, von der Leyen ha ricordato che riguardo ai piani per il Recovery «nei rapporti specifici per i Paesi si parla di misure contro le corruzioni: noi vogliamo vedere queste misure, altrimenti non possiamo approvare i piani di ripresa».

Mentre, sul rispetto dello stato di diritto come condizione per accedere ai fondi Ue, la Commissione Ue è determinata: «Quando si parla della protezione del nostro bilancio, faremo tutto ciò che è in nostro potere – ha detto – Nelle prossime settimane saranno inviate le prime notifiche scritte”.

L’ESEMPIO DI BEBE

Sempre pensando alla ripresa dell’Europa e al futuro post pandemia, Ursula von der Leyen ha voluto invitare l’atleta italiana Beatrice Vio (BebeVio) come ispirazione per la rinascita.

«La sua storia è l’emblema di una rinascita contro ogni aspettativa. Di un successo che è stato raggiunto grazie al talento, alla tenacia e a un’indefessa positività. Rappresenta l’immagine della sua generazione: una leader e una sostenitrice delle cause in cui crede, che è riuscita a raggiungere tutto questo rimanendo fedele alla sua convinzione secondo cui, se sembra impossibile, allora si può fare – conclude la presidente – E questo è lo spirito della prossima generazione dell’Europa. Facciamoci dunque ispirare da Bebe».


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