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Matteo Renzi

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Un Paese nella gabbia del debito. Una ripetizione lessicale che sembrava scolpita nella Bibbia. Ma c’è questa immagine, uscita dall’agenzia Fitch, che scardina i luoghi comuni, finora immaginati e ripresi dalla stampa mondiale. Che purtroppo continuano a esistere. Come mai, è facile da chiedersi, un’equazione quasi impossibile da risolvere. Le parole sono chiare, non si leggevano da decenni.

Eppure nei palazzi dell’Italia politica i musi sono lunghi, le espressioni non sono sorridenti. Si continua a litigare, tornano alla ribalta i vecchi metodi che parevano archiviati. Ma evidentemente non lo erano. Passi avanti non si sono fatti, malgrado Fitch abbia spalancato le porte a un avvenire con previsione di crescita del Pil. Come commenta il Tesoro si annuncia un deficit per l’Italia dell’8,9% nel 2021, in netto miglioramento rispetto alla precedente stima dell’11,1 per cento. Il debito calerà, probabilmente sotto il 154% del Pil entro la fine del 2021. Ma la politica anziché avanzare, arretra su posizioni stantie, decisamente in controtendenza.

Al Quirinale soffia aria di burrasca, irritato a causa di alcune interpretazioni dopo la presentazione del disegno di legge costituzionale per inserire il divieto di rieleggibilità del Capo dello Stato e la conseguente abolizione del semestre bianco. Ma gli schieramenti sono in agitazione. Non c’è dubbio che si sia consegnata un’immagine logora, per nulla coesa del Paese, nonostante le continue sollecitazioni a fare il contrario. Qualcosa si è mosso nel palazzo dei Papi.

E chi non è stupito dalla risposta di Mattarella è Italia Viva, che pur senza un metodo, cerca di rafforzare una squadra in vista della convocazione del Parlamento in seduta comune. Matteo Renzi ha perso un senatore, Grimani è passato al gruppo Misto. Renzi si è fatto avanti con una proposta: i 27 deputati alla Camera potrebbero allargarsi dei 22 di Coraggio Italia. E i 15 al Senato potrebbero contare sui 7 ancora di Coraggio Italia.

Ma Giovanni Toti, governatore della Liguria non condivide la mossa. In quanto sarebbero soltanto 10 i parlamentari ad aderire. Tuoni e fulmini arrivano da Osvaldo Napoli. Il quale ha diffuso una nota per dire che “se qualcuno tenta operazioni di centro a ridosso delle elezioni del Quirinale, senza altri obiettivi, siamo di fronte a operazioni di pirateria parlamentare. E di bucanieri, in questo Parlamento, ce ne sono fin troppi”.

Un’operazione che non convince Carlo Calenda. “Iv ha detto che sta a sinistra, Coraggio Italia ha giurato di stare a destra. Ora si uniscono per contare di più al Quirinale. Non mi sembra un progetto politico, ma un’operazione che ha un orizzonte molto limitato. Vadano dove vogliono…”

Nel frattempo le acrobazie di Matteo Renzi si moltiplicano per manovre “per tornare a dare le carte nella partita che ogni giorno diventa sempre più difficile e complicata. Un deputato si chiede: “la domanda da farsi è se c’è un progetto politico di centro. Matteo Renzi ha tutto da guadagnare: se gli riesce di controllare 60 parlamentari tra Italia Viva e Coraggio Italia può diventare l’arbitro delle elezioni”.

Ma quei 60 sembrano uscire da un cappello a cilindro, visto che sul mercato reale, quello dei sondaggi, Italia Viva è attestata al 2%.” E Gaetano Quagliariello esclude si tratti di una “fusione a freddo”.

La politica vive anche di preoccupazioni. L’avvertimento di Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia, coglie nel segno degli alleati di Forza Italia. Tajani avverte (ed è la seconda volta che lo fa), “Se Draghi viene eletto al Colle si deve andare alle elezioni”.


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