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Il Ministero dell'Economia e delle Finanze

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È partita a spron battuto l’emissione di Btp Futura, risposta sovranista al Mes. Si tratta del primo titolo italiano che viene indicizzato non all’inflazione, come di consueto, ma al Pil. L’esordio è stato incoraggiante, essendo stati raccolti 2,3 miliardi attraverso più di 65 mila contratti. «Si tratta sicuramente di un risultato soddisfacente» commenta Davide Iacovoni, responsabile del debito pubblico al ministero del Tesoro.

L’offerta è limitata al pubblico dei risparmiatori con la speranza di ripetere il successo del Btp Italia che ha incassato in totale circa 23 miliardi, di cui 14 da famiglie e piccoli investitori. L’emissione, nei fatti, servirà a finanziare le iniziative che la Ue ha riservato alla versione “sanitaria” del Fondo Salvastati. Vale a dire la copertura delle spese derivate dall’emergenza coronavirus e, visto che c’è anche a sostenere la ripresa economica.

L’APPELLO

Il governo fa molto affidamento sulla risposta degli italiani, soprattutto considerando i 1.600 miliardi di liquidità che si trovano nei conti correnti. «Abbiamo un flusso abbastanza regolare di ordini e bisogna tenere conto che da questa operazione sono esclusi istituti bancari, fondi d’investimento, assicurazioni e tutti gli altri investitori istituzionali» ricorda Iacovoni. Insomma, dopo il Btp Italia un altro appello al patriottismo del risparmio per evitare quella che viene definita la “trappola” del Mes. Oggi concesso senza condizioni. Ma domani chissà?

Una domanda intrisa di ideologismo che ci costerà almeno sei miliardi in dieci anni. I 36 miliardi del Fondo Salvastati, infatti, verrebbero concessi all’Italia a tassi negativi: vuol dire che alla fine il Tesoro dovrebbe restituire un po’ meno soldi di quelli che riceve. Viceversa, con Il Btp Italia e adesso con il Btp Futura, lo Stato si indebita a costi molto alti. I più alti di tutti i Paesi del G7 e, su alcune scadenze, anche della Ue. Pure la Grecia, infatti, comincia a offrire, su alcune emissioni rendimenti più bassi di quelli italiani.

CHI VINCE, CHI PERDE

Un gran vantaggio per l’investitore. Un po’ meno per lo Stato, che si indebita sempre di più. Un’altra maniera, a ben vedere, per aumentare le diseguaglianze. Le cedole sui Btp si pagano con le tasse. I cittadini più ricchi potranno sempre consolarsi incassando gli interessi sui titoli. Gli altri, ovviamente i più poveri, dovranno pagare e basta. Per un governo che si vanta di non voler lasciare indietro nessuno non è proprio un successo. Senza contare che la durata decennale contribuirà a indebitare anche le future generazioni. L’emissione si chiuderà venerdì alle 13 e, come già accaduto con l’ultimo Btp Italia non ci sarà riparto. Vuol dire che il Tesoro accoglierà tutte le richieste che verranno effettuate al collocamento. Il taglio minimo sarà di mille euro e la sottoscrizione sarà possibile anche on line.

Il titolo avrà una scadenza di 10 anni e sarà previsto un premio fedeltà pari all’1% del capitale investito, che potrà aumentare fino a un massimo del 3% . A differenza del Btp Italia l’aumento del bonus non è legato all’inflazione ma all’aumento del Pil registrato dall’Istat nei dieci anni di vita del titolo. Nel calcolo rientrerà anche il 2021 che in base a tutte le previsioni farà registrare una crescita considerevole. Il premio fedeltà verrà riconosciuto ai risparmiatori che terranno il titolo fino alla scadenza. Le cedole, pagate con cadenza semestrale, verranno calcolate sulla base di un tasso che, in attesa di definizione sarà dell’1,15% dal primo al quarto anno, dell’1,30% dal quinto al settimo e dell’1,45% dall’ottavo al decimo. Si può stimare che il rendimento, per chi avrà la pazienza di aspettare fino alla scadenza, sarà fra l’1,4 e l’1,6%.

IL TESORO

Il fatto che i rendimenti crescano nel tempo serve a mettere a riparo i sottoscrittori da eventuali perdite in conto capitale a causa di un possibile rialzo dei tassi d’interesse. Al sottoscrittore non verranno applicate commissioni per acquisti nei giorni di collocamento, mentre sul rendimento del titolo si continuerà ad applicare l’usuale tassazione agevolata sui titoli di Stato pari al 12,5% e l’esenzione dalle imposte di successione come per gli altri titoli di Stato. Presentando il nuovo prodotto, il direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera, ha tenuto molto a sottolineare il valore politico del collocamento. Il governo, infatti, chiede ai cittadini, di contribuire alla ripresa del Paese, oltre a investire in uno strumento di risparmio sicuro. La scadenza a 10 anni offre l’opportunità di beneficiare appieno delle prospettive di ritorno a una migliore crescita del Pil nel medio lungo termine.

Su un orizzonte di 10 anni, considerando gli interventi messi in campo, la possibilità di beneficiare del premio di fedeltà è migliore. Soprattutto verrà concesso ai risparmiatori di partecipare ai miglioramenti del Pil frutto di effetti degli investimenti e delle iniziative rilancio. La scadenza a 10 anni, inoltre, darà un contributo ad allungare la vita media del debito, che è un obiettivo che il Tesoro persegue da tempo (attualmente è a 6,87 anni).

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