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L'assessore Giulio Gallera

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“Il tempo è galantuomo e mi ha restituito un po’ di giustizia. Non potevo essere io né colui che faceva tutto bene né colui che faceva tutto male”. Ho una certa ammirazione per i riverberi sulle facce di bronzo.

Eppure, Giulio Gallera, con l’aria sdrucita di uno a cui continuano a rigare la portiera della macchina appena uscita dal carrozziere, che esprime a L’Aria che tira su La7 i suddetti giudizi sulla giunta regionale lombarda -di cui prima di essere trombato era un luminoso alfiere-; be’, mi insuffla una sensazione di tristezza.

Spiazza un po’, in effetti, che Gallera – la maschera migliore di Crozza dell’ultim’anno- commenti: “Io non ho nulla da rimproverarmi, il sistema ha fatto il massimo possibile di fronte a una pandemia senza precedenti” e scarichi Aria, la società di servizi preposta alla (disastrosa) vaccinazione lombarda: “Alla fine l’unico problema oggettivo che ho avuto io è stato quello dei vaccini antinfluenzali, come sempre decisi dalla società Aria (Azienda regionale per l’innovazione e gli acquisti) che aveva sbagliato completamente il percorso di acquisizione, a febbraio proponendo una gara con un prezzo senza senso a cui non aveva partecipato nessuno”.

Cioè, tradotto: mica ero io l’incompetente, ma quegli stronzi dei leghisti di Aria. Ora, il dramma umano di Gallera merita la massima comprensione. E’ onestamente antiestetico vedere uno che da pupilllo di Berlusconi della prim’ora si trasforma in sindaco di Milano in pectore; e poi diventa l’onnipotente assessore della (un tempo) miglior Sanità d’Italia; e poi finisce licenziato in tronco come una colf filippina senza permesso di soggiorno, giusto per l’inezia di una pandemia malgestita. E, certo, Gallera non poteva mettersi mica lì a perder tempo a controllare Aria, una sua controllata. Gallera è uno di grandi strategie, mica di minuzie.

Mi sono riguardato la sua agenda. L’assessore in effetti, in quei mesi, era abbastanza impegnato: a fare acrobatiche valutazioni tecniche sull’indice Rt (“Per infettare me, bisogna trovare due persone nello stesso momento infette perché è a 0,50 no?”. No, era un’assurdità per gli statistici che gli hanno suggerito di continuare a fare l’avvocato); a difendere la mitica “astronave” di design per vaccinazioni da 26 milioni di euro, roba subito cestinata da Draghi; a fare una corsetta in zona rossa violando le sue stesse ordinanze e fotografarsi pure su Facebook; a mantenere a casa, in piena emergenza, il personale sanitario perché “abbiamo medici e infermieri che hanno cinquanta giorni di ferie arretrate. Non li faccio rientrare in servizio per un vaccino nei giorni di festa”; a farsi suggerire dai giornalisti dati che avrebbe dovuto conoscere a memoria. E via con una sequenza di gaffes che nemmeno Mike Bongiorno nell’epoca d’oro.

Solo che Mike non era assessore del Welfare della Lombardia.

Rimane impressa, di Gallera, la tenacia. Vibra nei nostri cuori lombardi l’immagine di Gallera prima di essere sostituito dalla Moratti, aggrappato tenacemente alla sua poltrona come un capitano al timone della nave in tempesta, mentre invocava ad alta voce un incarico “risarcitorio” da capogruppo, da presidente di municipalizzata, da supertecnico. Ha ragione lui: il tempo è galantuomo…

da facebook/francesco.specchia.7


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