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È NATA ieri la nuova compagnia di bandiera italiana Ita Airways, con logo e livrea completamente rinnovati. Il primo volo Ita Airways, un  Airbus  A320 targato AZ 1637, è partito da Milano Linate alle ore 6.20 ed è atterrato all’aeroporto di Bari alle ore 7.45.

A presentare la compagnia nel corso di una conferenza stampa il presidente Alfredo Altavilla e l’amministratore delegato Fabio Lazzerini. Gli aerei indosseranno l’abito azzurro, colore rappresentativo dello sport e della nazionale italiana. Sul timone avranno il tricolore, mentre il logo stilizzato, in oro bianco e rosso, si è ispirato al patrimonio artistico nazionale.

BRAND E POLEMICHE

Della vecchia Alitalia non sarà utilizzato nemmeno il marchio. È stato acquistato per 90 milioni ma, come ha spiegato il presidente Altavilla, questi soldi servono all’amministrazione straordinaria per pagare il saldo degli stipendi di settembre. «Abbiamo deciso di tenere il marchio Alitalia anche per eventuali iniziative di marketing in futuro». Resta il fatto che il brand «non poteva andare a nessun altro».

Ma è il segno più evidente della discontinuità. «Abbiamo ricevuto delle spinte a livello politico, ma noi le abbiamo tutte respinte. Non abbiamo obblighi verso nessuno se non verso i nostri azionisti». Un’affermazione che ha suscitato la risposta piuttosto seccata del Pd, che chiede il rispetto del Parlamento. Questa è certamente la rottura più importante. Mai, in passato si erano visti i vertici della compagnia di bandiera polemizzare con il potere politico. Un segno dei tempi, ma anche del fatto che Ita non resterà italiana a lungo, anche se Altavilla ci tiene molto alla cifra nazionale della compagnia.

Dal food alle divise del personale agli arredamenti delle lounge, Ita Airways lavorerà solo con aziende italiane, comprese le automobili di servizio, annuncia l’ex manager Fiat. Tuttavia non resterà sola per molto tempo. Perché il futuro è «all’interno di uno dei grandi network»: nessun accenno a chi potrebbe essere, ma ci si lavorerà già dalla settimana prossima per chiudere «entro il 2022».

DESTINAZIONE LUFTHANSA

Il piano industriale sembra costruito su misura per Lufthansa, che già tre anni fa si era fatta avanti. Prima di presentare l’offerta, però, voleva che il governo si accollasse tutti i costi di ristrutturazione, tagliando personale e riducendo le spese.

Un’ipotesi che il governo gialloverde, in piena sbornia sovranista, non aveva nemmeno preso in considerazione. Aveva lanciato l’ipotesi Fs in una combinazione tra volo e ferrovie che non aveva niente di simile al mondo. Infatti l’ipotesi era caduta.

Nel frattempo, con il Covid, anche i tedeschi avevano trovato le loro gatte da pelare. Avevano anche ottenuto un maxi-prestito dal governo. L’erogazione era vincolata: con quei soldi dovevano solo pensare al risanamento. Nessuna espansione. Ora il finanziamento è stato restituito (cosa che Alitalia non è mai riuscita a fare). Dunque il colosso tedesco torna aggressivo.

Tanto più che il piano industriale di Ita non è lontanissimo dalle richieste avanzate a suo tempo dal colosso tedesco. Parte con i numeri annunciati a luglio: 52 aerei, che già nel 2022 saliranno del 50% per arrivare a 105 nel 2025. Ai 2.800 dipendenti attuali se ne aggiungeranno altri 1.000 nel 2022 (saliranno a 5.750 nel 2025) e tutti avranno un premio di risultato in base agli obiettivi raggiunti.

Davanti una storia tutta da scrivere, a partire dalle prossime tappe, le gare per manutenzione e handling (ora con contratto di servizio) attese tra 2-3 settimane, e per le quali Ita è già in trattativa con i potenziali partner.

I SINDACATI

Resta da ricucire il rapporto con i sindacati, che anche i tedeschi avevano visto come un problema difficile da risolvere. Ita Airways ha applicato ai suoi 2.800 dipendenti un regolamento aziendale che «calpesta i diritti e i salari delle persone», sostengono le sigle sindacali, chiedendo invece che venga applicato il Ccnl.

«Mi rammarica non essere arrivato alla partenza di Ita Airways con un accordo fatto con i sindacati sul contratto – ha detto Altavilla in conferenza stampa – ma sono assolutamente fiducioso che i passi avanti importanti fatti negli ultimi giorni ci consentiranno di risederci presto al tavolo per la ridefinizione dell’accordo con i sindacati. Che poi questo si chiami contratto nazionale di lavoro o contratto integrativo aziendale, lo vedremo a seconda di come si dipana la trattativa, ma sono assolutamente fiducioso che riusciremo a trovare una strada».

Infine, per quanto riguarda il programma fedeltà della vecchia Alitalia, il Mille Miglia, verrà venduto ma Ita non potrà partecipare alla gara, come stabilito dalla Commissione Ue. Tuttavia non è escluso che la newco possa fare una partnership con la società che eventualmente lo acquisterà. Nel frattempo Ita ha presentato il suo nuovo programma di loyalty, il cui nome è “Volare”. 


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