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Rai-Canone. “Il canone che ogni cittadino paga, 18 euro a bimestre, rappresenta due terzi del fatturato, e quindi gli azionisti di larghissima maggioranza sono i cittadini”. Così scrive Carlo Verdelli – grande firma del giornalismo italiano – in “Roma non perdona, come la politica si è ripresa la Rai” il libro dove racconta la sua esperienza con l’azienda radiotelevisiva di Stato. Ma torniamo alla frase, a un dettaglio specificatamente – “gli azionisti di larghissima maggioranza sono i cittadini” – ed ecco un semplice calcolo aritmetico-politico: visto che la larghissima maggioranza non è mai e poi mai rappresentata nei contenuti della Rai, alla quale interessa soltanto il sistema di potere del Pd), cosa aspettano Giorgia Meloni e Matteo Salvini a raccogliere le firme per un referendum contro il canone Rai? Così sì che ne ricaverebbe un danno il Pd, l’editore di riferimento della Rai e dell’intero sistema di potere.


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