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Tropea è sempre Tropea: meta ambita dei turisti

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Concluso il mese di giugno, si sono potute fare già le prime valutazioni sulla stagione estiva che si prospetta, soprattutto dal punto di vista commerciale. A causa del Covid e delle avverse condizioni atmosferiche, non sorprende che il risultato sia in negativo in molte spiagge d’Italia e che per alcune regioni la perdita rispetto al giugno dell’anno passato abbia superato il cinquanta percento. Le presenze registrate erano, infatti, in calo in molte regioni, soprattutto la Sardegna che ha avuto perdite dell’ottanta percento, Lazio e Molise, ma anche Campania e Basilicata, dove la percentuale raggiungeva il settanta percento.

Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe Confcommercio, descrive questa fase iniziale della stagione balneare come una rappresentazione pratica del quadro completo per quanto concerne il turismo estivo nelle località di mare. Sembra, infatti, che in questo 2020 verranno preferite vacanze brevi, in luoghi nelle vicinanze delle proprie abitazioni e che siano circoscritte al solo finesettimana. Secondo Capacchione, infatti, non sono solo i turisti a essere reticenti a spostarsi in luoghi troppo lontani – palese il calo di affluenza, in questo senso, anche dei turisti stranieri a causa della tarda apertura dei confini – ma anche le attività ad essere in difficoltà per aprire: gli stabilimenti balneari e le strutture alberghiere devono rispettare le disposizioni e le ordinanze e ciò implica un dispendio di forza lavoro e investimento economico che mal si presta al periodo, considerata la scarsa affluenza dei potenziali clienti. Mancherebbe quindi un ritorno adeguato e molti hanno preferito rimandare l’apertura ai mesi di luglio e agosto, in cui la circolazione e la presenza di turisti sembra essere più certa.

Tra le regioni del Sud, la Calabria è quella che in proporzione alle altre, che vivono di terziario e soprattutto delle entrate stagionali, ha registrato una negativa inferiore delle presenze. Soprattutto Tropea, località ambita non solo nella regione ma anche a livello nazionale, sembra fornirci un ulteriore quadro circa questa peculiare stagione estiva. Ci racconta l’imprenditore Domenico De Lorenzo che nel mese di giugno le strutture di sua proprietà non hanno subito rallentamenti o cali delle presenze ma, anzi, registrato il pieno fin dall’apertura avvenuta a fine maggio. L’affluenza di giugno è stata di poco negativa rispetto all’anno precedente, ma il dato interessante è rappresentato dalla tipologia di clientela.

Se, infatti, le presenze sono venute meno per quelle attività che concernono il cosiddetto “turismo di massa” e le strutture gestite da tour operator stranieri (che contano soprattutto sulla presenza di turisti tedeschi, spagnoli e francesi), lo stesso non è stato per gli alberghi e gli stabilimenti abituati a una clientela “alta”. A non soffrire le misure restrittive del covid sono i turisti che possono permettersi di spostarsi con mezzi privati e di lusso, il porto di Tropea ad oggi è pieno e i turisti sono tutti convogliati, come ogni anno, in case di proprietà o strutture più “alte”. Domenico De Lorenzo ci fornisce questo scenario grazie all’esperienza del Don Ugo Luxury Hotel, in cui – racconta – si è notato un ricambio della clientela soprattutto dalla tipologia di consumi e dal pienone registrato nei ristoranti più altolocati della zona. La struttura, quindi, non solo non ha risentito come le altre regioni, del periodo di crisi di giugno, ma ha confermato il sold out anche per i mesi di luglio e agosto.

Anche le categorie più a rischio con la crisi, ossia i lavoratori stagionali, in questo contesto hanno potuto essere rinnovati e, ci fa sapere De Lorenzo – che è anche presidente del Sindacato Servizi aderente a Confcommercio Calabria Centrale Vibo Valentia – è attualmente in lavorazione il bando “Accogli Calabria” per cui è prevista la concessione di contributi a fondo perduto alle strutture ricettive per scongiurare i danni economici causati dalla crisi del coronavirus a quelle imprese stagionali che rientrano in questi settori, come riportato sul sito della Regione Calabria: alberghi, villaggi turistici, aree di campeggio, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere, case per vacanze, B&B, residence, gli alloggi annessi alle aziende agricole e gli alloggi per studenti e lavoratori con servizi di tipo alberghiero. Il contributo concedibile è pari a un importo massimo di 160 mila euro e “non eccede in ogni caso l’importo delle reali perdite di fatturato riconducibile al periodo compreso tra il 1° gennaio 2020 ed il 31 dicembre 2020 certificate da un professionista abilitato”.

Sembra, quindi, che per molte località di mare questa estate in fase tre non significhi spiagge e casse vuote, ma va a confermare un precetto ben noto e che in tempi di crisi va ulteriormente ad acuire le differenze sociali: se, come turista, puoi permettertelo, non c’è pandemia che ti impedisca di procedere ordinariamente con le vacanze programmate. E se le imprese investono e sono aiutate da una macchina statale pronta ad ogni imprevisto, il rischio di una estate nera si riduce al minimo.

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