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Altro che Sud. È prevalentemente il Nord ad aver beneficiato del sostegno economico dello Stato. I soldi di tutti continuano a riempire le tasche del nord.

La verità è questa. Secondo l’Osservatorio sugli Aiuti di Stato di Cribis, società del gruppo Crif specializzata nella business information, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Marche sono le regioni dove le imprese in percentuale hanno fatto più ricorso al sostegno pubblico.

In precedenza era stata l’Istat a dirci che c’era un Nord acchiappatutto, ma le categorie a cui erano destinate le risorse statali erano ben diverse. I destinatari erano imprese impegnate nel settore della tecnologia e dell’innovazione, del trasporto, dell’energia, della comunicazione, delle poste. 

E i numeri provenienti dal registro degli aiuti di Stato, istituito presso la Direzione generale per gli aiuti alle imprese del Ministero dello Sviluppo economico, fotografavano un divario conclamato. La Lombardia, motore economico e cuore industriale del Paese, da agosto 2017 a gennaio 2020 aveva ricevuto ben 3,5 miliardi di euro in aiuti di Stato, quasi sei volte i 600 milioni incassati dalla Calabria.

Ma questa era un’altra storia. Adesso, però sotto i riflettori ci sono settori più “popolari”.  Commercio, servizi di ristorazione e costruzioni, infatti, sono i settori che hanno avuto più fondi al Settentrione.  Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna sono le regioni che, in valore assoluto, hanno ricevuto più aiuti dal governo centrale: 23,77 miliardi di euro la Lombardia, quasi il doppio del Veneto (12 miliardi di euro) e oltre il doppio dell’Emilia-Romagna (10, 93 miliardi di euro).

Sono oltre 1.200.000, il 22,5% del totale nazionale, le aziende nostrane che nel 2020 percepito aiuti di Stato, per un totale di circa 103 miliardi di euro (il 78% sono “Aiuti sotto forma di garanzie statali sui prestiti per garantire l’accesso alla liquidità delle imprese”). L’Osservatorio ha incrociato i dati del Registro Nazionale degli Aiuti di Stato con quelli della banca dati di Cribis, analizzando la tipologia, le dimensioni e i settori delle imprese che, nel periodo gennaio 2020-gennaio 2021, hanno usufruito del sostegno pubblico per fronteggiare la crisi dovuta all’emergenza pandemica.

Prendendo in esame il numero di imprese che hanno ricevuto aiuti di Stato in rapporto al totale delle aziende attive sul territorio nazionale, è la Valle d’Aosta a guidare la classifica regionale, con il 51,6% (6.142 imprese). A seguire Friuli-Venezia Giulia (40%, 37.345 imprese), Marche (34,1%, 51.577) e Basilicata (30,1%, 15.755). Ad occupare le ultime posizioni sono Lazio (15,3%, con 87.429 imprese), Molise (16,3% con 4.962) e Campania (16,7% con 82.783). Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna sono le regioni che, in valore assoluto, hanno ricevuto più sostegni economici di Stato: 23,77 miliardi di euro la Lombardia, quasi il doppio del Veneto (12 miliardi di euro) e oltre il doppio dell’Emilia-Romagna (10,93 miliardi di euro).

Nella top ten delle province con la più alta percentuale di imprese che hanno ottenuto aiuti di Stato troviamo in testa Aosta (51,6% con 6142 imprese) che precede Gorizia (42,5% con 3.878), Udine (40,2% con 18.029), Trieste (39,8% con 6.084) e Pordenone (38,8% con 9.354). Seguono, nell’ordine, Trento (36,5% con 17.362) e ben quattro province marchigiane: Fermo (34,7% con 6.731), Macerata (34,5% con 11.823), Pesaro (34,4% con 12.241) e Ancona (33,7% con 13.644). Le dieci province le cui imprese, in rapporto al totale di quelle presenti sul territorio, hanno fatto meno ricorso agli aiuti concessi dal Governo sono invece Caserta (12,7% con 10.631 aziende), Bolzano (12,8% con 7.101), Roma (14,5% con 64.823), Viterbo (14,6% con 4.965), Rieti (14,7% con 2.069), Benevento (14,8% con 4.556), Nuoro (15,6% con 3.616), Campobasso (15,6% con 3.533), Latina (15,9% con 8.397) e Oristano (15,9% con 2.238).

«In una fase economica complessa e in costante cambiamento come quella attuale, è fondamentale valutare in modo preciso ed efficace la solidità finanziaria di clienti e partner commerciali» ha sottolineato Marco Preti, Amministratore Delegato di Cribis. «Sapere se i propri clienti hanno ricevuto gli aiuti finanziari messi in campo dal Governo per fronteggiare la crisi del Covid-19 è un’informazione di grande importanza per conoscere lo stato della liquidità aziendale» ha aggiunto.

Dall’analisi dell’Osservatorio emergono altri dati interessanti. Il settore che ha fatto maggiormente ricorso ai sostegni di Stato è quello del commercio al dettaglio (che da solo ha assorbito il 16,3% del totale degli aiuti concessi), seguito dai servizi di ristorazione (12,1%), dal commercio all’ingrosso (9,3%) e dai lavori di costruzione specializzati (9,2%). Ad accaparrarsi la fetta più grande, per quanto riguarda la dimensione aziendale, sono le microimprese, che hanno assorbito il 91,9% del totale degli aiuti, a fronte del 7% delle piccole, l’1% delle medie e lo 0,1% delle grandi, mentre, relativamente al fatturato, sono le aziende con un giro d’affari inferiore al milione di euro (89,4%).

Ma non finisce qui. L’analisi dell’Osservatorio evidenzia, inoltre, che sono soprattutto le imprese più giovani ad avere ricevuto gli aiuti da parte dello Stato: per il 42,2% si tratta di aziende nate fra il 2011 e oggi, percentuale che scende al 26,8% per quelle nate fra il 2001 e il 2010 e al 16,5% per quelle nate fra il 1991 e il 2000.

Gestiti attraverso il Ministero dello Sviluppo Economico, gli Aiuti di Stato hanno varie tipologie: aiuti di importo limitato (sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento o altre forme); garanzie statali sui prestiti per garantire l’accesso alla liquidità delle imprese; tassi di interesse agevolati per i prestiti pubblici e garanzie e prestiti veicolati tramite banche; assicurazione del credito all’esportazione a breve termine da parte dello Stato; aiuti per la ricerca e sviluppo e per gli investimenti per la produzione di prodotti connessi al Covid-19; differimento delle imposte e/o dei contributi previdenziali; sovvenzioni per il pagamento dei salari; sostegno per i costi fissi non coperti dalle imprese e per la ricapitalizzazione a favore delle imprese.


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