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Michele Emiliano e Giuseppe Conte

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«Stop agli stereotipi sul Sud e al divario con il Nord», adesso «ci sono le condizioni per la svolta storica». Il premier Giuseppe Conte ci mette la faccia e lo fa dal palco della Fiera del Levante di Bari, davanti a imprenditori pugliesi, campani e calabresi. «Il momento del riscatto del Sud – ha garantito ieri sera durante il discorso d’inaugurazione dell’84ª edizione della Campionaria – può realizzarsi adesso. L’Italia intera può recuperare la visione e lo status di potenza mondiale se si riparte dalle regioni del Sud. Nessuno può permettersi di esportare efficacemente le proprie produzioni se non esporta al Sud. Se il Sud cresce alzerà la crescita di Centro e Nord». Il premier lo ripete più volte: il Mezzogiorno deve entrare «nell’agenda italiana ed europea».

AVAMPOSTO DEL RILANCIO

«Da questo palco – ammette – si sono sentite molte lodevoli intenzioni, molti apprezzabili propositi che però si sono scontrati con la dura realtà del Sud, che ha visto il Sud allontanarsi ancor di più dalla vita produttiva del Paese. Allora perché oggi deve essere cambiato qualcosa? Oggi ci sono le condizioni per realizzare finalmente una svolta. E il motivo è che non è mai successo che si sia offerta a noi un’occasione unica non solo di incidere sul divario Nord-Sud, ma per fare del Sud l’avamposto del rilancio dell’Italia intera. I 209 miliardi del Recovery Fund sono senza precedenti, poi ci sono i fondi di sviluppo e coesione, quelli strutturali e i fondi del programma React Eu».

I PROGETTI DIVENTINO REALTÀ

«Nessuno – garantisce Conte – può permettersi di mettere in dubbio un impegno politico solennemente assunto. Ben vengano le previsioni attuative, ma dobbiamo procedere. Ci manca la capacità di attuare i progetti. Tante volte ho visto decine di miliardi non tradursi in progetti concreti. Dobbiamo evitare gli errori del passato, non possiamo permetterci che anche questa volta tutto finisca nel nulla. E io posso garantire che i nostri progetti non resteranno solo dei titoli».

SEMPLIFICAZIONE E CANTIERI

Conte ha anche annunciato: «Nelle prossime ore firmerò il decreto per individuare i cantieri oggetto del decreto Semplificazioni, nominando commissari incaricati di accelerare i tempi». Cantieri che riguarderanno soprattutto il Mezzogiorno: «Lo dico dal cittadino del Sud, le infrastrutture sono tutto: uno Stato civile deve garantire il diritto alla mobilità per tutti i suoi cittadini: abbiamo l’occasione per ricucire il Paese». Il premier non dimentica la necessità di garantire l’accesso alla Rete a tutti i cittadini italiani: «Dobbiamo cablare tutto il Paese per ridurre le diseguaglianze. Ed è per questo che abbiamo dichiarato prioritaria la Rete unica. Dobbiamo raggiungere tutte le aree bianche del Paese».

IL LAVORO

Capitolo lavoro: «Da ieri – ha ricordato – qui al Sud è entrata in vigore la fiscalità di vantaggio. È una misura concreta, importante, che trae origini non da un incentivo o da un favore, ma dalla constatazione che fare impresa al Sud è più complicato. Con la riduzione del costo del lavoro, che non intaccherà il potere d’acquisto dei lavoratori, creiamo la premessa perché le imprese del Sud possano recuperare il gap competitivo. E, ci siamo già predisposti con la commissione Ue, questa misura deve essere duratura, il nostro orizzonte è decennale e di una misura progressiva».

VIETATO FALLIRE

Il presidente del Consiglio non vuol sentire parlare di fallimenti: «Ho detto che se perdiamo la sfida del Recovery Fund dobbiamo andare tutti a casa, sarebbe un fallimento dell’intera nazione. Non ce lo possiamo permettere. Questa partita dobbiamo vincerla tutti insieme. Il piano al quale stiamo lavorando è strutturato in sei visioni: digitalizzazione, transizione ecologica, connessione del paese attraverso le infrastrutture, coesione, inclusione sociale e salute».

EMILIANO ATTACCA IL NORD

Il governatore pugliese, Michele Emiliano, ha, dal canto suo, sbattuto i pugni sul tavolo contro le Regioni del Nord: «Il tema della parità delle opportunità tra cittadini del Nord e del Sud non è necessariamente in contrasto con quello delle aspettative delle regioni del Nord». Parole applaudite dalla platea e dallo stesso premier. «Il virus – ha evidenziato Emiliano – ha messo tutti noi davanti anche a un’altra prospettiva nuova. Una prospettiva che ha reso ancor più evidente l’insostenibilità dello storico divario tra Nord e Sud. Caro presidente, siamo riusciti, anche questa volta, a cavarcela. Mantenendo i conti in ordine, con trasparenza, efficienza e legalità. Con il rispetto che noi pugliesi abbiamo sempre dimostrato nei confronti delle istituzioni, intendiamo porre, in maniera definitiva e non rinviabile, la questione meridionale e il suo superamento. E intendiamo farlo in un quadro nazionale e internazionale che, per la prima volta dal dopoguerra, sembra offrire una opportunità unica di archiviare un’epoca storica connotata da una crescente divaricazione tra le normali aspettative di ogni italiano e le reali opportunità offerte ai cittadini del Mezzogiorno. Non lo faremo con il cappello in mano. Non ci affideremo a formule vaghe. Sappiamo cosa vogliamo. E sappiamo come poterlo ottenere». Parole chiare: Emiliano si mette alla guida delle Regioni del Sud per invertire quella rotta che, sino a oggi, ha fatto sì che i soldi prendessero la strada del Nord.

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