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Cose mai viste prima. Nessuna particolare segnalazione di code all’ingresso. Il green pass esibito senza aggressioni, ingiurie, proteste.

E non è tutto: le nomine degli insegnanti arrivate in anticipo rispetto alla media degli ultimi anni. Insomma nessuna o quasi nessuna storia incresciosa da raccontare. Persino la piattaforma Sogei che le maldicenze della vigilia le solite Cassandre, davano pronta al collasso è riuscita a gestire il controllo delle certificazioni verdi. Il database ha retto l’urto di 900mila (leggasi novecentomila) click.

Miracolo? Avvistamenti? Alieni? No. Un Paese che non è mai stato normale, sprecone quando si tratta di alimentare il buco nero delle regioni, squattrinato tutte le volte che si osa parlare di scuola, si è organizzato per non fallire il primo appuntamento del dopo-Covid.

Senza ostentare nessuna forma di perfezionismo, senza proclami, è bastato mobilitare le risorse migliori, toccare le corde giuste, sciogliere i nodi più aggrovigliati, investire nel personale e nei trasporti.

Ed è così che “la prima” è andata. La meglio gioventù di metà Paese s’è rimessa in moto.

Questo non vuol dire che il meccanismo in alcuni punti non si sia inceppato. Che tutto andrà bene anche nei prossimi giorni, Il ministro all’Istruzione è riuscito a completare le nomine e degli uffici scolastici regionali ma in molte scuole le segreterie sono ancora sotto organico, mancano gli applicati, i direttori dei servizi amministrativi, i laboratori partiranno ma solo nei prossimi giorni e rappresentano uno dei principali punti di criticità per via delle regole da seguire.

PIÙ SOLDI IN LOMBARDIA PIÙ TRENI IN PIEMONTE

Le differenze restano, certo. In Lombardia, tanto per fare un esempio, la giunta regionale guidata dal leghista Attilio Fontana si è potuta permettere di stanziare cash, sull’unghia, 9 milioni e 160 mila euro di risorse aggiuntive per finanziare le 125 mila domande arrivare per la dote-scuola. Le risorse statali sarebbero state sufficienti a soddisfare appena il 60% delle domande.

Nel Liceo Ettore Majorana di Mirano e nell’Istituto Daniela Furlan di Spinea da domani 141 studenti veneti si sottoporranno al test del tampone salivare, prima di fare colazione e prima di lavarsi i denti. Gli studenti più grandi lo masticheranno come un chewing gum, i più piccoli lotteranno in bocca come una lecca lecca. Il monitoraggio durerà tutto l’anno scolastico e coinvolgerà 1.500 studenti. I campioni di saliva verranno esaminati dalla Ulss Serenissima. Il risultato si conoscerà entro 24 ore.

Non tutti se lo possono permettere, chiaro. Anche se il Covid ha colpito l’economia e tutti allo stesso modo. E lo dimostra il numero record di domande inoltrate dalle famiglie per ricevere un sostegno.

Anziché inoltrarci in uno scarno resoconto dei contrattempi che ha contraddistinto questo primo giorno di scuola, preferiamo citare qualche caso limite. Mentre in 10 regioni italiane l’uscio di scuola veniva varcato dagli studenti, l’Istituto professionale Orazio Olivieri di Tivoli serrava il suo portone. Coincidenza ha voluto che proprio ieri sindaco e vice sindaco della cittadina laziale hanno comunicato al preside l’esito dell’indagine sulla vulnerabilità dell’edificio. Gli alunni seguiranno le lezioni in dad. Non per il rischio Covid ma per il rischio sismico, un virus che da noi ha già fatto tante vittime e contro il quale non c’è vaccino che tenga.

L’ESEMPIO DEL PIEMONTE E IL FOCOLAIO VIAGGIANTE DELLA ROMA-LIDO

L’organizzazione può fare molto. Prevedere controlli e controllori, stabilire una quota di capienza per i mezzi pubblici e privati, imporre l’uso della mascherina. Tutto questo serve a contrastare il contagio.

Nulla può contro l’insipienza di chi gestisce la macchina dei trasporti comunali e regionali. La Roma-Lido, il treno che collega la Capitale con Ostia (300 mila abitanti circa) è collassata. Corse saltate, frequenze dei treni di oltre mezz’ora, assembramenti, vagoni stracolmi, un potenziale focolaio viaggiante. Un disastro a 4 mani considerando che le responsabilità si dividono tra Campidoglio e Pisana.

In una campagna elettorale diventata una gara tra chi posta cinghiali e chi posta rifiuti si poteva forse immaginare che il primo giorno di scuola sui binari che collegano Roma al suo mare sarebbe stato fatale. In compenso in Piemonte i passeggeri sui treni sono stati circa 30 mila occupando in media il 39% dei posti disponibili, rispettando dunque il limite dell’80% e senza nessuna criticità. Regione, prefettura e Trenitalia hanno previsto un piano che prevede 36 mila posti settimanali aggiuntivi.

Che qualche genitore o docente consideri il Green pass come l’incarnazione del male, l’ossessione di qualche scienziato pazzo si poteva prevedere. Genitori assembrati e senza mascherine in alcune scuole hanno ignorato bellamente le disposizioni ministeriale considerandole alla stregua di un eccesso di zelo. Risultato: bambini allineati e ubbidienti in fila dietro i bidelli sotto l’occhio di genitori indisciplinati e ammucchiati per dare l’ultimo colpo d’occhio al figlioletto.

Le cronache riferiscono anche di maestre e professori che hanno spintonato il personale non docente pur di entrare in aula senza certificazione minacciando di chiamare i carabinieri.

A Fabriano (Ancona) il dirigente scolastico Antonello Gaspari ha sospeso e sanzionato l’insegnante Roberta Salimbeni che si è rifiutata di esibire il certificato verde ritenendolo “discriminatorio”.

L’eccezione che conferma la regola.


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