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Liberty University, a Lynchburg

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Rifiutare il lockdown e tenere aperta l’università agli studenti. L’impavida sfida della Liberty University, a Lynchburg, in Virginia, è stata vinta. Ad oggi zero studenti sono stati contagiati dal Covid-19. Eppure, nel marzo scorso, quando Jerry Falwell Jr, presidente dell’ateneo, aveva annunciato di voler proseguire le attività accademiche pur con qualche restrizione, era stato ricoperto da un coro di sdegno. Mentre la maggior parte dei governatori varavano norme finalizzate alla chiusura totale delle attività, in tanti avevano etichettato la scelta della Liberty University come gravemente irresponsabile, inevitabile causa di un nuovo focolaio del virus. A riconoscere l’efficacia dell’iniziativa di Falwell Jr. sono il sito conservatore The College Fix, dedicato alle notizie dai college e dalle scuole degli Stati Uniti, e il prestigioso Wall Street Journal. Il quotidiano economico, il 18 maggio, ha pubblicato un pezzo di opinione di William McGurn, già collaboratore del presidente George W. Bush, che inizia così: «Quanto fa male dover ammettere: Jerry Falwell Jr. aveva ragione».

Lo stesso Falwell Jr, per la recente chiusura dell’anno scolastico universitario negli Stati Uniti, ha pubblicato un comunicato nel quale afferma: «Siamo grati a Dio che nessuno che abbia vissuto in una residenza universitaria o che abbia lavorato in un ufficio del campus sia risultato positivo al virus». Il presidente dell’università ha inoltre precisato che «gli unici casi di Covid nella comunità universitaria» sono stati registrati «tra i dipendenti che lavoravano da casa o da uffici fuori dal campus», dunque le infezioni vanno attribuite a contatti al di fuori dell’ambito universitario. Intervistato da Fox News, Falwell Jr ha affermato che la Liberty è diventata ora «un modello» per altre università, da seguire in caso di una nuova pandemia. L’inedita scelta sembra essere stata apprezzata anche dagli studenti. Uno di loro, Carter Chapman, ha spiegato a The College Fix le disposizioni prese dalla Liberty per evitare occasioni di contagio: nelle aule l’accesso è stato limitato a dieci persone previo lavaggio delle mani con il gel disinfettante e le aree comuni come le mense sono state chiuse. Gli studenti hanno potuto acquistare cibo soltanto dai distributori automatici, che venivano puliti ogni quindici minuti dagli addetti. Un’altra studentessa, McKenna Dallmeyer, accusa gran parte dei media di avere un pregiudizio negativo nei confronti della Liberty perché «negherebbe la scienza» in quanto college d’ispirazione cristiana. Ma ciò – prosegue la giovane – «è del tutto falso» e «molti altri college stanno mettendo in atto lo stesso livello di cautela».

Mentre la Liberty University ha in programma di riaprire completamente senza restrizioni in autunno, il tema della bontà o meno del lockdown continua a far discutere nel mondo: l’epidemiologo Anders Tegnell, mente della strategia svedese di tenere tutto aperto durante la pandemia, ha ammesso che si sarebbe potuto fare meglio, «qualcosa di mezzo tra ciò che ha fatto la Svezia e quello che ha fatto il resto del mondo».

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