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Luci e ombre per una legge di bilancio scritta dal governo Conte 2 in poche settimane, dopo la crisi di agosto, che aveva come principale missione quella di scongiurare l’aumento di 23 miliardi di Iva che sarebbe altrimenti scattato dal primo gennaio 2020.

C’è poco altro nella legge di bilancio appena approvata definitivamente dal Parlamento. E probabilmente era il massimo che si potesse fare nelle condizioni date. Una legge che è incappata nelle perenne campagna elettorale a cui l’Italia è costantemente sottoposta e che fa perdere di vista i grandi obiettivi di svolta per il Paese.

Quando si avvicinano le elezioni (politiche, europee o amministrative che siano) l’attenzione dei politici è rivolta ai piccoli interventi con risvolti nel breve termine, che possono essere strumentalizzati nelle piazze, ma che hanno ben poco a che vedere con una grande idea di Paese. Si pensa all’ottimizzazione del consenso più che a una prospettiva di crescita a medio termine, ma duratura e strutturale, che passa inevitabilmente per il rilancio degli investimenti.

La legge di bilancio è infarcita di molti bonus, piccole cifre distribuite su un’ampia platea di cittadini, ma funzionali per poter affermare che si è fatto qualcosa per tutti.

In questa considerazione di carattere generale rientra il pacchetto per il Sud. Misure utili per un primo step di rilancio, a patto che siano poi realmente attuate, comunque non tali da rappresentare quella svolta necessaria per la crescita del Mezzogiorno e del Paese.

FONDO SVILUPPO E COESIONE

Viene rifinanziato (in soli termini di competenza) di 5 miliardi di euro (800 milioni nel 2021 e nel 2022 e i restanti 3,4 miliardi nelle annualità 2023-2025) e vengono inseriti criteri più stringenti per ammettere gli interventi al finanziamento per Fondo.
Insomma, per evitare che si attinga al fondo per finanziare feste e sagre popolari, sono previste 5 “missioni” della politica di coesione: lotta alla povertà educativa minorile; sostegno alle infrastrutture; attuazione del Green New Deal al Sud e nelle aree interne; trasferimento tecnologico; rafforzamento delle reti tra ricerca e impresa.
Quanto alle somme del Fondo relative ai precedenti cicli di programmazione e non ancora spesi, si prevede che possano essere destinate, oltre che Contratti di sviluppo e alla progettazione di investimenti infrastrutturali, anche a piani di coesione basati sulle cinque missioni.

CLAUSOLA DEL 34%

La clausola del 34% di investimenti al Sud, introdotta nel 2016 e mai attuata, viene ora resa più cogente. Si tratta, come è noto, di una quota di investimenti ordinari della pubblica amministrazione, e anche di Ferrovie e Anas, proporzionale alla popolazione residente nelle aree del Mezzogiorno, finalizzata a ridurre i divari territoriali.

Le regioni destinatarie sono Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. La norma introduce termini perentori per la programmazione delle risorse e la quota riservata al Sud con la previsione di uno stringete monitoraggio sull’attuazione delle clausola e sull’andamento della spesa.

INFRASTRUTTURE SOCIALI

Ai Comuni situati nelle regioni sopra citate è assegnato un contributo complessivo di 300 milioni per il quadriennio 2020-2023 a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (75 milioni l’anno) da destinare a investimenti in infrastrutture sociali.

AREE INTERNE

Duecento milioni di euro in più (60 milioni per il 2021 e 70 per ciascuno degli anni 2022 e 2023) per la strategia nazionale di sviluppo.

CREDITO DI IMPOSTA

È prorogato al 31/12/2020 il credito di imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive del Sud. Confermata la maggiorazione del contributo statale per gli investimenti “Industria 4.0” realizzati da micro e piccole imprese del Sud. Nelle Zone Economiche Speciali (Zes) il credito di imposta per gli investimenti è prorogato al 21 dicembre 2022.

“RESTO AL SUD” E FONDO “CRESCI AL SUD”

Confermate per l’anno prossimo le agevolazioni fiscali per i giovani che avviano un’attività in proprio nel Sud e viene istituito una specifico fondo, della durata di 12 anni, per favorire la crescita dimensionale delle piccole e medie imprese del meridionali. Dotazione iniziale: 150 milioni per il 2020, sempre a valere sulle risorse del Fondo sviluppo e coesione.

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