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La copertina del libro del direttore Napoletano

Tempo di lettura 3 Minuti

ROMA – Chi è Mario Draghi? Perché il Cavaliere bianco, che ha salvato l’euro e l’Italia dal suo Cigno nero del 2011, viene chiamato esattamente dieci anni dopo dal capo dello stato, Sergio Mattarella, a disincagliare il Titanic Italia?

Perché viene indicato come il primo attore politico della nuova Europa e ha la stima dei grandi leader internazionali?

Il direttore del Quotidiano del Sud Roberto Napoletano nel suo nuovo libro “Mario Draghi. Il ritorno del Cavaliere bianco” (Disponibile anche online qui) ci restituisce la figura di un premier che vuole essere trattato alla pari, che ascolta tutti, ma che sa prendere le decisioni importanti al momento giusto.

La cortesia e la correttezza di Draghi sono evidenti, ma il Cavaliere bianco non rifugge dallo scontro.

«È bravo a mediare fra la cancelliera Merkel e i ‘falchi’ tedeschi e dà una mano alla Merkel nel tenere a bada mugugni e mal di pancia del Bundestag e della società tedesca», scrive Napoletano.

E proprio in questa chiave il giornalista ricorda, ad esempio, come «in un famoso scambio del luglio 2015, quando si discuteva della Grecia in una riunione notturna a Bruxelles, Draghi interruppe il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schàuble: ‘Non sono stupido’, rispose stizzito il ministro».

«Il presidente della Banca centrale europea aveva ribadito che l’uscita della Grecia dall’euro ci avrebbe fatto entrare in una terra incognita, provocando una reazione nervosa del ministro delle finanze tedesche, stretto tra la ragione del suo interesse politico e l’evidenza lineare del ragionamento di Draghi che non poteva sfuggire a un uomo esperto e competente come lui».

A quel punto «il presidente dello European Stability Mechanism, Jeroen Dijsselbloem, presente al confronto, decise di interrompere la seduta perché il clima si stava surriscaldando e, a fine lavori interpellato dai giornalisti, tese a ridimensionare e parlò di ‘uno scambio di vedute’».

Roberto Napoletano offre un ritratto chiaro e preciso del presidente del Consiglio: «Se Draghi resta su piazza per un po’ diventerà un riferimento internazionale per l’Italia come lo è stato per l’Europa con la battaglia vinta dell’euro. Ogni italiano in buona fede non può che augurarselo e metterci del suo perché ciò avvenga». A questo punto per il direttore del Quotidiano del Sud è importante far capire come e perché si è arrivati a Mario Draghi

«Per capire perché siamo arrivati a giocare in Italia la carta estrema del salvatore dell’euro, il Cavaliere Bianco che è il cittadino europeo più stimato nel mondo, vi devo chiedere di seguirmi in questa cronaca ragionata di un anno terribile che abbiamo voluto titolare Titanic Italia e che intendiamo restituirvi con un racconto immediato e un linguaggio comprensibile volutamente diretto».

«Prima vi dirò qualcosina in più su chi è il Cavaliere Bianco. Alla fine della lettura, almeno spero, vi sarà anche chiaro perché la carta estrema messa sul tavolo con intelligenza politica dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, non può fallire e quanto sia interesse di tutti che ciò non avvenga. Perché è necessario che scatti la mobilitazione delle persone intorno alla Nuova Ricostruzione e al nuovo De Gasperi. Si chiama Mario Draghi e è l’asso calato da Mattarella. Appunto, la carta estrema. Che, per definizione, è anche l’ultima carta».

“Mario Draghi. Il ritorno del Cavaliere bianco” è edito dalla Nave di Teseo.

Chi è 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐃𝐫𝐚𝐠𝐡𝐢? Perché viene indicato come il primo attore politico della nuova Europa e ha la stima dei grandi leader internazionali? 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐞𝐭𝐚𝐧𝐨 lo racconta nel suo nuovo libro: 𝗠𝗔𝗥𝗜𝗢 𝗗𝗥𝗔𝗚𝗛𝗜. 𝗜𝗟 𝗥𝗜𝗧𝗢𝗥𝗡𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗖𝗔𝗩𝗔𝗟𝗜𝗘𝗥𝗘 𝗕𝗜𝗔𝗡𝗖𝗢

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