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Vito Bardi, governatore della Regione Basilicata

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Avrà pure altro a cui pensare, Vito Bardi detto “il Generale”, ma è chiaro che il Recovery Fund non sia propriamente in cima ai suoi pensieri.

Sarà che il governatore non si aspettava di dover placare una coalizione così litigiosa – consiglieri regionali di Fratelli d’Italia che si smarcano dal proprio assessore, movimenti di maggioranza che prendono le distanze dal proprio rappresentante e criticano la Giunta –, o forse non vuole dare soddisfazioni alle cosiddette “parti sociali” che sperano in una svolta per il Mezzogiorno. Una settimana fa Francesco Somma, neopresidente di Confindustria Basilicata, gli aveva lanciato l’(ennesimo) amo, puntualmente senza avere risposte («Riponiamo grandi aspettative nel Piano di sviluppo strategico annunciato dal presidente Bardi»).

E ancora ieri il segretario regionale Cisl, Enrico Gambardella, notava che «il Recovery Fund rappresenta una formidabile sfida anche per la pubblica amministrazione che necessita di un piano di modernizzazione e assunzione di nuove professionalità».

Bardi non risponde a sollecitazioni e inviti al dialogo: e dire che esattamente un anno fa, in pieno dibattito autonomia differenziata, era arrivato ad evocare «una macro-area che raggruppi tutto ciò che una volta era il Regno delle Due Sicilie, per metterci al pari col Nord».

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