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IL TITOLO Tim vola a Piazza Affari, segnando un rialzo record  del 17% a 0,49 euro. Tanto entusiasmo per le notizie rilanciate dall’agenzia   Bloomberg, secondo la quale Kkr sta valutando con gli advisor se rialzare l’offerta  a 0,505 euro che Vivendi, azionista al 23,7%, ha già respinto giudicandola troppo bassa rispetto al valore reale di Tim.  È anche vero che, per il momento, si tratta di semplici ipotesi, visto che gli americani non hanno formalizzato alcuna offerta, limitandosi a una semplice manifestazione d’interesse che deve essere ancora formalizzata.  

LE IPOTESI DI PREZZO  

Le riflessioni sarebbero attorno a un prezzo di 0,70-0,80 euro, che sarebbe sicuramente di soddisfazione per Cdp, il cui 9,81% costa mediamente 0,67 euro.  Ma potrebbe essere necessario un ritocco fino a 0,90 euro per convincere i francesi, il cui valore di carico è di 1,07 euro, poi svalutato a 0,83 euro.  

Kkr, ovviamente nega tutto  dicendosi totalmente focalizzato sull’offerta presentata al board nei termini comunicati domenica. In realtà, secondo Equita «il punto critico è verificare se l’offerta avrà il gradimento del cda di Tim. In caso positivo, pensiamo che possa emergere spazio negoziale sulla valutazione».

E qui sta il punto. Arriverà il rilancio? O meglio, arriverà l’Opa? Basteranno questi ulteriori sforzi a convincere il finanziere bretone che, dopo i due miliardi lasciati su Mediaset, uscirebbe comunque con un’ulteriore perdita dall’Italia? Già adesso ha dovuto contabilizzare un rosso di un paio di miliardi sull’investimento in Telecom. Perdere ancora sarebbe indigesto.  

IL CDA  

Intanto bisogna capire se la partita inizierà davvero. A oggi, infatti, non c’è un’Opa, ma una proposta di Opa condizionata innanzitutto al via libera del Consiglio di amministrazione di Tim. Che non è ancora arrivato e che non è detto arrivi venerdì. C’è in programma  una convocazione  per parlare di strategie e organizzazione.

Tuttavia, visto il clima incandescente, non è nemmeno escluso che si vada al rinvio. In ogni caso si preannuncia una riunione di fuoco, soprattutto per l’amministratore delegato Luigi Gubitosi che, secondo diversi consiglieri, avrebbe trattato riservatamente con Kkr senza informarne i colleghi. Dall’esito di quell’incontro potrebbe dipendere anche il futuro dell’offerta pubblica d’acquisto.  

GIORGETTI ALLA CAMERA

Ma la giornata di Tim non è mai solo finanziaria. Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, è intervenuto alla Camera nel question time. L’interrogazione parlamentare non poteva che partire da Tim. La risposta del ministro è stata molto più diplomatica delle rudezze mostrate da Salvini.  «La vicenda pone un tema di grande interesse e delicatezza, trattandosi di una società quotata, e di grande complessità. Quello che posso dire è che siamo in presenza solo di una manifestazione di interesse. Non si tratta di un’offerta vincolante». Ogni valutazione verrà effettuata solamente quando sarà formalizzata un’offerta.  

«La lettera del fondo Kkr – ha evidenziato Giorgetti – la definisce come amichevole, ma aspettiamo i dettagli per vedere in che cosa consiste. È difficile parlare di una cosa che manca di elementi sostanziali». Il ministro ha anche messo le mani avanti sulla Rete: «Il governo valuterà giustamente l’interesse pubblico che è sotteso a una rete che ha profili anche strategici quando l’Opa ci sarà e quando il piano sarà dettagliato. In questo momento c’è soltanto una manifestazione di interesse…».

In particolare verrà vagliato l’impatto sulla rete con i suoi evidenti profili strategici e di integrità della azienda e i suoi occupati. «C’è molto interesse verso questa iniziativa –  ha proseguito Giorgetti – È significativo che il governo si sia allertato».

GOVERNO E CONSOB

Il ministro  ha difeso il comunicato del Mef di domenica che era stato duramente criticato dal sindacato: «Qualcuno – ha detto  – l’ha interpretato come un atteggiamento favorevole al fondo Kkr. In realtà si limitava a dire una cosa ovvia, e che fa parte dell’attività quotidiana anche di chi vi parla: il tentativo di convincere soggetti internazionali a investire in Italia. Il fatto che ci sia l’attenzione da parte di un grande fondo americano per un’azienda italiana è comunque qualche cosa che va valutato positivamente».  

In tanti, in questi giorni caratterizzati da scambi ben oltre la media e dall’andamento del titolo  in costante altalena, hanno invocato l’intervento della Consob. Che ha risposto per bocca del suo presidente Paolo Savona: «La proposta di Kkr per Tim non si è ancora realizzata in offerta, ma solamente in un preannuncio. Noi possiamo intervenire solamente quando riusciamo ad avere l’informazione e siamo intervenuti».  


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