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Domenico Arcuri

Tempo di lettura 4 Minuti

Tra due settimane arriveranno i famosi banchi con le rotelle. Nelle prossime ore verranno acquistate migliaia di termoscanner in ogni regione per misurare la temperatura degli studenti all’ingresso delle scuole. Insomma, bandi su bandi per l’emergenza Covid. Gare statali della struttura commissariale, delle Asl, delle società partecipate e di porti e aeroporti che hanno dovuto attrezzarsi per gestire la pandemia con mascherine, guanti, misuratori e strumentazioni mediche. Per un valore, difficile da quantificare con precisione al 26 agosto, ma che sicuramente supera i 10 miliardi di euro dall’inizio dell’emergenza.

Un primo screening delle spese lo ha realizzato Open Polis un mese fa insieme al Gran Sassovscience institute (Gssi) dell’Aquila. Un grande lavoro di ricostruzione sulle numerose fonti di approvvigionamento per le pubbliche amministrazioni.

I NUMERI

Oltre cinquemila i lotti, emessi da circa 520 stazioni appaltanti. I ricercatori hanno lavorato sulle informazioni trasmesse per obbligo di legge da più di mezzo migliaio di stazioni appaltanti all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) e hanno integrato i dati con i siti degli enti.

Non è massima la trasparenza sulla rendicontazione delle spese. La Fondazione Open Polis ha sottolineato infatti come soltanto lotti per 4,26 miliardi oggi risultino sicuramente aggiudicati, ma sul resto non esistono informazioni. In merito ai famosi banchi scolastici, è stato spostato all’8 settembre il termine entro cui dovrà esserci la fornitura dei 3 milioni di pezzi: sappiamo che sono 11 le aziende vincitrici su 14 ammesse, tra cui alcune straniere, ma non è dato sapere quali siano.

LE PROCEDURE

Quali sono le procedure seguite? Meno del 3% degli importi spesi  per la pandemia è stato messo a gara con procedure aperte di modello europeo. Per il resto, lotti per 5,4 per miliardi sono stati banditi tramite procedure negoziate (trattative private con quattro o cinque imprese in concorrenza fra loro) e altri lotti per 3,7 miliardi sono in affidamento diretto a una singola impresa.

L’emergenza e l’obbligo di accelerare i tempi delle forniture hanno giustificato gli appalti con procedura accelerata. Vincenzo Smaldore, responsabile editoriale di Openpolis, ha commentato: «È profondamente sbagliato far passare il messaggio che la trasparenza su come viene speso il denaro pubblico sia un ostacolo alla velocità».

Openpolis ha criticato in particolare la gestione del commissario  straordinario all’emergenza Covid, Domenico Arcuri. Dall’analisi della fondazione e del Gssi è venuto fuori che la struttura commissariale è la seconda maggiore stazione appaltante per livelli di spesa, con bandi per 2,2 miliardi di euro.

Secondo i dati raccolti, 1,8 miliardi sono stati assorbiti da procedure negoziate (gare private a quattro o cinque imprese) e 377 milioni sono in affidamento diretto. Il commissario osserva che 750 milioni di euro sono andati a copertura di forniture già acquistate dalla Protezione civile e da Consip, la società controllata dal Tesoro.

I DUBBI

Openpolis ha però aggiunto che per l’83% degli importi in gioco i bandi della struttura commissariale si sarebbero chiusi «con esito sconosciuto» e osserva che resta disatteso, dopo più di quattro mesi, l’impegno di Arcuri di pubblicare i dati sugli esiti degli acquisti a trattativa diretta.

Il commissario straordinario, da par suo, ha replicato ricordando di aver scelto quasi sempre le procedure negoziate, anche se le circostanze straordinarie della pandemia gli avrebbero dato legalmente la possibilità di acquistare beni e servizi senza neppure pubblicare i bandi: «I bandi sono stati pubblicati. Ho scelto di farlo ogni volta che c’era un mercato».

Unici per l’andamento sono poi i bandi Covid da parte di Aria Spa, la società controllata dalla Regione Lombardia. È la terza stazione appaltante che lancia più bandi Covid in Italia, per quasi un miliardo in 5 mesi (la prima è Consip con 3,2 miliadi). Ma nel caso di Aria Spa il 35% dei bandi, per valore, è stato revocato o annullato.

I POTERI

Nel recente decreto Semplificazioni, oltre ad alzare la soglia per gli affidamenti diretti fino al 31 luglio 2021, è stato esteso il ruolo del commissario straordinario per l’emergenza Covid. La gestione commissariale non si occupa più solo degli approvvigionamenti sanitari, ma anche degli acquisti per la riapertura delle scuole a settembre: dai dispositivi di protezione agli arredi scolastici, oltre a tutti i beni strumentali per la riapertura in sicurezza. Provvedimenti che segnalano un’estensione delle misure straordinarie, sia nella durata che nell’ampiezza.

Ci sono alcuni bandi molto attesi con aggiudicazioni a breve. Scade per esempio il 2 settembre bando manifestazione d’interesse per l’acquisizione della disponibilità temporanea di uno, due, tre o quattro strutture movimentabili da adibire a terapia intensiva. Ogni struttura movimentabile, dotata di 75 posti di terapia intensiva, dovrà essere completa di tutti gli ambienti, gli arredi e le attrezzature medicali e impiantistiche idonee, compresa la posa in opera in aree attrezzabili preventivamente individuate e l’esecuzione di tutte le attività necessarie affinché l’opera sia ultimata, completa e pronta per l’uso e l’esercizio, compresi i servizi di traporto, montaggio, smontaggio e successivo eventuale rimontaggio, nelle aree indicate, e il servizio di manutenzione e garanzia full risk per il periodo di disponibilità.
Il tempo stringe. Le risorse pubbliche fino a quando verranno utilizzate? E soprattutto, lo saranno sempre in maniera utile ed efficace? Il monitoraggio deve essere continuo.

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