X

Il senatore Alberto Bagnai

Tempo di lettura 3 Minuti

ALBERTO Bagnai, classe ’62, fiorentino ma di razza padana adottiva in quanto senatore padanissimo di stretta osservanza salviniana, è probabilmente il miglior economista della Lega. Certo, gli economisti della Lega sono tre: lui, Borghi e Siri e la scelta non è, diciamo, vastissima. Epperò Bagnai, maestro di cembalo diplomato a Santa Cecilia, possiede una rara capacità di leggere gli spartiti della politica pop di centrodestra. Ogni volta che prende la parola, con quel suo fare fumantino, gli occhialoni alla Woody Allen e l’accento acuto alla Mario Monicelli, il senatore è perfettamente in grado di imporre le sue teorie post-keynesiane sul fatto che non esistano presupposti strutturali affinché l’Europa possa dotarsi di moneta unica.

Bagnai, in pratica è il profeta dei No Euro. E’ l’uomo che impose a Salvini il sovranismo monetario costruendo il proprio pensiero sulle contraddizioni nelle relazioni fra commercio e crescita in ambito europeo. Bagnai, in coerenza con sè stesso, sguaina la spada ogni volta che si accenna al Mes (vade retro!), che si parla di Sure, che si cita il Bei e qualsiasi meccanismo di finanziamento degli Stati possa provenire da quei cialtroni dell’Unione Europea. Non dice esattamente così, ma il senso è più o meno quello.

Bagnai, in un’altra vita, probabilmente era Gengis Khan dato l’insito senso di distruzione verso i territori del vecchio continente ad ovest della Mongolia.

Epperò, è accaduta una cosa curiosa. Dopo l’annuncio della BCE di dotare di ulteriori 750 miliardi di euro il programma del Quantitative Easing, Bagnai se ne va in giro a dire che l’Europa “li ha finalmente ascoltati” perché “si sono fatti sentire”. In più, l’uomo che soltanto un anno fa, suggeriva all’Italia di abbandonare l’euro e ritornare alla lira, ha elaborato la singolare tesi, “secondo la quale la politica monetaria ultra espansiva attuata dalla Banca Centrale Europea (BCE) attraverso il suo programma di acquisto di titoli di Stato (Quantitative Eeasing in generale e PEPP nello specifico), per un totale di 1.350 miliardi di euro, sarebbe sufficiente per permettere all’Italia di avere a disposizione tutte le risorse finanziarie necessarie per uscire dalla crisi economica e finanziaria nella quale è entrata a causa del lockdown da pandemia”, scrive Renato Brunetta economista di Forza Italia sulle colonne dell’Huffington Post.

E continua: “Questa teoria, tanto semplice quanto seducente, è riassumibile nell’idea che il nostro Tesoro può permettersi di emettere tutti i titoli di Stato di cui ha bisogno per finanziare l’ingente aumento di deficit pubblico, tanto, alla fine, c’è sempre la BCE (con il suo braccio armato della Banca d’Italia) che acquisterà questi titoli sul mercato secondario. Questa “promessa” (il sostantivo è dell’amico professor Alberto Bagnai) contribuisce a tenere bassi i rendimenti dei titoli, e a mantenere sostenibile l’ingente debito pubblico italiano, che ormai, lo ricordiamo, si avvia verso la cifra monstre di 2.500 miliardi di euro, pari al 160,0% del nostro Pil. Evidentemente non preoccupati da questi record negativi toccati dal nostro debito pubblico, i sovranisti monetari nostrani propongono di indebitarci ancora di più, dal momento che la BCE finirà per monetizzare il debito pubblico italiano in via indiretta, attraverso il suo programma di acquisto di titoli”.

Cioè Bagnai dice: approfittiamo del fatto che la Bce ci sommerge con una marea di soldi a fondo perduto, indebitiamoci per fare i fatti nostri, e così evitiamo di imbarcarci negli altri finanziamenti Ue e, in pratica, ce ne fottiamo della Van Der Leyen.

Brunetta la chiama “teoria monetaria sovranista”, finge di ritenerla “molto sexy” e poi la smonta pezzo per pezzo in un articolo tecnicamente formidabile che per non tediare vi invito a leggere sull’Huffington di Mattia Feltri. Ma, all’occhio del lettore medio la domanda è: caro professor Bagnai, non trova un po’ incoerente il prima predicare (legittimamente) il rifiuto monetario delle istituzioni europee e poi, di quelle stesse istituzioni approfittare, attaccandosi alla loro mammella il più possibile senza pagare dazio? Così, chiedo…

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

shares