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Il ministro della Salute Roberto Speranza

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Mario Draghi ha vinto una sua battaglia contro Salvini. Il coprifuoco non verrà esteso alle 23, come ha chiesto la Lega, ma la lancetta rimarrà ferma alle 22. È l’esito di una giornata calda nelle stanze di Palazzo Chigi.

 La linea di Salvini riguardava anche alcuni presidenti di Regione, Massimiliano Fedriga e Stefano Bonaccini, che hanno sollecitato il governo di spostare di un’ora, alle 23, la linea del rientro a casa in via obbligatoria. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, è da subito stato contrario: con l’arrivo della bella stagione il rischio di avere strade con assembramenti da tutto esaurito è troppo alto. Ma a orientare la scelta è stata l’opinione del premier che ha resistito pure all’insistenza leghista di non votare “un testo così com’è”.

Fonti del governo filtrano che nelle riunioni preparatorie i tecnici dei ministeri a guida leghista non avevano sollevato obiezioni. Da Palazzo Chigi la replica è decisa: c’è un calendario di riaperture, deciso tutti insieme e illustrato dal presidente del Consiglio, qualche giorno fa. Punto.

Il 28 aprile mozione di sfiducia contro Speranza

Il voto sulla mozione di sfiducia in Senato, contro il ministro della Salute, Roberto Speranza, è stato fissato per la prossima settimana. Esattamente per mercoledì 28 aprile prossimo. L’intesa politica per la calendarizzazione è stata raggiunta ieri pomeriggio. C’è stata una riunione, convocata dal ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico d’Incà ed i capigruppo di maggioranza per ammorbidire le posizioni che si sono registrate ieri mattina, nell’Aula di Palazzo Madama, sul calendario, in particolare il braccio di ferro sul disegno di legge Zan, sull’omofobia. La maggioranza ha voluto mettere in sicurezza al più presto il voto contro il ministro.

Dai sondaggi che sono usciti in questi giorni, il ministro è risultato tra i più popolari malgrado abbia dovuto affrontare la pandemia. Il 62% degli italiani, stando a un sondaggio nell’ultima puntata di Di martedì, lo promuove, sostenendo che “ha avuto la linea che serve in questo momento”. Per il 29% ha tenuto “una linea troppo rigida” ed il 9% non sa esprimere un’opinione.

Il referendum per l’eutanasia legale depositato in Cassazione

Il referendum per l’eutanasia legale è stato depositato, ieri mattina, in Corte di Cassazione alla presenza dei rappresentanti del Comitato promotore. Come spiega l’Agi, si tratta di un referendum parzialmente abrogativo dell’articolo 579 del codice penale sul cosiddetto omicidio del consenziente. Il presidente della commissione Giustizia della Camera, Pierantoni, 5Stelle e Giuseppe Brescia, 5stelle, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, hanno sottolineato l’importanza di dare “seguito all’iter delle proposte sul fine vita”.

A giugno si prevede di iniziare la discussione nell’Aula di Montecitorio. Ma si sta lavorando, secondo indiscrezioni, sotto traccia a un “piano B” sul tema del suicidio assistito. Il quale, a differenza dell’eutanasia, viene prescritto dal medico e somministrato non direttamente. Le condizioni del richiedente per rendere lecita la prestazione dell’aiuto sono patologia irreversibile, grave sofferenza fisica o psicologica, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e capacità di prendere decisioni libere e consapevoli. Per potere procedere, tali condizioni devono avere formato oggetto di verifica in ambito medico, affidata a strutture pubbliche del servizio sanitario nazionale. Si sta preparando il testo e poi si aprirà un confronto all’interno della maggioranza.

Omofobia, Pd e 5Stelle contro Lega in Senato

Il disegno di legge contro l’omofobia, in discussione in commissione giustizia del Senato è ancora in stand-by, ma il disegno di legge contro l’omofobia scalda il dibattito a Palazzo Madama. C’è stata una spaccatura nell’ufficio di presidenza della commissione di incardinamento fino alla decisione del presidente Andrea Ostellari, Lega, di rimandare la questione alla conferenza dei capigruppo. Alla richiesta della Lega, contraria all’avvio del provvedimento, di fare un passo indietro, hanno risposto i capigruppo di Pd, M5s, Italia Viva e gruppo Misto, chiedendo di avviare la discussione. Simona Malpezzi, capogruppo Pd, ha precisato di volere discutere in Aula “dei disegni di legge che riguardano i crimini di odio”.


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