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I no vax hanno vinto la loro battaglia più pericolosa: quella televisiva e sui social dove si sono conquistati all’arma bianca la visibilità che non meritavano, la dignità di cui non disponevano, il permesso accordato tacitamente e molto vigliaccamente di diffondere notizie false e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico ma anche ad arrecare danno ai corpi, alle coscienze, alle menti, a bimbi, grandi e anziani.

IL RIFIUTO DEL DIALOGO

L’Italia è stata devastata dal panico determinato dal loro panico. La maggior parte dei nemici del vaccino e poi quelli contrari al Green pass sono per lo più persone impaurite che non hanno coraggio di farsi iniettare un liquido nella spalla.

L’incredibile crescendo della loro propaganda ha devastato i palinsesti delle reti televisive. Improvvisamente quella che è l’evidente verità coincidente con il bene pubblico è diventata un’opzione fra le tante.

Non è più dato sapere che cosa sia un virus e se il vaccino sia o non sia un farmaco. Il vaccino non è un farmaco, ma è un vaccino. La differenza sta nel fatto che un vaccino non consiste in un aggeggio chimico che interviene nel corpo per modificarne il funzionamento. Un vaccino, specialmente quelli americani basati sul RNA, è semplicemente una password. Una password che fornisce un’informazione volutamente sbagliata al tuo sistema immunitario, il quale vede un nemico che ancora non c’è e si attrezza per combatterlo. Il nemico è la famosa proteina spike che vediamo sempre nelle grandi illustrazioni che sembrano delle fragole su una torta con panna.

I no vax hanno un’organizzazione comunicativa ferrea. Non discutono, non dibattono, non sono disposti ad accogliere come una possibile informazione le cose che dice loro un opponente.

Un no vax e un no Green pass insultano in una maniera blindata da cui è esclusa la logica, ma in cui è incluso il forsennato desiderio di uccidere. Tutti noi giornalisti che in un modo o nell’altro ci esponiamo davanti al pubblico esponendo i buoni motivi per cui è meglio che le persone si vaccinino se vogliono salvare la loro e l’altrui vita, siamo bombardati da messaggi ai quali è impossibile rispondere, in cui compare in un modo ossessivo la parola merda, seguita dalla parola culo, seguita poi dagli insulti, dalle condanne a morte espresse sotto forma di auspicio. Possa tu morire questa notte di ictus, speriamo che tu crepi insieme a tutti quelli come te, ed è perfettamente inutile tentare di risponder loro dicendo: guarda caro che io, diversamente da te, desidero che tu viva, desidero che tu stia bene e faccia star bene gli altri, io desidero il tuo bene e non il tuo male.

È incredibile come anche di fronte a una tale dichiarazione i no vax e i no Green pass rispondano sempre invariabilmente con una chiusura paraocchi citando fumosamente notizie che solo loro conoscono, da cui si dovrebbe apprendere che i vaccini anti Covid contengono dei microchip diabolici che saranno usati per porre fine alla vita dei vaccinati e altre immani sciocchezze del genere.

TALK SHOW E SOCIAL

Ma l’argomento che più ci interessa è l’accoglienza di questa gente o dei loro sostenitori nei talk show e sui social. Vengono cioè esposti alla pari. Uno a uno. Un intelligente contro un maniaco depressivo. Poi ci sono i filosofi, i quali si proclamano difensori della libertà ma a cui non importa un fico secco della verità.

Il filosofo Massimo Cacciari si è distinto più di ogni altro per aver allestito un suo banchetto di idee contorte da cui uscirebbe fuori la straordinaria conclusione secondo cui nessuno ha il diritto di costringerti a fare qualcosa neanche se c’è il sospetto, o forse la certezza, che le tue azioni possano essere dannose per gli altri.

Il complottismo e persino la paranoia sono strumenti che la natura ci ha dato per incoraggiarci a diffidare quanto basta e a temere sempre la vittoria del male sul bene. Possiamo dire che in una certa misura sia fisiologico. Ma oltre una certa misura dovrebbe essere un reato punito con mesi tot di reclusione.

Naturalmente manifestare per strada gridando libertà è bellissimo. Tutti i giovani sciamano e gridano parole d’ordine senza senso, ma con l’inebriante sensazione che noi tutti abbiamo provato più volte nella vita di essere parte di un grande movimento che scuote la civiltà umana dalle fondamenta e la costringe a riflettere sul bene sul male, ma anche semplicemente a divertirsi a non cedere di un millimetro alle imposizioni del potere.

IL DIO “INDICE DI ASCOLTO”

Questa parola, potere, crea una parola assolutamente equivoca perché è chiaro che quando questo potere deriva dalle democrazie, tale potere non è più censurabile se è espresso e amministrato nelle forme dovute e secondo le esigenze anche eccezionali che si presentano. Questo avrebbe dovuto apparire nei talk show e nei social. Ma la legge primaria dell’informazione, chiedo scusa, della comunicazione, non ha niente a che vedere con la verità ma con un unico elemento: l’indice di ascolto.

Ogni bravo o brava conduttore o conduttrice di talk show sa che è bene invitare a blaterare o a fare qualsiasi esposizione di stupide idee prive di qualsiasi dignità e contenuto, affinché questa persona posso dare spettacolo delle proprie fantasie e dei propri slogan in modo sufficientemente irritante da provocare la reazione delle persone sempre più rare che esprimono idee correlate ai fatti e ai dati, sicché alla fine la scintilla scocca e la paglia prende fuoco, e si accende un magnifico falò fatto di nulla che però fa schizzare il dibattito nelle classifiche e, come conseguenza immediata, la raccolta pubblicitaria delle reti e dei social, basata sull’indice di ascolto.

Questa è l’unica ragione per cui un tale evento culturalmente disastroso e suicida può ancora avere luogo impunemente e, anzi, essere difeso in maniera spudorata e consapevolmente lesiva nei confronti di coloro che sono meno capaci di prendere decisioni e formarsi delle opinioni, dagli opinionisti borderline, quelli della zona grigia, quelli che «io mi sono vaccinato ma non voglio che gli altri siano obbligati a farlo», «io ho il Green pass ma difendo il diritto di coloro che non lo vogliono possedere», «io voglio poter andare dove mi pare, nessuno può impedirmelo», sicché si genera non solo una enorme confusione ma anche una strage che imminente come sanno tutti in tutto il mondo.

LA QUARTA ONDATA

La quarta ondata non farà prigionieri. La quarta ondata sta devastando il mondo occidentale e lo stato di Israele ha proclamato per giovedì prossimo un giorno di esercitazioni militari a cui tutta la popolazione sarà invitata, anzi chiamata e obbligata, a partecipare, e probabilmente coloro che vorrebbero manifestare contro il vaccino e contro la Green card, se osassero farlo in quello Stato molto serio e molto poco enfatico, troverebbero pane per i loro denti.


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