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Raffaele Calabrò, rettore dell’Università Campus Biomedico di Roma. A sinistra Malagò

Tempo di lettura 4 Minuti

C’è una marcia in più che l’Università post-pandemia può ingranare, formando le giovani generazioni alle professioni di domani. La marcia è nei valori dello sport. E non è un effetto della vittoria dell’Italia agli Europei di calcio.

Un nuovo modello di Università, all’avanguardia nei campi del sapere più sfidanti, come la robotica, la cyber security e l’Intelligenza Artificiale, capace di guardare alla crescita formativa della persona agendo su un doppio piano, quello culturale unito alle competenze, e quello dello sport unito ai valori di cui è portatore, è possibile. Raffaele Calabrò, rettore dell’Università Campus Biomedico di Roma e vice Presidente della CRUI, si dice convinto che il suo ateneo possa “essere un modello” e incarnare la new way dell’alta formazione.

Il Campus Biomedico, che su circa 2mila200 iscritti, «conta circa il 50% di studenti provenienti dal Centro- Sud, con la prevalenza di Campania e Puglia, seguite da Sicilia, Calabria, Abruzzo, Marche e Lazio», ha fatto goal su questi due piani.

Sul piano sportivo, il Consiglio dei Giochi del Comitato PCU, piattaforma universitaria del Panathlon International, riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale, ha assegnato al Campus, primo ateneo italiano nel mondo, il Trofeo Enrico Prandi 2021, il più alto merito che un’università può ottenere in relazione all’etica nello sport universitario, per il progetto “Vir(tu)al Campus Olympic Games”.

Il progetto è stato sviluppato in tempi di pandemia, grazie all’impegno del giovane ed esperto direttore sportivo del Campus – una singolarità in Italia -, Paolo Massimo Campogrande. Sul piano dell’avanguardia formativa, gli altri due goal riguardano rispettivamente la convenzione triennale per l’innovazione nella gestione ospedaliera e domiciliare firmata con Almawave, società italiana leader nell’Intelligenza Artificiale (AI), nell’analisi del linguaggio naturale e nei servizi big data, e l’accordo di collaborazione con Elettronica Group, per la sperimentazione su tecnologie e innovazioni di interesse comune.

CAPOFILA DEL DOTTORATO NAZIONALE IN AI NELLA SALUTE E SCIENZE DELLA VITA

«L’ateneo – spiega il Rettore – guarda con molta attenzione alle nuove professioni, con lo sviluppo del digitale, dell’AI, della robotica, della cybersecurity», offrendo corsi che favoriscano l’incontro fra domanda e offerta di competenze.

I corsi di laurea sono dodici e vanno da Medicina e Chirurgia alle professioni sanitarie, dalle Scienze e tecnologie alimentari fino all’Ingegneria Biomedica, Industriale, Chimica per lo sviluppo sostenibile e dei Sistemi intelligenti.

Supportare la formazione su queste tematiche, favorirne la diffusione nei campi della ricerca, dell’industria e della società e promuovere nuovi progetti di studio è il senso degli accordi siglati, che «sono utili a comprendere di quali professionisti ha bisogno il mondo di domani».

L’intesa con Electronica Group ha al centro l’intelligenza artificiale, la cyber security, la robotica e l’utilizzo dello spettro elettromagnetico applicato alle scienze biomediche, per contribuire a potenziare le rispettive competenze «in ambiti che stanno rivoluzionando la nostra società».

Il Campus è capofila a livello nazionale e sede amministrativa del Dottorato Nazionale in AI PhD -AI.it, nell’Area Salute e Scienze della Vita, istituito dal Miur e CNR. Il dottorato in AI nell’Area Salute e Scienze della Vita è uno «dei quattro canali individuati per progetti di dottorato dal MUR e i posti di dottorato finanziati sono circa cinquanta».

Il progetto con Almawave punta in particolare a sviluppare e validare un modello per la prevenzione e il monitoraggio delle patologie cardiovascolari, oggi principale causa di morte in Italia.

Gli accordi hanno sempre come stella polare la centralità della persona, così come i corsi universitari, le cui prove di ammissione sono ai nastri di partenza. Quelle per l’anno accademico 2021-2022 per i corsi di laurea della Facoltà di Medicina e Chirurgia iniziano oggi. Per i corsi della Facoltà di Scienze e Tecnologie per l’Uomo e per l’Ambiente la data è il 10 settembre, così come per la Facoltà di Ingegneria.

FATTORE SPORT

«Lo sport sviluppa la capacità di combattere, di accettare la sconfitta, di adattarsi alle situazioni, di rendersi conto dei propri limiti, di essere generoso nei confronti degli altri se si gioca in squadra. Aiuta a sviluppare la resistenza, la resilienza e il rispetto dell’avversario, che è una cosa fondamentale nella vita, qualsiasi mestiere si andrà a fare. È un tassello importante della crescita di una persona».

Per il già Ordinario di Cardiologia alla Federico II e alla Luigi Vanvitelli di Napoli, Raffaele Calabrò, anche all’Università occorre un mix di testa e cuore. Il Campus Bio-Medico è l’unico ateneo in Italia che si è dotato di un Direttore Sportivo, Paolo Massimo Campogrande, 29enne laureato in Economia e Management dello Sport, master in Management Olimpico e forte esperienza internazionale nello Sport Olimpico e Paraolimpico, a far data da Rio 2016. Premiato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel marzo 2017 come vincitore del concorso CONI con un progetto internazionale sullo sport italiano per lo sviluppo e l’innovazione dell’economia del territorio, Campogrande ha sviluppato durante la pandemia il progetto premiato con il Trofeo Enrico Prandi.

«Per aiutare i giovani a superare lo choc del confinamento, non soltanto riguardo alle lezioni a distanza, che sono state limitate al massimo, ma anche riguardo alle attività sportive che in qualche modo erano negate», riferisce il Rettore, «abbiamo organizzato una serie di momenti formativi con webinar dove campioni olimpici e paraolimpici sono intervenuti a parlare con gli studenti. Questa attività ha unito ancor di più la comunità studentesca, con un messaggio formativo estremamente opportuno e utile».

Campogrande, instancabile nella promozione e diffusione della cultura sportiva, parla di «un’adesione eccezionale». Specie a lui, che nel 2010 ha avviato l’idea di creare una piattaforma universitaria all’interno del Panathlon International per promuovere l’etica nello sport anche all’interno della comunità universitaria mondiale, il premio ha dato ragione.


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