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Ursula von der Leyen e Mario Draghi

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L’ora X del Recovery fund è scattata. Da ieri, infatti, i sovranisti avranno più difficoltà ad immaginare la distruzione dell’edificio europeo. In una giornata definita “storica” dalla presidente Ursula von der Leyen, la Commissione ha dato la sua benedizione al primo dei 27 Piani nazionali che partecipano alla ripartizione del fondo: si tratta di quello presentato dal Portogallo che, avendo, in questo momento, la presidenza del Consiglio europeo era quasi obbligato a tagliare il traguardo in anticipo su tutti gli altri. E lo ha fatto con il massimo dei voti visto che su undici criteri di assegnazione ha ottenuto dieci volti il massimo dei voti e solo una sufficienza. Il programma presentato dal governo di Lisbona prevede 13,9 miliardi di sovvenzioni e 2,7 miliardi di prestiti. Subito dopo Ursula von der Leyen è volata a Madrid per comunicare il disco verde alle richieste della Spagna del valore di 69,5 miliardi in sovvenzioni.

Poche ore prima era stato collocato il primo bond del Next Generation EU raccogliendo 20 miliardi attraverso un titolo decennale che scadrà nel 2031. Si tratta di un record assoluto in Europa. Mai finora erano state raccolte risorse così consistenti con una singola emissione (il precedente primato era della Spagna con quindici miliardi emessi ad aprile). La domanda è stata sette volte superiore all’offerta. Vuol dire che il mercato era pronto a sottoscrivere oltre 140 miliardi. Proprio per sfruttare l’entusiasmo degli investitori a Bruxelles hanno deciso di raddoppiare l’offerta portandola da dieci a venti miliardi. Un segno incoraggiante per i prossimi collocamenti considerando Il tasso d’interesse è praticamente nullo (0,06%) rivaleggiando con il bund tedesco. Questa, ovviamente è una buona notizia per i Paesi molto indebitati come il nostro. Le restituzione, infatti avverrà ad un costo decisamente contenuto (il rendimento attuale dei Btp decennali sfiora l’1%).

“Il successo dell’emissione conferma che l’Ue è attrattiva” per gli investitori, ha osservato von der Leyen, annunciando che entro l’anno saranno raccolti in tutto oltre 100 miliardi che consentiranno a Bruxelles “di finanziare tutte le sovvenzioni e i prestiti previsti per gli Stati membri quest’anno”. Risorse che serviranno per realizzare i progetti inseriti nei piani nazionali dei Ventisette. A partire da quelli di Portogallo, Spagna Lussemburgo, Danimarca e Grecia, i primi cinque Paesi a incassare il via libera di Bruxelles. Per loro, la valutazione è completata, ha annunciato von der Leyen, che dopo Lisbona e Madrid sarà oggi ad Atene e Copenaghen. Domani sarà in Lussemburgo.

L’Italia dovrà invece aspettare ancora qualche giorno, ma martedì 22 dovrebbe essere il suo turno. E dopo l’ok del Consiglio europeo previsto per il 13 luglio i primi anticipi per gli Stati membri saranno disponibili. Per Roma si tratta di 25 miliardi di euro. “Siamo sicuri che il Next Generation EU è un’enorme opportunità per noi. Dobbiamo investire bene questi soldi e sfruttarli al meglio”, ha sottolineato von der Leyen, spiegando che il via libera dei piani è solo un primo passo e servirà impegno nell’attuarli al meglio, seguendo le priorità Ue su ambiente e digitale. Nel frattempo, Bruxelles continuerà a impegnarsi sui mercati tramite la sua rete di primary dealer. Quella di oggi è “la più grande emissione mai fatta da una istituzione pubblica europea in una singola transazione”, ha detto il commissario al bilancio Johannes Hahn, annunciando che Bruxelles farà altre due operazioni prima della fine di luglio: un’altra a giugno e una a luglio.

L’Unione Europea sta mettendo alla prova la platea degli investitori internazionali disposta a finanziare 800 miliardi di euro di debito in cinque anni, nota oggi Bloomberg, mentre cerca di avviare la ripresa dalla pandemia di coronavirus. Il debito dell’Ue legato al più piccolo programma Sure, quello relativo all’occupazione, ha nel frattempo “sottoperformato con gli investitori che si preparano a un’ondata di offerta sul mercato nei prossimi mesi”, spiega l’agenzia americana. Infatti il blocco Ue sta cercando di raccogliere 100 miliardi di euro in obbligazioni a lungo termine solo quest’anno.


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