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C’è anche una Italia digitale spaccata in due. Nel 2019, il 33,8% delle famiglie italiane non ha un computer o un tablet in casa, percentuale che supera il 41% nel Mezzogiorno, con Calabria e Sicilia in testa (rispettivamente 46% e 44,4%). È quanto emerge dall’indagine dell’Istat “Spazi in casa e disponibilità di computer per bambini e ragazzi”, che certifica il “Digital divide” all’interno del Paese. Ma c’è anche e soprattutto un problema di “infrastruttura”: la cosiddetta “banda larga” non è per tutti, la Sicilia – ad esempio – è ai livelli della Bulgaria, mentre la Lombardia e il Veneto fanno “concorrenza” a Barcellona.

Insomma, l’Italia viaggia a velocità diverse non solo sui binari e sulle autostrade, ma anche sul web. A dirlo è l’Eurostat: secondo la ricerca per la connessione alla banda larga c’è una larga fetta dello Stivale che è ancora penalizzato e, manco a dirlo, quella fetta è il Mezzogiorno. In Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, stando ai dati 2019 di Eurostat, quasi l’85% delle famiglie ha accesso alla banda larga; al Sud la situazione è ben diversa: in Sicilia la connessione veloce è garantita al 75% dei residenti, in Molise, Puglia e Calabria va leggermente meglio (76%), in Basilicata si raggiunge il 78%, il “record” è della Campania con il 79%. Insomma, discrepanze evidenti che hanno una responsabilità politica: gli investimenti, i soldi, come sempre hanno seguito la strada verso il settentrione dell’Italia.

A penalizzare il Sud anche i costi più alti: infatti, sempre secondo l’indagine Eurostat, il 12% delle famiglie meridionali che non possiede internet dà la colpa per questo ai costi eccessivi richiesti per attivare una connessione. In un report della società di consulenza EY viene evidenziato un altro dato eclatante: la rete in fibra ottica fino a casa (Ftth), che raggiunge i 100 megabit al secondo senza dispersioni, raggiunge solamente il 21% delle abitazioni Sud e isole, contro il 29% della porzione nordoccidentale della Penisola e il 24% del Centro ma meglio del 19% del Nord Est. In pratica il Sud è al di sotto della media nazionale del 23% e ancora una volta in ritardo. Una situazione che diventa più problematica in Sardegna, Calabria e Puglia.

Tornando, invece, all’indagine Istat, questa svela che se il 33,8% delle famiglie italiane non ha un computer o un tablet in casa, il 47,2% ne ha uno e il 18,6% ne ha due o più. La percentuale di chi non ne possiede sale al 70,6% tra le famiglie di soli anziani (65 anni e più), ma scende al 14,3% tra le famiglie con almeno un minorenne.

L’impatto del livello di istruzione è molto forte: nelle famiglie mediamente più istruite (in cui almeno un componente è laureato) la quota di quanti non hanno nemmeno un computer o un tablet si riduce al 7,7%. Nel 22,7% delle famiglie sono meno della metà i componenti che hanno a propria disposizione un pc da utilizzare. Solo per il 22,2% delle famiglie è disponibile un computer per ciascun componente.

Come detto, la percentuale di famiglie senza computer supera il 41% nel Mezzogiorno. Più elevata nel Mezzogiorno anche la quota di famiglie con un numero di computer insufficiente rispetto al numero di componenti: il 26,6% ha a disposizione un numero di pc e tablet per meno della metà dei componenti e solo il 14,1% ne ha almeno uno per ciascun componente. Al Nord la proporzione di famiglie con almeno un computer in casa è maggiore. In particolare a Trento, Bolzano e in Lombardia oltre il 70% delle famiglie possiede un computer, e la quota supera il 70% anche nel Lazio.

Nel Nord, inoltre, la quota di famiglie in cui tutti i componenti hanno un pc sale al 26,3%. Se si considerano le famiglie con minori, la quota di quante non hanno un computer scende al 14,3%, ma le differenze territoriali risultano ancora più accentuate con valori che vanno dall’8,1% del Nord-ovest (6% in Lombardia) al 21,4% del Sud. I divari si riscontrano anche tra comuni di diversa ampiezza demografica: nelle aree metropolitane i tassi di accesso alla banda larga raggiungono il 78,1% mentre nei comuni fino a 2mila abitanti tale quota scende al 68,0%».

La Puglia e la Calabria sono le regioni con la quota più bassa di utenti connessi a internet (rispettivamente il 59,7% e il 60,1%). In generale nel Centro-Nord il 70,6% della popolazione ha una connessione a banda larga, contro il 62,5% del Mezzogiorno.

L’accesso alla Rete, oggi, si traduce nella possibilità delle persone di padroneggiare gli strumenti tecnologici e della comunicazione necessari per lo sviluppo. Senza una connessione e o senza le basi per poterla utilizzare si è praticamente tagliati fuori dalla maggior parte delle opportunità. Servizi per i cittadini, pratiche burocratiche, ma anche offerte di lavoro e cultura viaggiano sul web.

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