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Sono 800mila i docenti delle scuole italiane che circa nove mesi fa, all’insorgere del Covid, si sono ritrovati ad affrontare uno scenario del tutto inaspettato: la didattica a distanza. La novità, pur foriera di disagi e lacune, ha stimolato spesso ingegnosità e passione.

Grazie a questi due fattori, spiega Nick Beer, Country Head in Italia di Cambridge Assessment English, «siamo lieti che studenti di qualsiasi età siano riusciti a mantenere il loro livello di inglese e progredire nel loro apprendimento nonostante le difficili circostanze». Beer aggiunge che «il settore dell’istruzione dovrà senza dubbio affrontare nuove sfide nei prossimi mesi, ma è bello vedere che l’apprendimento non si è mai fermato».

Ne sono prova le decine di migliaia di docenti che hanno partecipato quest’anno a vari seminari e corsi di formazione online, organizzati da Cambridge Assessment English e Cambridge University Press, al fine di migliorare la propria capacità di insegnamento e apprendere nuove tecniche didattiche per affrontare al meglio l’evoluzione della formazione a distanza.

L’apprendimento da remoto è anche fonte di discriminazioni: secondo i dati ISTAT, su 8milioni di studenti coinvolti nella didattica a distanza, circa 1,5milioni tra i 6 e i 17 anni si sono ritrovati esclusi dall’accesso a device o connessioni, andando ad aggiungere alle problematiche emotive anche quelle tecniche a causa della carenza di strumenti adatti.

Di qui le idee creative degli insegnanti di lingua inglese impegnati in tutta Italia, gli esaminatori e i coordinatori di exam centers, ai quali Cambridge English ha chiesto come si sono reinventati. Da Roccapiemonte, in provincia di Salerno, arriva la testimonianza di Francesco Policastro, professore di inglese presso il Liceo “Bonaventura Rescigno”.

Egli ha studiato un modo particolare per coinvolgere gli studenti.

«La soglia di attenzione del ragazzo davanti al video cala molto velocemente: ancor di più rispetto alla lezione frontale. Ho dovuto condire la lezione in maniera attraente e ho fatto ricorso ad esempio ai fumetti e ai videoclip. Abbiamo scoperto fumetti con personaggi umoristici (come ad esempio Fred) che ci hanno aiutato a rompere il ghiaccio e a rendere più divertente la lezione, fornendo anche spunti di riflessione per interpretare le battute di humour tipicamente anglosassone».

Policastro racconta inoltre che «per accompagnare invece il programma di letteratura, che al liceo è piuttosto corposo, spesso ho utilizzato canzoni che riprendono opere letterarie. Per esempio, ho introdotto ai ragazzi “Furore”, libro fondamentale di John Steinbeck, facendo ascoltare loro la canzone di Bruce Springsteen (The Ghost of Tom Joad), ispirata al romanzo e mostrando loro alcune clip del film che ne è stato tratto nel 1940 (di John Ford con Henry Fonda nei panni di Tom, ndr). Così facendo, la lezione non è affatto monotona, il tempo vola e i ragazzi non si annoiano».


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