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Con lo stop ai sostegni è emergenza liquidità per oltre un milione di famiglie e imprese. Dai numeri degli aiuti pubblici, aggiornati al 6 gennaio, emerge ancora una volta un’Italia a due velocità: c’è un Nord che fa la parte del leone e un Mezzogiorno che si “accontenta” delle briciole. A descrivere lo scenario è la Federazione Autonoma Bancari Italiani (Fabi).

PRIMATO EUROPEO ITALIANO

Il bilancio del sostegno che il settore bancario, con il supporto dello Stato, in termini di garanzie, racconta che 311 miliardi di euro sono stati così ripartiti tra imprese e famiglie: circa 60 miliardi di moratorie ancora attive, a fronte di 500.000 sospensioni accordate, tre milioni di richieste di finanziamenti presentate, più di 220 miliardi di prestiti garantiti da Mediocredito Centrale e 31 miliardi quelli erogati attraverso Sace. Se il calo dei ricavi e la caduta dei margini di redditività sono stati i segnali di una battuta di arresto del sistema produttivo italiano negli ultimi 18 mesi, la crescita delle misure di sostegno del Governo ha decisamente consentito alle imprese di resistere all’urto della pandemia.

IL DIVARIO NORD-SUD

Dalla geografia delle concessioni viene fuori per l’ennesima volta un quadro a due velocità perché più del 50% delle operazioni complessive sono state presentate nelle aree con il maggior numero di imprese e lavoratori d’Italia e che, probabilmente, sono anche state colpite in maggior misura dalla crisi.

La mappatura dei 250 miliardi di aiuti ci dice che la maggior fetta è andata alle regioni settentrionali (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna), seguite da quelle del Centro quali Lazio, Toscana, Abruzzo, Umbria e Marche. Il tessuto delle piccole e medie imprese, che è concentrato nel Mezzogiorno, sebbene abbia invece ricevuto solo il 18,7% dei finanziamenti complessivi, è quello che vanta il primato – dopo le prime cinque del Nord – per gli importi fino a 30mila euro.

Resta invece ancora penalizzato nella categoria di prestiti di importo superiore a 30mila, dove il Sud raccoglie solo il 17,6% delle risorse di aiuti, a fronte del 52,3% del Nord, del 24,2% del distretto del Centro Nord. Inoltre la classe dimensionale più rappresentativa è stata quella dei prestiti di importo superiore ai 30mila euro che ha attratto quasi il 90% delle risorse complessivamente utilizzate. La quota residuale del 10% è andata a favore di operazioni di importo inferiore a 30mila euro.

LA GEOGRAFIA DELLE GARANZIE

Con 2.578.052 di istanze presentate, per un importo di circa 221 miliardi, il dettaglio degli aiuti sotto forma di prestiti garanzia è così distribuito: 1.179.579 le richieste di finanziamento fino a 30.000 euro per un totale di 22,9 miliardi (importo medio di 19.476 euro) e 1.398.473 le richieste di finanziamento superiori a 30.000 euro per un totale di 197,5 miliardi (importo medio di 141.258 euro).

Dalle operazioni di importo superiori a 30mila euro, viene fuori che la maggior fetta di finanziamenti è andata alle regioni del Nord (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna) con 103,3 miliardi, assorbendo circa il 52,3% delle risorse complessive per questa fascia di importo. Segue l’area del Centro Nord con 47,7 miliardi, di cui il 37% destinato al Lazio, il 34% alla Toscana, l’8% all’Abruzzo e il restante 21% distribuito tra Umbria e Marche.

Il tessuto delle piccole e medie imprese, che è concentrato nel Sud Italia, ha invece ricevuto solo il 17,62% dei finanziamenti superiori a 30.000 euro. In particolare, il Molise e la Basilicata sono le regioni con le percentuali più basse di aiuti pubblici in questa categoria di importo (rispettivamente lo 0,3% e lo 0,5%), seguite da Calabria (1%) e Sardegna (1,4%). Anche in termini di numero di operazioni, le regioni con il numero inferiore di richieste sono rappresentate dal Molise (5.411) e Basilicata (8.442) – rispetto a un numero nazionale medio di 1-398.473 – che insieme a Sicilia, Puglia e Basilicata hanno beneficiato complessivamente lo 0,8% delle operazioni totali.

Tra le regioni meridionali, il picco di finanziamenti è stato erogato in favore della Campania che con il 6,5% del totale delle risorse erogate per classe di importo, ha beneficiato di 12,9 miliardi di euro di aiuti statali. In termini di distribuzione e concessione, le percentuali e i grandi numeri si ripetono anche con riferimento alle operazioni di importo inferiore a 30mila euro, dove, su 1.179.579 operazioni, più di un quarto sono state presentate nelle regioni con il maggior numero di imprese e lavoratori del territorio nazionale: si tratta della Lombardia (16,4%) e Lazio (9,1%) seguite dall’Emilia Romagna (8,8%) e Veneto (8,2%).


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