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Roberto Gualtieri e Giuseppe Conte

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L’introduzione del federalismo fiscale viene rinviato al 2023. È quanto previsto nella bozza del decreto legge Ristori quater. Anche nella legge di bilancio 2021 è previsto lo slittamento dell’autonomia tributaria da parte degli enti locali, ma al 2022. Niente mani sull’Irpef. Slitta per il momento il sogno di indipendenza economica caldeggiato a lungo dai governatori leghisti.

Ciò che emerge nella bozza è l’ennesima sperequazione tra Nord e Sud. Sono in arrivo 250 milioni per aiutare le regioni in difficoltà con le scadenze dei debiti finanziari. «Fermi restando gli obiettivi di finanza pubblica a carico di ciascuna regione a statuto ordinario – si legge nel testo – è assegnato alle regioni a statuto ordinario un contributo per l’anno 2020 di 250 milioni di euro da destinare al finanziamento delle quote capitale dei debiti finanziari in scadenza nell’anno 2020».

Dei 250 milioni da ripartire tra le regioni a statuto ordinario al Sud finiscono circa 65 milioni (26.349.605,26 alla Campania, 6.246.447,37 alla Basilicata, 11.151.447,37 alla Calabria e 20.381.710,53 alla Puglia). Basti pensare che Lombardia e Piemonte assieme prendono gli stessi soldi di tutto il Mezzogiorno. Previsto il rinvio scadenze fiscali e nuovi aiuti alle categorie più colpite. In particolare «per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, il termine di versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap in scadenza il 30 novembre 2020 è prorogato al 10 dicembre 2020».

«Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge e che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento nel primo semestre dell’anno 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il termine di versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap, dovuto per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, è prorogato al 30 aprile 2021».

Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del presente decreto-legge e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di Naspi, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, è riconosciuta invece un’indennità onnicomprensiva pari a 1000 euro.

In arrivo anche 500 milioni di euro per il ristoro delle perdite subite dal settore delle fiere e dei congressi e un’indennità di 800 euro, per il mese di dicembre, per i lavoratori sportivi e 92 milioni di euro extra per il Fondo a sostegno delle associazioni sportive e società sportive dilettantistiche.

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