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Luigi Di Maio e Davide Casaleggio

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Il fischio di inizio del “congressino” dei pentastellati è accompagnato da una vera e proprio rissa: Davide Casaleggio versus il resto del Movimento. Di buon mattino il figlio di Gianroberto, cofondatore del Movimento e presidente dell’Associazione Rousseau, verga un post su facebook al vetriolo.

Non solo Casaleggio jr. declina l’invito, ma sbotta: «Leggendo il documento di guida della discussione del primo giorno, registro che molte decisioni sono già state date per acquisite e si chiedono solo i dettagli». Va da sé che l’intemerata del presidente di Rousseau non viene digerita dallo stato maggiore a 5Stelle. Il reggente Vito Crimi replica a muso duro: «Gli Stati generali non sono un dibattito sulle posizioni ma vogliono cercare di capire le argomentazioni, le motivazioni degli attivisti: lo scopo non è quello di dividere, ma di aggiungere un valore alla democrazia diretta».

E ancora: «Leggo una polemica o una richiesta che viene rispetto alla necessità di rendere trasparenti i voti e le preferenze ricevute da chi partecipa domani pomeriggio al dibattito. Vorrei rappresentare due cose: credo che gli iscritti invece di sapere quanti voti abbiano preso chi e quando, abbiano bisogno di risposte su come il loro contributo verrà preso in considerazione e utilizzato: il che viene palesemente evidenziato dalla partecipazione massiccia agli Stati generali».

Alza le spalle anche Luigi Gallo, parlamentare di Napoli tendenza “Fico” (Roberto NdR.) e candidato al direttorio per Parole Guerriere: «Casaleggio? Purtroppo ci sono persone che passano il loro tempo e dedicano le loro energie a dilaniare il M5S».

Fin qui la polemica, poi c’è la politica. Da quanto filtra, dalla kermesse, il punto di caduta sarà un direttorio, un organismo collegiale in cui saranno rappresentate tutte le anime. Spazio anche ad Alessandro Di Battista (parlerà oggi NdR.), che rappresenta la corrente fuori linea dei 5Stelle. Luigi Di Maio invece resterà fuori, concentrato ormai sull’azione di governo. Di fatto il titolare del dicastero degli Esteri guiderà la delegazione ministeriale del Movimento. Nelle ultime settimane l’ex capo politico non solo ha ritessuto la tela con Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro, ma ha portato dalla sua parte anche Stefano Patuanelli, superministro allo Sviluppo economico, che sponsorizza l’alleanza a sinistra.

Oggi sarà il giorno conclusivo e sale l’attesa per l’intervento del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, previsto per le 15 e 30. Nessuna osa sbilanciarsi su cosa dirà l’inquilino di Palazzo Chigi. Di certo, l’avvocato del popolo si muoverà sul filo, restando il più equidistante dalle beghe interne. E intanto c’è chi scommette che «il prossimo capo politico sarà certamente Luigi». Di Maio, va da sé. «Il più bravo, l’unico vero leader che abbiamo» è il rumore di sottofondo che proviene dalla kermesse.

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