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Un trimestre da dimenticare. Da aprile a giugno il fatturato delle imprese dei servizi ha subito un crollo del 21% rispetto al trimestre precedente. I termini tendenziali il segno negativo è del 26,2%. L’Istat mette a nudo gli effetti del Covid nel periodo a cavallo tra il lockdown e la ripresa delle attività. Un risultato senza precedenti a partire dal 2001, determinato dalle misure di contenimento dell’epidemia.

Tutti i settori sono stati colpiti in modo grave. In modo più marcato le attività interessate dai provvedimenti di chiusura per il contenimento dell’emergenza sanitaria, quali quelle legate alla filiera del turismo (il giro d’affari delle agenzie di viaggio si è sostanzialmente azzerato con un tracollo del 93%), degli alloggi ( -88,3%), del trasporto aereo (- 79,1%), della ristorazione (-64,2%) e del commercio di autoveicoli (-43,9%) .

Per le compagnie aeree i numeri della crisi sono da capogiro. Il report quindicinale dell’Osservatorio sui consumi di Deloitte, rileva che in Italia solo il 22% delle persone prevede di prendere un volo domestico nei prossimi tre mesi e solo il 14% ha in programma un volo internazionale. In totale, l’indotto generato dall’industria aerospaziale comprende oltre 4.000 aziende, il 90% delle quali ha meno di 50 dipendenti, ma che, da sole, sono in grado di generare un indotto complessivo di 13,5 miliardi di euro (0,65% del Pil). Il valore aggiunto complessivo del comparto vale circa 12 miliardi di euro. E sono oltre 159.000 i posti di lavoro creati dal settore.

La crisi delle compagnie aeree è mondiale. La Iata stima che per il 2020 vedranno dimezzarsi il fatturato e registreranno perdite per 84,3 miliardi di dollari. Il debito globale delle compagnie sarà di 120 miliardi superiore al livello di fine 2019, per un totale di 550 miliardi di dollari, pari a circa il 92% dei ricavi attesi l’anno prossimo.

L’annuncio di tagli ed esuberi si ripete di giorno in giorno.  Le compagnie aeree britanniche, British Airways, Virgin Atlantic  e  EasyJet  hanno già annunciato la perdita di quasi 20.000 posti di lavoro.  United Airlines  oggi ha annunciato che potrebbe licenziare fino a 36.000 dipendenti. Air France  taglierà oltre 7.500 posti in tutto il gruppo. E  Lufthansa  prevede 22.000 esuberi nel secondo round di ristrutturazione.

Pesante la situazione per la ristorazione con il 30% degli esercizi che rischia di chiudere in autunno. Ha fatto scalpore il suicidio del ristoratore quarantenne di Firenze disperato perché non sapeva come pagare le rate del mutuo a causa del forte calo degli incassi provocato dall’emergenza sanitaria.

Filippo La Mantia chiuderà il suo ristorante milanese di piazza Risorgimento. A causa della pandemia, i costi del locale, riaperto il 4 maggio dopo il lungo lockdown, sono diventati insostenibili e così il cuoco palermitano si è dovuto arrendere alla crisi. Ha pesato il calo degli eventi e l’assenza della clientela business. L’affitto era troppo alto: 28 mila euro al mese, ridotto alla metà per due mesi ma ora ritornato a canone pieno. “Fino a febbraio scorso facevo circa 80 eventi l’anno. Ora zero” ha detto.

Il Covid ha colpito in modo grave anche il mercato degli affitti. La disponibilità di stanze è più che raddoppiata (+149%). Secondo l’Ufficio Studi di Immobiliare.it che ha fatto il punto sul comparto delle locazioni di stanze e posti letto nelle principali città universitarie, la disponibilità di camere vede al primo posto Milano (+290%) su base annuale, seguita da Bologna (+270%). Quasi triplicata a Padova (+180%) e Firenze (+175%) e raddoppiata a Torino (108%), Roma (+130%) e Napoli (+100%).
Il crollo delle attività dei servizi si tradurrà in perdite di posti di lavoro. L’Istat ha certificato che da febbraio ci sono 600mila nuovi disoccupati.

E si tratta di cifre destinate ad aumentare in modo esponenziale quando terminerà il blocco dei licenziamenti e si entrerà nella fase dura della recessione economica alla fine dell’anno.

Un settore pronto ad esplodere è quello del trasporto pubblico locale. Il lockdown e ora le regole del distanziamento hanno dimezzato gli incassi. Il ministero dei Trasporti, secondo quanto riportato nel Dl Agosto bollinato dalla Ragioneria, ha stanziato soltanto 400 milioni di euro che si sommano ai 500 inseriti nel dl Rilancio. Non si tratta di cifre da far saltare di gioia le Amministrazioni locali che dovranno affrontare la crisi delle proprie controllate.

Il sistema delle impresa Tpl in Italia è costituito da 930 aziende, il fondo di 400 milioni produce un trasferimento medio alle aziende di circa 90 mila euro al mese che sommati ai 50 mila del DL Rilancio ammontano a 140 mila euro al mese. A maggio scorso le perdite da mancata bigliettazione ammontavano, come comunicato dal presidente di Asstra, l’associazione che riunisce le società  di trasporto pubblico locale, Andrea Gibelli, a 800 milioni. La stima è che entro la fine dell’anno arrivino a circa 1,5 miliardi di euro. Le norme sul  distanziamento sociale rischiano inoltre di recare pesanti disservizi a studenti e lavoratori.

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