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Carla Ruocco

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«Occorre semplificare la valutazione delle pratiche e accelerare sui rimborsi»: è questo il monito di Carla Ruocco (M5s), presidente della Commissione bicamerale sul sistema bancario, dopo l’audizione del presidente della Commissione tecnica del Fondo per l’indennizzo dei risparmiatori (Fir), Gianfranco Servello.

LE PROCEDURE

Nel corso dell’indagine è emerso che in tre anni (il fondo è stato istituito nel 2018) su 1,5 miliardi di indennizzi previsti sono stati erogati solo 120 milioni. Meno dell’8%. Hanno diritto al rimborso gli azionisti e i sottoscrittori di obbligazioni subordinate emesse dalle banche dichiarate fallite. Vale a dire Banca Popolare dell’Etruria , Banca delle Marche, Carichieti, Cassa di Ferrara, Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca, BCC Banca Brutia, Banca Popolare delle Province Calabre, Bcc Pietro Grammatico di Paceco, Credito Cooperativo Interprovinciale Veneto e Banca Padovana Credito Cooperativo. Il rimborso erogato dal Fondo ha importo variabile. Per gli azionisti l’indennizzo è pari al 30% del costo d’acquisto che sale al 95% per le obbligazioni.

Nonostante paletti così rigidi i rimborsi procedono molto a rilento: si rischia che la procedura possa essere interrotta. Il Fondo, infatti, è finanziato fino a dicembre. Poi scade, anche se la ricostituzione è data per scontata. Ciò non toglie che i ritardi siano inaccettabili, come ripete Ruocco. Le accuse di Servello sono molto circostanziate: «Mi dispiace doverlo dire, ma l’Agenzia delle entrate non ha brillato per tempestività durante l’emergenza Covid, perché c’è stato per oltre un anno il problema del rilascio dei canali di accertamento dei requisiti fiscali».

Il Fir, ha ricordato Servello è chiamato a indennizzare i risparmiatori che hanno subìto un pregiudizio ingiusto da parte di banche poste in liquidazione coatta amministrativa. «La presentazione delle domande di rimborso da parte dei risparmiatori delle banche fallite – ha sottolineato Servello – è stata prorogata di quattro mesi. Questo ha impedito che si potessero esaminare le domande prima della fine del termine prorogato».

«Voi sapete – ha aggiunto, rivolto ai parlamentari – che soltanto chi è sotto i 35mila euro di reddito imponibile al 2018 e sotto i 100 mila euro di patrimonio mobiliare può accedere al rimborso. Purtroppo l’accertamento del requisito patrimoniale non c’è ancora. Le responsabilità sono un po’ di tutti, ma non della Commissione, la quale tempestivamente ha sempre approvato le bozze di credito così come venivano proposte dall’Agenzia».

«Però – ha proseguito Servello – questo via vai tra ministero dell’Economia, Agenzia, Garante della protezione dei dati personali eccetera, fa sì che noi, a oggi, non possiamo sapere se chi ha fatto la domanda ha detto il vero sul suo reddito imponibile e sul suo patrimonio mobiliare».

I TEMPI

Riguardo ai tempi di lavoro delle domande di indennizzo, Servello ha rimandato a quanto scritto nel testo consegnato alla Bicamerale, in cui si legge che «la piattaforma informatica creata ad hoc per la valutazione delle istanze, nella forma del fascicolo elettronico da parte dei Commissari, è stata resa operativa dal fornitore informatico a partire dal 15 settembre» dello scorso anno, in quanto «le modalità di ‘lavoro agile’ conseguenti ai noti provvedimenti adottati dal governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria Covid-19 fin dai primi mesi del 2020, hanno avuto inevitabili riflessi sullo sviluppo del prodotto, non realizzabile da remoto. Pertanto le tempistiche di rilascio originariamente stimate, hanno subìto un eccezionale, quanto imprevedibile, rallentamento, legato alla gestione delle attività da remoto, imposta a tutte le aziende del territorio nazionale ai fini del rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus».

GLI OBIETTIVI

«Leggendo sulle carte d’identità delle persone che sono state vittime” dei crac bancari “parrucchiera”, “operaio”, “casalinga”, si capisce il dramma che ha inciso soprattutto su alcune regioni – ha ricordato Servello – Voi sapete che c’è un regime di rimborsi forfettario da smaltire con priorità, e quello lo stiamo evadendo in tempi ragionevoli, compatibilmente con le sgranature temporali».

«Non possiamo lasciare soli i cittadini» ha detto la presidente Ruocco. La Commissione ha chiesto a Servello la lista delle modifiche necessarie per accelerare le liquidazioni. «Occorre semplificare la valutazione delle pratiche – ha concluso Ruocco – e accelerare sui rimborsi. Questi sono gli obiettivi della Commissione banche».


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