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Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede all'esterno di Palazzo Madama (Foto Roberto Monaldo / LaPresse)

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ROMA – Bonafede è salvo, il governo resta in piedi. Al termine di un lungo e acceso dibattito, il Senato ha respinto le mozioni di sfiducia presentate dal centrodestra (con 131 sì, 160 no, 1 astenuto) e dalla senatrice di +Europa Emma Bonino (con 158 no, 124 sì e 19 astenuti) contro il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

«Sono soddisfatto, ora al lavoro», ha detto all’uscita da Palazzo Madama il Guardasigilli, che in aula si era difeso: «Su Di Matteo sono stati ampiamente sgomberati tutti gli pseudo-dubbi. Falsa l’immagine di un governo che avrebbe spalancato le porte delle carceri ai detenuti più pericolosi». Le scarcerazioni «sono avvenute in base a leggi in vigore da 50 anni». Sulle riforme di processo penale e Csm il «confronto nella maggioranza sarà costante e improntato a leale collaborazione».

Decisivo il voto di Italia Viva: «Abbiamo salvato il governo, siamo stati decisivi» avrebbe sottolineato Matteo Renzi ai suoi senatori quando, numeri alla mano, è risultato evidente che, senza Italia Viva, entrambe le mozioni di sfiducia ad Alfonso Bonafede sarebbero passate. Su quella presentata da Emma Bonino, se Iv avesse votato a favore, si sarebbe portata dietro anche i voti di Fdi. «Se votate a favore, lo facciamo anche noi», pare sia stato il messaggio recapitato da Ignazio La Russa a Renzi. «Se votassimo con il metodo usato da lei nella sua esperienza parlamentare – ha detto Renzi nel suo intervento rivolgendosi a Buonafede – nei confronti dei membri del governo lei oggi dovrebbe andare a casa: Alfano, Guidi, Boschi, Lupi, Lotti, De Vincenti. Ma noi non siamo come voi. Non ho dubbi, lei è tutto e tranne che avvicinabile dalla mafia, ma spero che questa vicenda possa far riflettere: essere additati ingiustamente, andare sui giornali, costringere la propria famiglia a subire l’onta fa male, la notte passi a pensare che è colpa tua», ha detto il leader di Iv. Il quale ha riconosciuto a Conte «di aver dato negli ultimi giorni segnali importanti. Ho molto apprezzato la posizione sull’Irap, la battaglia per la legalità con la ministra Bellanova, l’accelerazione sulle riaperture e tuttavia ancora molto è da fare».

Il Pd, che ha votato contro la mozione di sfiducia, non ha risparmiato attacchi con Orfini: «Le politiche per la giustizia di questo governo sono pessime e devono cambiare radicalmente. È tornato in carcere il sequestratore del piccolo di Matteo, Franco Cataldo».

«Quello che mi dispiace – ha commentato Emma Bonino all’uscita dal Senato – è che, da come ha confermato il ministro Bonafede, la politica sulla giustizia del governo continuerà come prima, se non più forte. Continuerà una situazione in cui i cittadini avranno sempre più paura della giustizia, invece che fiducia».

Deluso anche Matteo Salvini, che con il gruppo della Lega ha votato anche la mozione della Bonino: «Mercato di poltrone fra Pd, Renzi e 5 Stelle. Ringraziano i 500 mafiosi e delinquenti usciti dal carcere e i 500.000 clandestini che aspettano la sanatoria, non ringraziano gli Italiani. Insieme a voi li fermeremo e costruiremo un’Italia migliore, promesso». Così il segretario del Carroccio su Facebook, dove ha pubblicato un fotomontaggio con i volti raggianti di Alfonso Bonafede, Giuseppe Conte, Maria Elena Boschi e Matteo Renzi, con la didascalia “Il circo”.

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