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Berlusconi visto da Immenso Blog

Tempo di lettura 3 Minuti

Questa volta la lite è vera, sincera, non ci sono ripensamenti da parte di Silvio Berlusconi.

Il Cavaliere di Arcore è ancora ferito dal doppio gancio che gli è stato riservato da Matteo Salvini, l’alleato di governo che si è messo di traverso ben due volte sulla norma anti scalata per tutelare Mediaset dai francesi di Vivendi. Berlusconi si trova ad Arcore, sta incollato al telefono, parla con i suoi, è un fiume in piena, borbotta al solo sentire la parola “Salvini”: «Con lui non ci voglio parlare».

LA GRANDE FUGA

Nel frattempo il gruppo parlamentare degli azzurri sta esplodendo, diviso tra una linea aperturista al governo Conte e un’altra assolutamente contrario e molto vicina alle posizioni di Matteo Salvini. Raccontano che altri deputati e senatori – dopo Laura Ravetto, Maurizio Carrara e Federica Zanella – sarebbero tentati di lasciare il gruppo azzurro per migrare o dal Capitano leghista o in Fratelli d’Italia. «Le porte sono aperte» ripete in queste l’ex ministro dell’Interno che ormai sembra rassegnato all’idea che il rapporto con il fondatore del centrodestra sia ridotto ai minimi termini.

UN SOLO RELATORE

Tuttavia, ora dopo ora, sfuma l’ipotesi del doppio relatore sulla legge di bilancio, sfuma pian piano l’avvicinamento degli azzurri al Pd e ai Cinque Stelle.
Troppi i veti interni e troppi i malumori in casa pentastellata. Non a caso Antonio Tajani è perentorio: «Per carità, non c’è nessun inciucio col governo: fare proposte concrete per aiutare imprese, famiglie e liberi professionisti non significa fare inciuci. Abbiamo detto che siamo disponibili a votare lo scostamento di bilancio se i contenuti ci convincono, nessuno sconto. Abbiamo sempre detto che non intendiamo appoggiare il governo ne’ entrare in maggioranza». E allora come finirà? Il Cavaliere è sempre più infuriato, non si è ancora calmato a distanza di 24 ore: «Prima Salvini dice di non aver capito.

RAPPORTI INTERROTTI

Poi ci confrontiamo, gli spiego la vicenda e mi rassicura: “Silvio, tutto ok, non ci saranno altri intralci”. Peccato che a distanza di qualche giorno ha presentato in commissione una pregiudiziale di costituzionalità che fa esplicito riferimento a Mediaset. Così non va, così non mi sta bene».
Anche ieri i due, Silvio e Matteo, non si sono sentiti. «I contatti sono interrotti» conferma una parlamentare nel cortile di Montecitorio.

MATTEO INSISTE

L’affaire si è ingrossato perché questa volta pare Salvini non voglia indietreggiare né tanto meno sia intenzionato a farlo il tycoon del Biscione. Le parti sono distanti. Eppure sotto traccia gli sherpa delle due delegazioni dialogano. A un certo punto del pomeriggio sembra aprirsi uno spiraglio. «È tregua armata» filtra dalle due delegazioni. Il motivo? Le amministrative delle prossime primavera, una partita decisiva per il centrodestra perché si voterà a Roma, Milano, Napoli, Torino. E in quella partita Forza Italia non può fare a meno dei due partiti di rito sovranista. Non a caso dal quartier generale di Salvini e da quello di Berlusconi assicurano che il vertice per chiudere la partita delle candidature si terrà la prossima settimana. Se fosse così, Silvio e Matteo non solo si vedranno ma saranno costretti a confrontarsi e a guardarsi negli occhi. Seppur tutto questo dovrà avvenire su una chat di Zoom.

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