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Il governatore Attilio Fontana

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La squadra è pronta, dicono. Intanto sale l’indice di positività. Da una parte, infatti, in Lombardia la giunta regionale vive la sua ennesima crisi riassunta nel caso Gallera. L’assessore al Welfare in quota Forza Italia è da tempo nel mirino della Lega perché individuato come il maggior responsabile del disastro organizzativo lombardo nell’affrontare la crisi Covid-19.

I CAMBI AI VERTICI

Già dopo la primavera un primo tentativo di rimuoverlo era andato a vuoto: nei corridoi si dice perché aveva minacciato di aprire il “libro nero” dei primi mesi del 2020. In ogni caso, in quel frangente si salvò, salvo poi essere rimesso in discussione altre volte.

Stavolta, però, pare ormai fatta: al suo posto entrerà Letizia Moratti, forse anche con il ruolo di vicepresidente. Pare in vista di una possibile candidatura futura alla presidenza della Regione. Il quasi ex assessore pare rassegnato: «Ognuno è chiamato a fare il proprio lavoro, finché ci sono le condizioni. Conosco Letizia Moratti, è un’ottima persona e se sarà lei la scelta andrà benissimo».

Sugli altri posti dell’Amministrazione girano tanti nomi. Gli unici, però, certi di non trovare una nuova collocazione sono Silvia Piani, assessore alla Famiglia, che dovrebbe cedere il posto all’ex ministro del governo gialloverde Alessandra Locatelli, e Martina Cambiaghi, allo Sport, lascerà lo scranno ad Antonio Rossi, oggi sottosegretario.

Per chi resta, invece, ci sono ancora diverse ipotesi sul tavolo e forse ci resteranno ancora qualche giorno, perché secondo Matteo Salvini la squadra doveva essere completa già mercoledì sera, ma per ora ci sono solo voci ufficiose oltre alla certezza della sostituzione di Gallera con l’ex sindaco di Milano.

LA SITUAZIONE SANITARIA

Ma mentre la politica discute, risale l’indice di positività (dati aggiornati a ieri). Con 20.331 tamponi effettuati sono 2.799 i nuovi positivi in Lombardia, con il tasso di positività in crescita al 13.7% (ieri 10.3%). Aumentano i ricoverati in terapia intensiva (+2.473), mentre diminuiscono negli altri reparti (-61, sono 3.363). I nuovi decessi sono 34, per un totale di 25.532 morti dall’inizio della pandemia. I guariti/dimessi sono 1.214.

Per quanto riguarda le province, sono 753 i nuovi casi nella Città metropolitana di Milano, di cui 248 a Milano città, 566 a Varese, 455 a Brescia, 288 a Como, 159 a Monza e Brianza, 125 a Mantova, 103 a Pavia.

Numeri che non lasciano tranquilli, specialmente in un contesto in cui sembra profilarsi all’orizzonte la terza ondata mentre il piano vaccini stenta a decollare. Ora sembra che i numeri siano in ripresa in Lombardia, anche se a livello percentuale le somministrazioni sono ancora poche, visto che secondo il sito dedicato del governo è stato usato solo un quinto delle dosi, mentre in regioni come Lazio, Puglia e Veneto si va dal 60 all’80%.

La macchina lombarda sembra però avviata, nonostante i primi ritardi dovuti alle ferie concesse ai medici: «Abbiamo solo tutelato i nostri medici, avevano bisogno anche loro di stare due giorni con i propri cari. Giorni che non avrebbero cambiato nulla nel nostro piano organizzativo: ora li stiamo vaccinando tutti, siamo a oltre 30mila e nel giro di una settimana esauriremo tutte le dosi di vaccino ricevute».

LE POLEMICHE

Per ora, però, in Lombardia la priorità pare fosse sostituire Gallera, come se la gestione della crisi fosse stata tutta sulle sue spalle e non condivisa con il presidente Attilio Fontana. Ma le resistenze del quasi ex sono finite, anche perché quest’operazione di rimpasto di metà mandato è stata concordata da Salvini e Silvio Berlusconi, dunque di sponde politiche a cui aggrapparsi ne erano rimaste poche.

Sono invece già iniziate le polemiche politiche contro l’arrivo di Moratti da parte dell’opposizione di centrosinistra. A rispondere tra i primi è stato Riccardo De Corato di Fratelli d’Italia, assessore regionale alla sicurezza in Regione ed ex vicesindaco proprio con Moratti: «Se non ci fosse stata Letizia Moratti, Expo 2015 non si sarebbe svolta a Milano e oggi Sala sarebbe ricordato come uno dei tanti direttori del Comune. E molto probabilmente non esisterebbe come personaggio pubblico».

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