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Studenti universitari

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L’Università ha battuto il Covid con un bell’uno a zero. La pandemia non ha fermato le immatricolazioni nell’anno accademico 2020-2021, cresciute del 4,4%. E non ha frenato la mobilità studentesca, con le matricole fuori sede salite del 7% contro il 4,5% dell’anno precedente e quelle dall’estero a quota +15%. Insomma, ha riservato sorprese inaspettate.

A rivelarlo è l’indagine “Come sono cambiate le scelte degli immatricolati nell’anno della pandemia?”, curata dall’Osservatorio di Talents Venture, società specializzata nello sviluppo di soluzioni a sostegno dell’istruzione universitaria, basandosi sui dati della ventiduesima Indagine Almalaurea sulla Condizione occupazionale dei Laureati, del 2020 e sui dati MIUR sugli immatricolati, pubblicati sul Portale dei dati dell’istruzione superiore (2021) e aggiornati al 15 marzo 2021.

La temuta fuga dalle Università non si è verificata. Ad un aumento generalizzato in tutta Italia delle immatricolazioni – +3,2% al Nord-Est e +1,2% a Nord Ovest, +2,7% al Sud -, hanno corrisposto incrementi cospicui al Centro Italia (+9,6%) e nelle Isole (+10,6%), in primis in Sicilia (+13%), al netto degli immatricolati negli atenei telematici.

A rimanere orfani di nuovi iscritti sono stati il Molise (-5%), il Trentino Alto Adige (-3%) e, a sorpresa, anche la Lombardia (-2%). Nella top ten degli atenei con oltre diecimila immatricolati, guida la classifica La Sapienza di Roma, regina incontrastata nel panorama accademico italiano, con oltre 18 mila matricole (+7,3%), seguita dall’Università di Torino e dalla Federico II di Napoli, con gli oltre 14mila500 e 14mila 300 immatricolati rispettivamente e l’Ateneo di Bologna per la prima volta retrocesso dal secondo posto. New entry per l’Università di Firenze, che ha superato le diecimila matricole. Se l’attesa impennata degli atenei telematici non si è verificata, con un incremento modesto attestatosi all’1,8%, è contenuta anche la crescita delle matricole negli atenei privati (+1,6%), con un balzo invece nelle università pubbliche (+4,8%).

Alcuni atenei hanno registrato incrementi record delle matricole. L’Università di Foggia, con un +32% ha messo a segno il successo più significativo al Mezzogiorno, seconda soltanto a Perugia (+39%) e parimerito con Camerino, sul podio nella classifica delle prime dieci università, non di piccole dimensioni, per incremento di immatricolati. Gli Atenei di Messina e Catania, con aumenti fra il 22% e il 21% di matricole, competono per performance con Genova (+25%), sono allineate a Novedrate E-Campus (+22%) e superano Verona (+20%). Napoli Parthenope, con un +19% e Roma Tre, chiudono con onore la top ten.

LE FACOLTÀ PIÙ AMATE

La pandemia, la ricerca scientifica e farmacologica, il bisogno di socialità e di bellezza sembrano aver inciso sulle scelte dei giovani. Le lauree in Scienze e tecnologie farmaceutiche crescono del 22% rispetto all’incremento dello 0,8% dell’anno precedente. Ma sono un’eccezione nel trend delle iscrizioni alle materie STEM – Science, Technology, Engineering e Math -, in ascesa soltanto del 3,2%, con punte nelle classi Informatica e Tecnologia ICT (+11,8%) e l’impennata nelle Scienze e tecnologie della navigazione (+33%).

Nel secolo dei Big Data, dal 2017-2018 sono tornate tuttavia a crescere più significativamente le classi umanistiche. Aumentano le matricole nei gruppi di Arte e Design (+13,5%) e Psicologico (+10,8%). Spopolano le Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace (+51%), le Discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda – DAMS (+29%)- , le Scienze, Cultura e Politica della Gastronomia ( +21,6%).

A dispetto della crescente richiesta di laureati STEM, segnala l’Osservatorio, si sono ingrossate le fila dei corsi di laurea umanistici ALPH, a quota +8,7% nell’anno accademico 2020-2021, mentre è emblematica la contrazione del gruppo delle Ingegnerie industriale e dell’informazione (-1%), che fino allo scorso anno era tra quelli in maggiore ascesa.


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