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Non ci sono stati molti fuochi in una duplice campagna elettorale (referendum e Regionali) dove tutti i giochi sembravano ormai fatti, compresa la risalita di Salvini nel cielo di Firenze. Ma all’improvviso quando l’ultimo comizio si è spento (forse è un semplice luogo comune chiamarlo così) ci sono stati due fatti che hanno fatto salire la temperatura. Il primo riguarda lo scontro tra il Pd e la Lega, ovvero, l’astensione del Carroccio, a Bruxelles, sul voto contro Lukashenko.

Mentre il secondo, coinvolge un deputato dei 5 Stelle, Marco Rizzone, che è stato espulso dal movimento pochi giorni orsono (ma la notizia è apparsa sul Blog delle Stelle soltanto ieri). Rizzone era salito alle cronache nel caso “Furbetti Bonus”: aveva fatto richiesta e incassato i 600 euro messi in campo dal governo per l’emergenza Covid-19.

È vero che gli espulsi dal movimento non si contano più, per cui è difficile che facciano notizia, ma in questo caso, con la guerra tra l’ala dei duri e puri guidata da Di Battista, e gli altri spezzoni presieduti da Di Maio e Vito Crimi, forse vale la pena parlarne.

Perché tutte le leadership, comprese quelle degli altri partiti, da Zingaretti a Matteo Salvini sembrano contendibili. E, pertanto, la campagna elettorale, per dirla con una sola parola, continua al di fuori dei limiti stabiliti.

LE GAFFES

Il voto in Toscana non può passare inosservato per almeno un motivo. Perché Susanna Ceccardi, 33 anni, è un’eurodeputata che punta a consegnare una Regione rossa al leader della Lega grazie alla stanchezza dell’elettorato per un partito, il Pd, che non ha saputo sfornare, alla presidenza della Regione, un candidato all’altezza (Eugenio Giani, 61 anni, è soprannominato il “mangiatartine”). Certo, anche Susanna Ceccardi, di gaffes o di scivolate ne ha fatte parecchie: a cominciare da quel “ho amici gay” per terminare alle “parole di Imagine” John Lennon, 1971, “sono di ispirazione marxista”. Fino a definire sovranista il Mahatma Gandhi.

Ma oggi, d’altra parte, quali sono le ricette per trasformare un candidato favorito alle urne? Probabilmente, gli strafalcioni sono un mezzo per attirare la curiosità dell’elettorato.

In una campagna elettorale in cui quasi tutti gli schieramenti hanno sostenuto che i risultati non condizioneranno gli equilibri di governo, paradossalmente l’esito è l’esatto contrario. Tutte le leadership di destra ( a cominciare da Salvini fino a Berlusconi) come quelle di sinistra sono diventate contendibili. A cominciare dal Pd dove qualche tempo fa si è consumato un sussulto al vertice, ipotizzando un congresso per fare fuori Zingaretti, poi tutto è rientrato.

Ma l’ultimo scontro, tra Partito Democratico e Lega sulle Regionali, si è spostato a Bruxelles dove il gruppo del Carroccio, al quale è iscritta anche la candidata alla Regione Toscana, Susanna Ceccardi, si è astenuto sul voto con il quale si chiedevano sanzioni nei confronti del leader della Bielorussia, Alexandr Lukashenko.

“Che schifo!” è stata la reazione di Zingaretti che dell’europeismo ha fatto la cifra della discontinuità tra i due governi presieduti da Conte. “Per cui – secondo il leader del Pd – la destra non può gestire le risorse del Recovery Fund”. Invece Salvini sposta il mirino sul Mes:”Io questi soldi preferisco chiederli ai risparmiatori italiani che solo la settimana scorsa, hanno chiesto 84 miliardi di buoni del tesoro ed il governo gliene ha dati solo 10. Se ci fidiamo degli italiani, non abbiamo bisogno di alcun Mes”.

LA MASCHERA

Per Matteo Renzi, “Salvini getta la maschera. Lui non vuole i soldi dell’Europa, lui preferisce prendere i soldi dai risparmiatori italiani. Cioè la Lega non vuole il Mes e vuole la patrimoniale?”. L’Europa è cambiata in questi ultimi mesi di pandemia diffusa. L’asse tra Italia, Francia e Germania, ha spinto la Ue a rispondere a suon di miliardi. Ne ha testimoniato l’incontro avvenuto a Milano, concluso con un “grazie” a Berlino, tra il presidente Mattarella ed il collega tedesco, Stenmeier.

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