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Massimo Giletti mostra la tabella elaborata dal Quotidiano del Sud durante Non è l'Arena

Tempo di lettura 3 Minuti

Bravo Giletti, il suo viaggio nel Sud a Non è l’Arena questa volta ci è piaciuto. Ai nostri occhi si è riscattato perché ha coperto con onestà il buco nero informativo della sua trasmissione che questo giornale ha denunciato perché insopportabile.

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Che a un cittadino calabrese lo Stato italiano elargisca 15,9 euro per investimenti in attrezzature sanitarie contro gli 89,9 che riceve un cittadino della Valle d’Aosta è uno scandalo morale, prima ancora che economico, perché lede i diritti di cittadinanza inviolabili della Repubblica italiana.

A prescindere dal fatto, sia chiaro, che gli amministratori della Valle d’Aosta si sono dimessi perché indagati per associazione politico elettorale mafiosa e che il Comune di Saint Pierre è stato sciolto per ‘Ndrangheta. Giletti ha mostrato le tabelle del Quotidiano del Sud che sono poi quelle dei Conti Pubblici Territoriali e ha detto con assoluta chiarezza che il capitolo degli investimenti sanitari dopo lo tsunami Coronavirus dovrà essere riscritto perché non equo.

Non era scontato. Queste parole gli fanno onore e sono quelle che avremmo voluto sentire già due domeniche fa.

Ogni volta che il conduttore di Non è l’Arena denuncerà gli sprechi e il malaffare calabrese nella sanità pubblica e privata ci avrà sempre al suo fianco. Perché questo giornale, come ho scritto la settimana scorsa, non ha e non avrà mai nessuna indulgenza di fronte alla peggiore classe politica meridionale che ha lucrato sui fondi pubblici e al coacervo di interessi massonici e amministrativi che a volte hanno spartito con essa il bottino e a volte ne hanno bloccato l’impiego per calcoli inverecondi.

Questa vergogna deve essere esplorata e denunciata senza riguardi per nessuno perché la sanità è un bene pubblico e le vittime sono le donne e gli uomini del Mezzogiorno. Saremo sempre in prima linea nel sostenere a tutto campo l’azione di un grande uomo di Stato come Gratteri che sta alzando il coperchio più nauseabondo del malaffare in Calabria, in tutta Italia e fuori dall’Italia, e non ci stancheremo mai di ringraziarlo.

C’è un punto rimasto in sospeso che aiuta a capire come sono andate davvero le cose, caro Giletti. È vero che i commissariamenti delle regioni del Sud hanno comportato un taglio dei trasferimenti per colpe loro, come hai opportunamente sottolineato, ma sono scattati per bilanci regionali in rosso per importi rilevanti che non hanno però paragone con quanto prima, durante e dopo è stato tolto alle stesse regioni del Sud per regalarlo alle regioni del Nord. Dal 2000 al 2017 su 47 miliardi di investimenti complessivi 27,4 sono andati al Nord, poco più di un terzo al Sud (10,5) .

Per la sanità italiana, un cittadino della Calabria ha ricevuto cinque volte di meno di un cittadino emiliano-romagnolo. A seguito dei giusti commissariamenti frutto di sprechi e inefficienze le Regioni del Mezzogiorno taglieggiate pesantemente per quasi un ventennio nella distribuzione delle risorse pubbliche hanno dovuto mandare a casa un altro 10% di personale. Ho scritto la Grande Balla perché questa ineludibile operazione verità che riguarda la sanità come la scuola, gli asili nido come i treni veloci, fosse chiara a tutti.

Questa distorsione incostituzionale della spesa pubblica è tra l’altro all’origine dell’abnorme crescita della rendita sanitaria privata lombarda a discapito degli ospedali pubblici lombardi e del Mezzogiorno. Ogni battaglia sacrosanta di moralizzazione e di ricostruzione economica e sociale del Paese può partire solo da questi numeri. Che parlano perché hanno un cuore e un’anima.

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