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Patrizia Del Giudice

Tempo di lettura 4 Minuti

Ad urne chiuse, in Puglia e Campania, le donne rimangono ancora poche nei Consigli regionali. Con la differenza che, mentre in Puglia col blitz governativo per il voto con la doppia preferenza di genere, non si prescrive che vi sia una soglia percentuale delle candidate, in Campania, che fu la prima Regione in Italia ad adottare leggi elettorali in materia, la soglia c’è, eccome, ed è del 30%. Così, nasce un primo nodo: sui 50 consiglieri che ce l’hanno fatta in Consiglio regionale a Napoli, le donne sono appena 9, neanche il 20%, ovvero 2 in meno della scorsa consiliatura. In Puglia situazione non rosea: 8 elette, appena 3 in più dalla scorsa tornata elettorale, malgrado il recente editto della doppia preferenza.

Il che vuol dire che sia che gli elettori (e, a maggior ragione, le elettrici, teoricamente in maggioranza) hanno ignorato questa ‘opportunità di pari opportunità’; sia che i partiti non hanno sufficientemente sostenuto le loro candidate, sbattute nell’arena per fare numero.

VOLPINI E PREFERENZE

Le due Regioni meridionali al voto hanno confermato una vocazione maschiocentrica; anzi, qualcuno più volpino fra i candidati, si è attrezzato in una sorta di poligamia elettorale, proponendo l’unione del proprio nome singolarmente con ciascuna candidata, patrimonializzando, così, voti che ognuna, poverina, si conquistava uno a uno, nel proprio entourage di conoscenze. Così ha visto lievitare il proprio consenso anche con la sommatoria di quello altrui. Ovvero, se proprio non puoi evitarle, queste donne, a romperti i giochi, usale.

Il centro destra nelle due Regioni del Sud, poi, merita un discorso a sé. Una sola eletta in Campania, Anna Rita Patriarca; nessuna in Puglia, compreso nelle liste che non si identificavano nei tre partiti alleati: FdI, Lega e Forza Italia, ma nel candidato Presidente Raffaele Fitto. Una debacle femminile, malgrado almeno FdI abbia una donna quale suo vate. Che Giorgia Meloni, in fondo, se ne infischi della questione femminile, avendo risolto il proprio particulare? Muoiano le “filiaedei”, ma non Giorgia.

Ma ora facciamo parlare le protagoniste: Patrizia del Giudice, capolista a Bari nella lista “La Puglia domani”, collegata a Fitto analizza con amarezza, ma senza intenti polemici il post elezioni: “Ognuno dei miei 430 voti è stato sudato e Fitto, identificandomi come capolista, intendeva affidarmi un messaggio preciso: quello dell’impegno verso le piccole imprese e verso una società in cui il principio delle pari opportunità fosse realmente praticato.

La Commissione per le Pari opportunità che ho presieduto fino allo scorso agosto ha animato grandi battaglie di democrazia e di parità e intendevo, in Consiglio, proseguire in quel solco. Purtroppo – si cruccia – noi donne siamo state proiettate in un mondo politico dove a prevalere è ancora chi ha esperienza ed ha maneggevolezza del potere, contando su un network costruito in anni e anni. E poi c’è un’altra questione basilare.” Quale? “C’est l’argent que fait la guerre. Una campagna elettorale efficace richiede grandi disponibilità, da un minimo di 50mila euro. Ma c’è chi è arrivato a spenderne un milione. Inoltre, o parti con una candidatura già in abbinamento con un uomo affidabile che non fa fughe in avanti o risenti del fatto che una lista civica non ha tanti vantaggi che, invece, gode una lista di partito, a cominciare dal supporto di una segreteria.”

ECCO VITTORIA

Vittoria Lettieri, (un presagio nel nome) 21enne, con la lista De Luca Presidente, in provincia di Napoli di voti ne ha presi tanti, oltre 11mila, superando gli altri suoi competitors in lista, fra cui l’ex assessore Lucia Fortini.

Al Quotidiano del Sud concede la sua prima intervista ed è piuttosto emozionata: “Ho girato la provincia di Napoli palmo a palmo, incontrando tanta gente e soprattutto ascoltando. So che il problema cardine della mia generazione è il lavoro e, dentro di me, ho già deciso d’impegnarmi in progetti, da proporre al Presidente De Luca – al quale son grata per la fiducia dimostratami, -perché davvero il titolo del suo programma, “Il futuro è già iniziato” si trasformi in fatti concreti.

NUOVE TECNOLOGIE

Ritengo che gli investimenti in progetti specifici nei settori più innovativi possa rivelarsi una chiave di volta. Faccio un esempio: per la mia Pagina FB ho utilizzato il 3D virtuale a 360°, una metodologia che fa sentire chi guarda il video parte integrante di quanto ripreso. Uno dei pochi esperti nel settore in Italia è un nostro concittadino acerrano, Giuseppe Alessio Nuzzo e ciò dimostra come le nuove tecnologie possano offrire opportunità occupazionali alle giovani generazioni, senza dover andare via dalla propria città. Non voglio che i giovani cambino paese, ma che cambino “il” paese.”

Un altro settore sta a cuore a Vittoria, perché ne sente le radici lunghe: l’agricoltura. “Mio nonno coltiva ancora i suoi 6 ettari di terra con ortofrutta e vedo che, per il territorio, ciò non è il passato ma il futuro, anche per noi giovani, se sapremo coniugare un lavoro antico con le nuove tecnologie, conciliando l’esperienza e la ponderatezza degli adulti con la voglia di fare e l’entusiasmo dei giovani. Speriamo che Acerra riesca a rientrare nei Piani di Sviluppo Rurale, sì da valorizzare le proprie specificità produttive.”

Marianna Legista, assessore al Comune di Bitonto e candidata fra i Popolari con Emiliano nella lista di Bari è soddisfatta dei risultati sul territorio: 1.355 voti personali e 1.800 della lista. “Sono consapevole che oltre 400 votanti hanno risolto indicando solo il simbolo perché magari supponevano che il voto mi andasse lo stesso. Fra i Popolari con Emiliano sono la prima dei non eletti e lo ritengo un risultato importante. In realtà, nei risultati finali, poi, prevalgono sempre coloro che sono radicati nella politica, mentre le donne sono impegnate a farsi conoscere e a patrimonializzare una modalità di fare campagna elettorale che è diversa da quella strettamente locale.”

Intanto Michele Emiliano sorprende tutti con un messaggio ai suoi corregionali: la Giunta che farà sarà composta da metà uomini e metà donne.

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