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Voglio ricordare ai non addetti ai lavori quali sono i tempi che caratterizzano la storia che intercorre tra la intuizione progettuale di un’opera e la emissione del primo Stato di Avanzamento Lavori (SAL), cioè i tempi che intercorrono tra la cosiddetta fase legata allo studio di fattibilità e la reale apertura dei cantieri.

Ho voluto ipotizzare la storia più corta e vorrei ricordare che è sbagliato prendere come riferimento il ponte di Genova perché pur essendo un lavoro encomiabile, pur trattandosi di un opera complessa ha riguardato una sola realtà comunale e in termini di lunghezza ha interessato una tratta stradale inferiore a 2 chilometri. In realtà per le opere che hanno una estensione chilometrica rilevante e che interessano più realtà territoriali i tempi minimi di una naturale evoluzione progettuale possono essere i seguenti:

  • Fattibilità: sei-otto mesi
  • Progetto di massima: sei mesi
  • Progetto esecutivo: otto mesi
  • Fase di approvazione ed acquisizione pareri: otto mesi
  • Approvazione definitiva e consegna lavori: tre mesi

Occorrono cioè 30-33 mesi, quasi tre anni. Ricordo che finora nessun progetto relativo ha grandi opere ha avuto un tempo inferiore ai 60-64 mesi. Voglio essere non solo ottimista ma voglio essere anche convinto della volontà del Governo di abbandonare il lungo torpore dei passati cinque anni e, quindi, avviare davvero un processo concreto di investimenti. Questa premessa l’ho voluta fare per chiarire subito quali possano essere i reali tempi che consentano alle aree meridionali del Paese di poter assistere alla emissione di Stati Avanzamento Lavori (SAL), di poter assistere alla reale incidenza sul Prodotto Interno Lordo del Mezzogiorno di risorse realmente erogate. Ed allora ho preso ad esempio solo le opere che vengono ormai ritenute urgenti e fondamentali per la crescita del Mezzogiorno e ho ipotizzato per ognuna di esse la data di emissione del primo SAL:

  • Asse ferroviario AV/AC Battipaglia-Reggio Calabria: 48 mesi
  • Asse ferroviario AV/AC Palermo-Messina-Catania: 42 mesi
  • Asse ferroviario Taranto-Metaponto-Salerno: 36 mesi
  • Asse viario 106 Ionica: 40 mesi

In realtà, nel migliore dei casi il Mezzogiorno potrà assistere alla reale emissione di SAL non prima di tre-quattro anni. Se effettuiamo la stessa analisi sulle opere del centro nord scopriamo i seguenti dati, i seguenti tempi:

  • Asse ferroviario AV/AC Genova-Milano: 6 mesi
  • Asse ferroviario AV/AC Verona-Vicenza: 8 mesi
  • Asse ferroviario AV/AC Vicenza-Padova: 20 mesi
  • Nodo ferroviario AV/AC di Firenze: 6 mesi
  • Nodo autostradale di Bologna: 18 mesi
  • Completamento metropolitana Linea C di Roma: 20 mesi
  • Linea metropolitana di Torino: 12 mesi
  • Autostrada Tor de’ Cenci-Latina e Cisterna Valmontone (Pontina): 20 mesi

Solo pochi ma significativi esempi che dimostrano in modo inconfutabile che nel centro nord del Paese, in un arco temporale di sei mesi o al massimo di un anno e mezzo, prende corpo un immediato avvio di SAL, un misurabile processo di apertura di cantieri e, quindi, una certezza di crescita occupazionale. Nel Mezzogiorno, nel migliore dei casi, tutto questo può solo avvenire fra tre-quattro anni.

Ma sicuramente la prima osservazione a questa mia banale constatazione sarà la seguente: finalmente cominciamo a parlare di alta velocità nel sud, finalmente il Governo ha deciso di allocare risorse al Sud. Sì è senza dubbio questa conversione, inimmaginabile specialmente del Movimento 5 Stelle sulle grandi opere e sull’alta velocità ferroviaria, un grande risultato. Io, ad esempio non credevo che il Movimento 5 Stelle avrebbe accettato la realizzazione di grandi opere in quanto portatrici di risorse ai costruttori considerati da loro sempre dei corruttori. Però, ripeto, ben venga questo grande innamoramento alle grandi opere del Sud; si impone però, con una grande urgenza, un duplice problema: la certezza delle decisioni e la modalità di affidamento di tali opere. In merito alla certezza delle decisioni sarebbe necessario allocare per legge e non attraverso Contratti di Programma con ANAS e Ferrovie dello Stato le risorse necessarie per realizzare tali opere mentre, per evitare lungaggini procedurali e l’articolazione per lotti delle varie opere, sarebbe opportuno dare vita a veri partenariati pubblico – privato, cioè tra Ferrovie e privati, tra ANAS e privati, per la concreta realizzazione delle opere. La scelta dei privati in queste forme di partenariato avverrebbe sempre attraverso gara internazionale.

Penso emerga chiaramente che tutti i grandi assertori del rilancio del Mezzogiorno, tutti coloro che in ogni conferenza dichiarano come priorità chiave la immediata infrastrutturazione del Mezzogiorno dovranno affrontare e risolvere una simile problematica: il Mezzogiorno dovrà aspettare ancora tre anni per vedere concretamente l’apertura di un cantiere diamogli almeno subito una certezza sulla reale volontà a fare, sulla reale assegnazione per legge delle risorse.

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