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Più di un influencer lo ammette “off the record”, cioè in via confidenziale: quella dell’acquisto di followers è una pratica piuttosto comune tra le matricole, cioè tra coloro che sognano di diventare star del web e sono agli inizi della “carriera”. I primi 100K, il primo pugno di followers che comunemente fa fare il salto da persona qualunque con un account social a influencer appetibile per le aziende che vogliono investire su di lui, spesso è gonfiato con seguaci acquistati a pagamento.

Chissà se anche Charlie D’Amelio o Kim Kardashian o Chiara Ferragni hanno ceduto alla tentazione di giocare sporco e aumentare la loro community con followers comprati durante la loro carriera? Loro certo non lo hanno mai raccontato, perché appunto, secondo il codice etico dei social network acquistare followers, soprattutto profili fakes, è vietato dalle policies aziendali.

Le sanzioni previste sono la sospensione del profilo, e per le trasgressioni più gravi, anche la sua cancellazione. Il fatto è che, appunto, il numero dei followers è un parametro fondamentale, valutato dalle aziende quando decidono di fare un investimento in pubblicità sul profilo di una starweb. Infatti conquistare un follower significa essere credibile agli occhi della persona che c’è dietro quell’account, averne ottenuto la fiducia ed esercitare su di lei un’influenza che la trasforma in potenziale cliente di prodotti pubblicizzati e garantiti dall’influencer. L’alterazione volontaria del numero di followers e del traffico dei likes confonde i brand.

Ciononostante in Italia la compravendita di followers non è illegale grazie alla generale deregolamentazione del settore. E quindi, comprando followers si trasgredisce alle regole dei social, ma non alla legge. Per accumulare followers occorre molto impegno: tempo, pazienza, originalità per emergere in un mondo dove la concorrenza è vastissima e agguerrita. Per cui, l’acquisto di followers è uno degli escamotage più utilizzati tra chi tenta di bruciare le tappe senza troppo fatica.

Farlo, del resto, è una tentazione a portata di click. Innanzitutto esistono una serie di app gratuite che, come spiega il guru online dell’informatica Salvatore Aranzulla in un articolo dedicato: «Permettono di avere più seguaci a patto che tu stesso diventi seguace di altri utenti. Inoltre, dopo aver acquistato un pacchetto di follower, potrebbero passare diversi minuti o addirittura alcune ore prima che tu veda aumentare il numero dei tuoi seguaci su Instagram. I seguaci ottenuti con questo genere di applicazioni, inoltre, potrebbero smettere di seguirti da un momento all’altro».

Tra le app che cita Aranzulla, che comunque sconsiglia in modo assoluto le pratiche di aumento fittizio di followers, ci sono Real Followers Pro (Android) una soluzione gratuita che permette di “comprare” pacchetti di followers con alcuni crediti virtuali. «Come per “magia”», continua Aranzulla, «il tuo profilo Instagram inizierà a popolarsi di nuovi seguaci che, come te, sono diventati seguaci di qualcun altro al fine di ottenere nuove monete virtuali spendibili in follower».

In ogni caso, per entrare nella giungla delle offerte di followers finti, e si è disposti anche a pagare (poco), basta digitare nel campo delle ricerche Google “Comprare followers” per trovarsi di fronte a un mondo. Il sito followeritaliani.it promette pacchetti di follower “garantiti” e assicura: «Siamo attivi dal 2011. I nostri servizi sono stati utilizzati dai principali personaggi dello spettacolo e vips. Garantiamo la migliore qualità possibile a livello mondiale».

Invece, piulike.com recita così: «Come ben saprai ottenere follower Instagram non è semplice, specialmente partendo da 0 o comunque da una rete di contatti molto contenuta. Spesso infatti gli utenti di Instagram tendono a seguire profili con molti followers, perché ritengono che tali account meritino di essere seguiti. Lo stesso non vale invece per gli account che hanno pochi seguaci. Nonostante i contenuti di un profilo Instagram siano estremamente interessanti, quasi sempre se non ha abbastanza followers, non viene seguito. Non preoccuparti, oggi è possibile aumentare facilmente la propria fanbase Instagram grazie ai nostri servizi! Ora ti starai chiedendo: perché dovrei affidarmi a Piulike? Perché siamo un’agenzia di comunicazione in Italia attiva da 15 anni, abbiamo aiutato Influencers, cantanti, personaggi di spicco a espandere la propria immagine e visibilità sui social».

Instaboom.eu afferma: «La nostra tecnologia basata su intelligenza artificiale crea interazioni naturali all’interno di Instagram ( followers / likes/ views) in modo tale da far crescere il tuo account come lo faresti tu, dedicandogli 4/5 ore al giorno. Senza robot, senza account falsi. Tutto naturale».

L’offerta per l’acquisto di followers online è lunghissima. Il prezzo dei followers su questi siti è irrisorio, inoltre viene garantita una incrementazione della fanbase spalmata nel tempo in modo da non diventare “sospetta” e l’assoluta discrezione e facilità di pagamento.

Spesso dietro ai followers acquistati ci sono i cosiddetti bot: software in grado di generare traffico e interagire con messaggi e click come se fossero persone davanti a una tastiera, grazie all’intelligenza artificiale. Solo che i bot possono ripetere queste operazioni instancabilmente, per milioni di volte. I bot servono essenzialmente ad attirare l’attenzione di altri account con persone reali per cercare di strappare loro un like, un commento, o riuscire a farle diventare followers.

Chiaramente, i social hanno messo a punto dei software sempre più sofisticati per contrastare l’uso di bot e il traffico non umano, un fenomeno intorno al quale gira un’industria di proporzioni enormi. In ogni caso su Internet è possibile trovare guide alla carriera per influencer che tra le regole per spopolare sui social, come: pubblicare con regolarità, prendere spunto dai contenuti popolari, interagire con la community e indicizzare i contenuti con hashtag corretti, ritengono un buon punto di partenza la pratica dell’acquisto di followers.

Ma ci sono modi per guadagnare followers anche in maniera autorizzata: ad esempio quelli gestiti dalle piattaforme social, avvalendosi di inserzioni a pagamento come quelle offerte da Facebook o da Twitter che veicolano utenti reali sui propri commenti e contenuti. Costa di più ma consente di ottenere seguaci che interagiscono efficacemente online.

Quindi c’è anche un’altra via: affidarsi ad agenzie di social media marketing che offrono l’assistenza nel percorso di crescita dell’account ricorrendo all’analisi del profilo, consigliando il tipo di contenuti in base al target di riferimento e “insegnando” i trucchi per sponsorizzarli al meglio. Una via per diventare influencer di certo più onerosa. Certo, la domanda nasce spontanea: ma ne varrà la pena?


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