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Il ministro per il Sud Mara Carfagna

Tempo di lettura 2 Minuti

di MARA CARFAGNA (*)

Ho letto la lettera della dott.ssa Rita Sciarra, la funzionaria Onu con due figli che ha trascorso la pandemia nel borgo calabrese di Altomonte, e pur essendone innamorata lo descrive “peggio di Haiti o del Messico” in quanto a servizi per l’infanzia (LEGGI LA LETTERA).

Vi scrivo per ringraziarla di essersi esposta pubblicamente nel raccontare cosa significa in concreto il divario di cittadinanza al Sud: una realtà che a molti non è ancora chiara, perché un conto è leggerla attraverso le statistiche e un conto è capirne l’impatto sulla vita quotidiana dei cittadini, soprattutto delle donne e dei bambini.

La mancanza di una struttura semplice come un asilo nido può stravolgere progetti, cancellare sogni, imporre rinunce davvero ingiuste. Chi come me è nato o ha vissuto a lungo nel Mezzogiorno conosce bene il senso di smarrimento e impotenza che racconta Rita Sciarra. Non c’è famiglia, ragazzo o ragazza del Sud, che non abbia sbattuto contro il Muro invisibile della diseguaglianza che rende difficile e spesso impossibile l’accesso a molti diritti costituzionali altrove garantiti con efficacia: il sostegno all’infanzia, un’istruzione di qualità, la mobilità, la tutela della salute.

Interrogarsi sulle ragioni culturali e politiche di questo Muro è un impegno che lascio agli storici e agli intellettuali: il dovere della politica è abbatterlo, fino all’ultimo mattone.

Vorrei dire alla dottoressa Sciarra che, personalmente, sento questo dovere con forza assoluta, e ne ho fatto il perno di ogni mia iniziativa e decisione da Ministro per il Sud. La definizione per legge dei Lep, i Livelli essenziali di prestazione fissati in Costituzione ma mai quantificati, è lo strumento principale (ma non l’unico) che ho individuato per cominciare ad aprire una breccia nel Muro. Inizieremo proprio dal Lep sugli asili nido e sull’assistenza sociale, con uno speciale sguardo alla disabilità: a breve porterò in Cdm un provvedimento che potrebbe radicalmente cambiare la desolante mappa di questi servizi al Sud.

La riduzione delle diseguaglianze non è solo un dovere verso i cittadini e le cittadine meridionali, un obbligo costituzionale, un modo per far ripartire l’Italia. È la messa a frutto dell’inestimabile giacimento umano e culturale del Sud, che potrebbe essere davvero la nostra California: dall’ambiente alla gastronomia, dalla bellezza al clima, non so immaginare un luogo più “naturalmente” predisposto ad accogliere e a far prosperare le persone.

Spero che tra qualche anno, dopo il suo prossimo incarico all’estero, la dottoressa Sciarra torni ad Altomonte e la trovi diversa, con maggiori servizi per le madri lavoratrici, un numero più alto di donne che lavorano, più simile all’Europa per servizi e opportunità: il mio impegno è in questa direzione e sono certa che, grazie alle scelte del governo Draghi, al Pnrr e ai molti strumenti messi a disposizione dall’Unione, il tempo della svolta sia arrivato.

(*) ministro per il Sud e la coesione territoriale 


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