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Silvio Berlusconi

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«Preparare da subito uno stoccaggio con le scorte strategiche. Dobbiamo proteggere tutti i Paesi della Ue». Con queste parole, Mario Draghi, lascia il consiglio europeo di Bruxelles, nella cui agenda c’erano questioni assai importanti, in primo luogo l’energia, Ma il premier ha invitato i partners a guardare avanti nel puntare sulla strategia delle rinnovabili.

Tuttavia ha messo i puntini sulle i: “Se i prezzi del gas salgono, si pone un problema di finanziare questo percorso, Per molti Paesi è difficile rinunciare al gas immediatamente”,

Altro tassello, la politica dell’Unione rispetto ai migranti. I muri non si fanno. Non c’è un’apertura della Ue al finanziamento dei muri sulle frontiere esterne. Ed ha dichiarato di essere soddisfatto di come si è conclusa la discussione, in quanto nel testo è stato inserito il tema dell’equilibrio tra responsabilità e solidarietà. Ci sono stati alcuni Paesi che erano favorevoli al cambiamento del Trattato di Schengen che consente il libero passaggio nell’Unione. Ma questo non è stato approvato. Draghi ha messo in evidenza come il problema dei migranti è ormai di tutti, non solo nostro. «L’importante è non dividersi, non ha senso privilegiare un Paese o una rotta. Sui rimpatri occorre che l’Unione europea agisca tutti insieme».

La discussione sul dossier immigrazioni si è fatta tesa su vari punti della bozza, che è stata riscritta facendo slittare i lavori.

Il discorso di Draghi è su due piani diversi, uno in conferenza stampa, un altro come esito del Consiglio Ue. Quanto al Pnrr, garantisce, «non abbiamo nessun ritardo, abbiamo sempre rispettato gli appuntamenti, intendiamo continuare a farlo. E non registro preoccupazioni nei nostri partners».

Sulle pensioni, ha annunciato che non sarà rinnovata quota 100,(nei cui termini non concordava) «ma occorre preparare una gradualità nel passaggio a quella che era una normalità». Circa il Patto di stabilità ha detto «Abbiamo un anno di tempo per parlare di revisione. C’è tempo per maturare punti di vista che siano realistici». Quanto alle vaccinazioni, rispetto agli impegni presi per affrontare anche future pandemie, dice con chiarezza che bisognerà rivedere le regole di bilancio. Insomma, ci vorranno più soldi in campo.

Sulla Polonia “le regole sono chiare”. Non è stata messa in discussione la regola secondaria dell’Unione, ma la legge primaria, il Trattato. “E’ chiaro però che bisogna mantenere aperta la via del dialogo”. Quanto all’europeismo del governo, dopo il caso Polonia, «nessuno ha dubbi. Abbiamo detto fin dall’inizio che chi fa parte del governo, deve rispettare il diritto dell’Unione e considerare l’Euro un grande successo».

Berlusconi, una divisione interna in Forza Italia

Una volta l’espressione “confronto interno” aveva la valenza di una crisi. O quantomeno eravamo sulla soglia di una frattura. Oggi l’espressione ha mutato destinazione d’uso, lasciando il sospetto sulla punta delle dita che non ci sarà alcuna scissione. Ma dentro Forza Italia nemmeno Berlusconi gira la testa dall’altra parte, come era abituato anche ai tempi di Alfano, che non vengono ricordati per una cordialità particolare.

Ma la rivolta dei tre ministri, Renato Brunetta, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna avrà disturbato il manovratore, ovvero Silvio Berlusconi, ma ha anche fatto crescere l’ala contestatrice riunendo sotto lo stesso tetto almeno una cinquantina di parlamentari. E fra questi le cronache indicano persino Licia Ronzulli, regina del cerchio magico berlusconiano. Ma il nemico da abbattere è proprio quello. Brunetta ha convocato alcuni e selezionati parlamentari per organizzare un partito. Il pallottoliere dice Huffington post, ne accredita una trentina su 77, che sono vicini all’ala ministeriale. E dietro l’angolo del Senato spuntano altri recidivi.

Intanto Giorgia Meloni non ha commentato le dichiarazioni audio del leader Matteo Salvini che all’assemblea dei suoi parlamentari ha detto che Fdi tenterebbe di mettere in difficoltà il centrodestra. Fonti interne hanno smentito. «Non sarà certo un audio, per lo più rubato in una riunione interna a un altro partito, a far litigare Lega e Fdi».

Napoli, il sindaco Manfredi assume personale

E’ davvero una notizia bomba quella annunciata ieri dall’ex ministro, ed ora sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi circa il prossimo reclutamento di personale. Risponde in modo inconscio a un desiderio partenopeo di essere sul palcoscenico ma soprattutto, al reale bisogno di dare lavoro a questa città dove i cervelli cercano in modo costante di andarsene e dove i comitati dei disoccupati organizzano sfilate ancora per le strade del centro. Manfredi, presentando la nuova giunta al Maschio Angioino, ha affermato che tra le prime sfide c’è la gestione dei Fondi Pnrr, per i quali dovrà incontrare i ministri, Renato Brunetta e Mara Carfagna, per avviare il reclutamento di nuovo personale.

Mastella, nasce il nuovo partito “Meglio noi di centro”

“Meglio noi di centro” è il nome che Clemente Mastella, ex Guardasigilli ed ex ministro, ha dato al proprio movimento politico che avrà carattere nazionale. Spiegando subito dopo che non si tratta di un rifacimento della Dc. L’annuncio è stato dato a margine della proclamazione della sua elezione, a primo cittadino. al Tribunale di Benevento. Ha anche affermato che la sua rielezione ha avuto “un effetto mediatico che non immaginavo”. Con chi farà alleanze? “Con tutti quelli che ne hanno voglia”.

La Consulta salva i Dpcm di Giuseppe Conte

La Corte costituzionale ha salvato i Dpcm, varati dal governo presieduto da Giuseppe Conte, per la gestione dell’emergenza Covid. La Corte si è pronunciata sulle questioni sollevate dal giudice di pace di Frosinone circa la legittimità costituzionale dei decreti riguardanti l’adozione di misure urgenti di contenimento e gestione della pandemia. Secondo il giudice di pace i due decreti avrebbero conferito al presidente del Consiglio la funzione legislativa in contrasto con gli articoli della Costituzione.


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